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Le sconfitte di Torino e Inter rimettono le squadre italiane alle spalle delle tedesche nel ranking Uefa.

Dopo il giovedì d’oro che aveva portato 5 qualificazioni su 5 in Europa league le nostre formazioni impegnate in Europa League (in attesa del ritorno della Juventus a Dortmund in Champions) potevano raccogliere al massimo 8 punti in 4 gare (per il ranking la vittoria vale 2).

Il bottino di 4/8 non è il meglio possibile, soprattutto riflettendo su come si era messa e come è stata compromessa la partita (ma soprattutto la qualificazione) dell’Inter, ma rappresenta il minimo sindacale. La prospettiva è comunque quella di trovarci nei quarti di Europa League con due squadre, ovvero come nazione più rappresentata.

Nel frattempo però la Germania, che nel turno precedente era alle nostre spalle nel ranking annuale, ora ci ha nuovamente superati: 14,571 punti per i tedeschi, solo 0,71 in più delle nostre squadre.

Spagna sempre in vetta, con la prospettiva di perdere una squadra dal derby Villareal-Siviglia e l’Atletico Madrid in bilico; mentre l’Inghilterra dopo aver salutato il Chelsea e vedere in grosse difficoltà ManCity e Arsenal, può tirare un sospiro di sollievo per la rimonta dell’Everton (2-1 alla Dinamo Kiev).

Ci consoliamo con un divario crescente nei confronti delle inglesi: ora sommiamo 1,215 punti in più di loro nella graduatoria stagionale e nella proiezione a 3 anni a parità di risultati il loro vantaggio risulta di 3,416 con un guadagno di 2 decimi rispetto a due settimane fa.

Sperando nell’impresa di Torino e Inter e in attesa del risultato della Juventus lo scenario più probabile è quello di un contingente italiano ridotto a 2 squadre in Europa League. In chiave ranking generale invece assume importanza capitale la sfida tra Atletico Madrid e Bayer Leverkusen: chi si qualificherà permetterà anche al proprio paese di mantenere con 4 squadre il contingente europeo più alto nei quarti di finale.

Lavori in corso al Manchester City per la sostituzione di Manuel Pellegrini.

Dovesse precipitare la situazione la società potrebbe addirittura intervenire già nelle prossime settimane, dopo la sfida di Champions a Barcellona in cui i citizens partono sfavoriti.

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La situazione è in mano a Ferran Soriano e Txiki Beguiristain, rispettivamente amministratore delegato e direttore sportivo del club. E nelle ultime ore crescono le quotazioni di Vieira: dopo aver letto dell’interesse per Guardiola sembra che le attenzioni si stiano spostando più che altro su “un” Guardiola, ovvero un profilo che ricalca quello che è stato l’ex tecnico del Barcellona: un prodotto cresciuto in casa e portato alla prima squadra.

Del resto l’obiettivo della dirigenza qatariota e dello sceicco Mansour è da sempre chiaro: un club “home made”, fato in casa. L’investimento sul settore giovanile e le strutture di allenamento lo fanno capire chiaramente.

Dopo aver copiato le tecniche di formazione del Barcellona con il loro nuovo complesso in stile Masia a Manchester, i citizens potrebbero essere cercando di copiare l’outfit catalano in un altro aspetto della vita del club, promuovendo da dentro il tecnico della prima squadra, cosa che il Barcellona ha fatto con vari gradi di successo in questi anni.

Vieira ha più volte espresso il desiderio di diventare un tecnico della prima squadra e c’è la sensazione che forse il suo lavoro dietro le quinte con la EDS, possa diventare il trampolino di lancio per lui per un ruolo in panchina allo stadio Etihad.

Dopo una brillante carriera come giocatore conclusa proprio al City nel 2011, Vieira avrebbe anche un altro vantaggio: entrerbbe in uno spogliatoio bollente in cui le dinamiche chiave non sono cambiate negli ultimi anni (lo dimostrano i giocatori in campo contro il Barcellona: 9 su 11 acquistati prima dell’arrivo di Pellegrini) e di cui lui avrebbe pieno rispetto essendone stato un componente.

Mentre il Manchester City si appresta a sfidare il Leicester nel turno infrasettimanale di Premier league (che anticipa rispetto al week end dedicato alla FA Cup come da tradizione inglese) tiene banco la posizione di Manuel Pellegrini che tutti i media britannici danno vicino all’esonero dopo la duplice sconfitta contro Liverpool e Barcellona in Champions league.

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Molti i nomi che si fanno al suo posto. Il primo è Pep Guardiola, che i vertici della società hanno sempre messo al centro del proprio interesse.

Poi c’è quello (al momento molto più improbabile) di Carlo Ancelotti o l’alternativa rappresentata da Pablo Simeone, che ha appena rinnovato con l’Atletico Madrid, ma che sta nella rosa solo per dimostrare la totale confusione sul nome del successore: si cerca un offensivista nato come Guardiola o il re del catenaccio post moderno Simeone?

Mentre gli ambienti cittadini vicini alla società oggi hanno iniziato anche a ventilare una ipotesi interna legata al nome di Patrick Vieira. Il tecnico della formazione Elite, qualificatosi per i quarti di Youth League dove incontrerà la Roma, potrebbe essere la soluzione non solo transitoria.

E secondo l’Indepenent anche Brendan Rodgers del Liverpool potrebbe essere un nome chiamato in causa. Soprattutto perché nelle ultime ore ha preso piede l’idea del ritorno di Rafa Benitez proprio ai reds.

Soluzione apertissima, in cui è difficile prevedere cosa accadrà. Anche se l’impressione è che sia più facile che la scelta alla fine non ricada sui primi due nomi (Guardiola e Ancelotti) ma sugli altri. E con l’idea che lo stesso Benitez non debba essere escluso a priori: l’esperienza soprattutto internazionale lo rende un candidato ideale.

Un film già visto, almeno due volte. Per questo al momento non si conosce il finale.

Ciò che nessuno fa notare ad esempio è che lo scorso anno il City a questo punto della stagione si trovò nella stessa condizione: in una settimana uscì dalla Fa Cup (per mano del Wigan che già lo aveva battuto in finale l’anno prima) e dalla Champions, compromettendo anche il cammino in Premier league.

Ma le condizioni erano diverse. Quel City aveva appena vinto la Coppa di lega inglese e doveva recuperare (a causa di quell’impegno e di un replay di Fa Cup) ben due sfide in campionato.

Alla fine tutti sanno come è andata: City campione d’Inghilterra (anche – ma non solo – per demeriti altrui) e Pellegrini saldissimo al suo posto.

In questi giorni tutti ricordano invece l’epilogo di due stagioni fa con Mancini esonerato dopo la sconfitta in Fa Cup (sempre con il Wigan, nella finale di Wembley) ed una stagione finita con zero titoli.

Purtroppo per Pellegrini il City è la meno inglese delle società calcistiche di Premier, non solo per la conduzione qatariota ma anche per il board interamente spagnolo guidato da Ferran Soriano e Txiki Beguiristain. Questo significa soprattutto meno attivismo dell’allenatore in chiave mercato e complessivamente una maggiore esposizione alle intemperie del ruolo più in bilico del calcio.

Dice bene Pellegrini quando sottolinea che il suo ruolo non dipende dai risultati in campionato. L’impressione infatti è che la sfiducia nei suoi confronti sia iniziata quest’anno in Champions league e non sia venuta meno dopo la qualificazione miracolosa grazie alle vittorie su Bayern e Roma, mentre la sconfitta con il Barcellona (al tecnico viene imputato un gioco troppo spregiudicato e tatticamente scriteriato) avrebbe solo peggiorato le cose.

Vero invece il contrario: un successo in Premier league sarebbe la soluzione di tutti i mal di pancia. Ma per quello ci vorrebbe a questo punto un suicidio del Chelsea (attualmente a +5 con una gara in meno).

Stasera intanto all’Etihad sarà di scena il Leicester. L’ultima volta che City le due squadre si sono confrontante in campionato a Manchester, nella stagione 2003/04, vinsero i foxes, con il rotondo punteggio di 0-3. Era il 9 novembre 2003, due ere fa per il City allenato da Kevin Keegan e non ancora in mano ai capitali arabi, battuto nonostante la presenza in campo di gente come Anelka e Fowler.

Un ricorso storico a cui prestare attenzione.

L’Inghilterra del calcio si è svegliata questa mattina con un interrogativo in testa: perché in Europa non siamo i migliori, nonostante i nostri budget che ci permettono di primeggiare sul mercato?

Dibattito aperto e diverse ipotesi. Ma alla fine a prevalere è la critica agli allenatori sconfitti nella tre giorni europea.

Manchester City v Barcelona - UEFA Champions League Round of 16

Come successo all’Italia nel periodo nero delle nostre squadre in Europa League, c’è chi spiega che in fondo è meglio primeggiare in Italia. Vuoi mettere il piacere di battere il tuo vicino di casa rispetto a qualcuno che sta lontano e che domattina non incontrerai in ufficio? Uno degli esponenti di questo pensiero è ad esempio Noel Gallagher, che domenica sera sosteneva questo alla BBC nel programma notturno dedicato alle partite della domenica.

Al di là delle esagerazioni, tuttavia, l’impressione è che una marcata autoreferenzialità del calcio inglese sia innegabile. Non bisogna dimenticare che anche nel primo decennio degli anni 2000 le inglesi vinsero meno Champions league di noi (dal 2000 al 2010 3-2 per noi a cui si aggiungerà due anni dopo quella del Chelsea) nonostante semifinaliste a iosa e piazzamenti in quantità. Non è nuova invece la debacle in Europa League: negli ultimi dieci anni sono solo 9 le squadre inglesi arrivate ai quarti di finale. Una sola vittoria del Chelsea 2012 e una finale del Fulham 2010.

Non sarà, si chiedono molti, che uno dei totem del calcio inglese, ovvero il sovraccarico d’impegni nel periodo natalizio, finisca per nuocere alle squadre alla ripresa europea di febbraio? Tema già più interessante sul piano squisitamente tecnico-atletico.

Tuttavia i numeri – se non quelli stagionali abbastanza sporadici – dicono che nel primo turno del nuovo anno le inglesi negli ultimi 10 anni hanno subito 22 eliminazioni su 62 squadre, ovvero hanno perso il 35,5% delle loro rappresentanti contro il 39% della Spagna, il 45% delle tedesche e il 38,4% delle italiane. Curioso il dato raffrontato al tedesco, che sembrerebbe dire esattamente il contrario, ovvero che è la lunga pausa invernale della Bundesliga a nuocere.

Alla fine sembra invece prevalere una lettura meno macro-numerica del fenomeno e più legata alle singole situazioni.

Ecco allora il processo agli allenatori. In particolare sulla graticola sono finiti Pellegrini del Manchester City, reo di aver affrontato il Barcellona con lo stesso atteggiamento aperto che lo caratterizza in Premier, e Wenger dell’Arsenal – sostanzialmente per lo stesso motivo – che ha ottenuto il gol di Chamberlain (sullo 0-2) nel momento di maggior difensività della sua squadra.

Ecco allora l’inevitabile elogio di Mourinho e Martinez. Il primo uscito indenne dal Parco dei principi con il suo Chelsea, il secondo nettamente vincitore contro lo Young Boys con una tattica che i quotidiani inglesi sintetizzano con un difesa e palla a Lukaku.

Pare che gli inglesi, nel momento in cui molti italiani guardano con interesse ai modelli organizzativi d’oltremanica, siano invece attratti da quella che in qualche modo è la mentalità storica del nostro calcio, richiamando i propri tecnici ad atteggiamenti tatticamente più accorti e meno spregiudicati.

Dopo il Clasico dello scorso fine settimana tra Real Madrid e Barcellona, che sabato scorso ha fatto registrare su Fox Sports il record di ascolti stagionale di Fox Sports Italia (con 769.147 spettatori medi e uno share del 5,07%) in questo week end arrivano tre partite assolutamente da non perdere:  il derby di Manchester, la supersfida di Bundesliga tra Borussia Dortmund e Bayern, e un Barcellona – Celta Vigo che si preannuncia interessante.

Manchester City v Manchester United

All’Etihad Stadium va in scena il 168° derby di Manchester, match clou della decima giornata di Premier League. Il City, terzo in classifica con 17 punti, distanziato di sei lunghezze dalla capolista Chelsea, ospita lo United, ottavo a quota 13.

Il derby sarà l’occasione per il Manchester City di lanciare la nuova matchday app. Una iniziativa sulla falsariga dell’app già creata dalla Juventus un anno fa. Tante le sezioni all’interno, in particolare: statistiche, canali video, giochi. Diego Gigliani – direttore media e relazioni coi fan del club – ha sintetizzato così l’iniziativa: “Il calcio è molto più di quello che succede nei 90 minuti”.

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Qui i link per scaricare l’app su iphone e android

I padroni di casa, che sono inseriti nel girone E di Champions League che comprende la Roma, sono chiamati a riscattare l’inattesa sconfitta per 2-1 subita sul campo del West Ham, Lo United, invece, viene dal pareggio casalingo contro il Chelsea, raggiunto allo scadere grazie alla rete di Robin van Persie. Nel City occhi puntati su Sergio Agüero, capocannoniere della Premier League con 9 gol all’attivo insieme con Diego Costa. Nelle file dei Red Devils, probabile il rientro in campo di Wayne Rooney dopo tre giornate di stop per squalifica.

Nello scorso campionato il City si è imposto all’Etihad Stadium con un rotondo 4-1, con la doppietta di Sergio Agüero e le reti di Yaya Tourè e Samir Nasri. L’ultima vittoria dello United sul campo del City risale invece al 9 dicembre 2012, quando i Red Devils si sono imposti 3-2 grazie alla doppietta di Wayne Rooney. Il derby di Manchester andrà in diretta domenica 2 novembre alle ore 14.30 su Fox Sports. La telecronaca è affidata a Nicola Roggero, il commento tecnico a Paolo Di Canio.

Bayern Monaco-Borussia Dortmund

Big-match tra i campioni in carica e capoclassifica del Bayern e il Borussia Dortmund, ovvero la più accreditata rivale dei bavaresi ad inizio stagione nella rincorsa al Meisterschale, ma che in campionato viaggia incredibilmente nei bassifondi della graduatoria, quartultimo posto con soli 7 punti, ben 14 in meno rispetto alla compagine di Monaco. L’incontro è in programma all’Allianz Arena sabato 1 novembre, con calcio d’inizio alle ore 18.30 (diretta su Sky).

Anche se l’impressione è che quest’anno l’andamento del Dortmund lascerà pochi dubbi sulla vittoria del titolo tedesco, i precedenti (e i risultati confortanti del Borussia in Champions) fanno ben sperare per una gara che negli ultimi sei precedenti all’Allianz ha visto vincere 3 volte il Borussia (l’ultima proprio il 12 aprile scorso per 3-0) e 2 il Bayern.

Barcellona – Celta Vigo

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Il Camp Nou di Barcellona ospita l’incontro di cartello della decima giornata della Liga spagnola. Il Barça, primo in classifica con 22 punti insieme con il Siviglia, affronta il Celta Vigo, sesto a quota 16.

I blaugrana sono reduci dalla prima sconfitta stagionale in campionato, maturata sabato scorso nel Clasico contro il Real Madrid, match nel quale il portiere Bravo ha perso l’imbattibilità. Il Celta Vigo, invece, viene dal rotondo 3-0 rifilato al Levante nell’anticipo di venerdì scorso. Luis Enrique, che vanta un’esperienza in Italia sulla panchina della Roma nella stagione 2011-2012, oggi alla guida del Barcellona, affronta la squadra che ha allenato lo scorso anno, conquistando un onorevole 9° posto finale.

Nella scorsa stagione il Barcellona si è imposto per 3-0, sia in casa che in trasferta. L’ultimo risultato utile ottenuto dal Celta al Camp Nou è datato 21 dicembre 2003: ospiti in vantaggio al 17’ con la rete di Jesus Antonio Jesuli, pareggio definitivo del Barça al 70’ con Philippe Cocu. Partita in diretta sabato 1 novembre alle ore 20.00 su Fox Sports, la telecronaca è affidata a Stefano Borghi, il commento tecnico a Christian Panucci.

Interessante analisi di whoscored.com sul comportamento dei due esterni sinistri del Manchester City in questa stagione: Kolarov vs Clichy.

Nessun dubbio sulle qualità maggiormente offensive del bulgaro, ex laziale, mentre Clichy si fa preferire in fase difensiva. Ecco come il giudizio sui giocatori cambia in base alle esigenze di una squadra.

Player Focus: Analysing Manchester City's Left-Backs

Scrive Ben Mc Aleer sul sito di analisi tattica e statistica:

L’ex asso dell’Arsenal ha una media di 0,8 passaggi chiave per il gioco di ruolo (passaggi che mandano al tiro un compagno, ndr), un passo indietro notevole rispetto al serbo che con un 1.4 è secondo solo a Kyle Walker (1.42) se paragonato ai difensori con più di cinque presenze in Premier League in questa stagione.

Dal punto di vista difensivo, si può sostenere che Clichy è il più forte dei due. Il terzino francese ha in media tre tackle in media a partita mentre Kolarov 1.9. Rinomato per il suo atletismo, il ritmo di Clichy lo rende in grado di recuperare più facilmente quando si spinge avanti.

Quest’anno realizzerò un sogno che avevo fin da quando a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 iniziai a seguire sulla fu-mitica Capodistria le partite di Premier League in Tv.

Il 28 dicembre partirò per Manchester e in 6 giorni (fino al 3 gennaio) il mio obiettivo è quello di vedere almeno 3 (ma conto di fare l’en plein con la quarta) partite di Premier League.

Il programma è:
29 dicembre a Londra per Fulham vs Swansea
30 dicembre a Londra per Qpr vs Liverpool, sperando nei biglietti veramente molto cari in questi giorni, l’alternativa è un doppio tour a Stanford Bridge e Emirates, sperando di riuscire a fare anche una puntatina a White Hart Lane.
31 dicembre capodanno londinese a modo mio (un paio di amici e a letto dopo mezzanotte, non ho mai amato le feste comandate…)
1 dicembre ritorno a Manchester e nel pomeriggio City vs Stoke
2 dicembre viaggio a Newcastle e in serata un imperdibile Newcastle vs Everton

Ovviamente ho già prenotato ostelli e treni in anticipo (soprattutto questi ultimi, in Inghilterra sono da fermare molto tempo prima se non si vuol prendere la salassata dell’ultim’ora…).

Il mio è un sogno di adolescente che sta per realizzarsi. Il calcio di Natale in Gran Bretagna è sempre stato il lato più affascinante del calcio d’oltremanica, quello che anche negli anni recenti seguivo (causa giorni di vacanza dal lavoro) con interesse e trasporto. Memorabili le partite del City del 1 gennaio (gli sky blues scendono sempre in campo a Capodanno e negli ultimi anni sempre in casa) al risveglio dopo le immancabili cene della sera prima.

Stavolta sarò dentro l’atmosfera. Proverò (wi-fi e costi di connessione permettendo) a scrivere anche qualche post sul blog per raccontare le giornate british. Intanto… buon viaggio a me :)

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