Emozioni (la mia vita e il calcio)

Sarebbe stato ingiusto stilare una classifica. Le emozioni non hanno scale matematiche. Sono legate a momenti, esperienze. Le emozioni sono quello che sei e quello che eri. Tante sono le classifiche possibili, come quella che anni fa fece il Times o la controclassifica di Repubblica. Non ho voluto mettere qui i gol più belli ma le prime emozioni che affiorano quando ripenso a tante partite viste, godute e sofferte.

Questo è tutto ciò che sta nel mio sentimento d’amore per il gioco del calcio.

1 aprile 2001
Roberto Baggio (Brescia) – Juventus-Brescia 1-1 (rete dell’1-1)
Non ricordo un gol in cui con un solo tocco un calciatore compie almeno quattro gesti tecnici di base: lo stop, il passaggio a seguire, il dribbling, l’assist. Peraltro segnato indossando con la maglia della squadra della mia città.

5 aprile 1998
Filippo Inzaghi (Juventus) – Lazio-Juventus 0-1
Quella sera ero al bar a vedere la partita con gli amici. Era la Juventus delle mille polemiche. Di un calcio urlato che iniziava a non divertire più. L’apice del mio essere tifoso, l’inizio di una maturità sportiva diversa. Birindelli mise un cross e battemmo la Lazio grazie a Inzaghi. Non eravamo la squadra più forte, eravamo solo la squadra che vinceva con il modesto Birindelli sulla fascia e Inzaghi al centro dell’attacco, che io adoravo per l’essenzialità, ma che gli juventini non amarono mai fino in fondo.

5 maggio 1997
Jury Djorkaeff (Inter) – Inter-Roma 3-1 (gol del 2-0)
Uno di quei gol che non puoi dimenticarti, per il gesto tecnico e la genialità dell’esecuzione. Se gli interisti non fossero come sono, forse alle tante battute sul 5 maggio avrebbero risposto ricordando questa prodezza di 5 anni prima.

22 giugno 1994
George Hagi (Romania) – Romania-Colombia 3-1
Tributo ad un giocatore simbolo che ebbi la gioia, e l’ingenuità adolescenziale, di adorare con la maglia del Brescia.

18 maggio 1994
Dejan Savicevic (Milan) – Milan-Barcellona 4-0 (rete del 3-0)
Quella notte seguii la partita dall’ospedale, ero stato operato di appendicite. Non fu bello vedere l’odiato Milan vincere in quella maniera devastante, ma il Genio del Montenegro, nel mio modo di vedere il calcio e la vita, ha sempre rappresentato una categoria a parte.

4 dicembre 1994
Alessandro Del Piero (Juventus) – Juventus-Fiorentina 3-2
Fu la rete che segnò la fine di un decennio mediocre per la Juventus e diede il via ad un nuovo ciclo di vittorie. Lo sentii alla radio e, lì per lì, non colsi il valore del gesto e dell’evento. In quel periodo avevo iniziato ad amare il calcio tattico innamorandomi del Foggia di Zdenek Zeman.

19 giugno 1990
Roberto Baggio (Italia) – Italia-Cecoslovacchia 2-1
I mondiali di Italia ‘90 (avevo 13 anni) furono i più belli della mia vita. Vissuti con gli occhi del ragazzino emozionato da un calcio in crescita esponenziale. La prodezza di Baggio contro la Cecoslovacchia è ciò che di più bello rimarrà nei miei occhi di quel torneo.

9 novembre 1986
Marco Van Basten (Ajax) – Ajax-Den Bosch 3-1
La classe infinita del centravanti più forte di tutti i tempi.

3 novembre 1985
Diego Maradona (Napoli) – Napoli-Juventus 1-0
Il gol contro l’Inghilterra a Mexico ‘86 è per tutti. Questa punizione, con la palla che fa un movimento impossibile da replicare, da una posizione in cui nessuno se non è dotato di genio assoluto può immaginare di fare gol a scavalcare la barriera, è forse la perla di magia calcistica più importante che ci ha regalato il Pibe de Oro. Quello fu il momento di massimo splendore di Diego Armando Maradona. (E godetevi nel video il commento di Enrico Ameri per Tutto il calcio minuto per minuto, straordinario)

anni ‘70
Johan Cruijff (Olanda) – Olanda-Belgio
La genialità di un giocatore simbolo, testimone di un calcio che non c’è più. Un gol ritrovato su Youtube messo come tributo a un modo scientifico ma sportivamente genuino di intendere il gioco del calcio.

Infine: fuori selezione, perchè il gol più bello venne annullato.

8 dicembre 1985
Michel Platini (Juventus) – Juventus-Argentinos Juniors 6-4
Se il rapporto tra classe e vittorie, come si usa di questi tempi per definire i fuoriclasse, è il metro che dobbiamo utilizzare per definire la grandezza di un campione: per me Michel Platini è stato il più grande di tutti i tempi. Se invece vogliamo inserire la sportività nella valutazione: questo episodio a Tokio lo rende semplicemente insuperabile.

Commenti

  • Francesco Sicilia  On 10 febbraio 2011 at 17:00

    Bel post, complimenti.

    Volevo però fare due correzioni: Youri non Jury Djorkaeff e poi Italia-Cecoslovacchia 2-0 non 2-1.

    Per il resto, mi sono emozionato anche io perché quella sfera è magica, qualsiasi sia il colore delle squadre in campo.

    P.s. ma hai visto Cruijff giocare? Non ti facevo così vecchio. ;-)

    • armagio  On 10 febbraio 2011 at 17:47

      hai ragione, ai ceki venne annullato, il gol…

    • armagio  On 10 febbraio 2011 at 17:48

      crujiff è una di quelle icone che fanno del calcio una religione e come tale non è importante averlo visto in diretta o meno, già averne sentito parlare te lo fa vivere

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