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Brescia, finita la luna di miele inizia la Serie A

Torno a scrivere di Brescia dopo le due sconfitte contro Bari e Lazio. Bilancio di campionato: 3 vittorie e 3 sconfitte. Ma un dato più importante di tutti: una sola partita (a Verona col Chievo) finita senza prendere gol. E’ un dato da non trascurare: vincere 3-2 (come col Palermo) e 2-1 (come con la Roma) è esaltante ma strutturalmente rischioso. Può non essere ripetuto. Queste sono analisi che è giusto fare dopo 6 gare e non nell’immediato. Anche per questo ho aspettato la pausa.

Contro l’Udinese bisognerà fare punti. Ovviamente, tre è meglio, ma anche uno solo sarebbe manna se la squadra avrà un atteggiamento diverso. La mia analisi si basa su quattro punti principali.

Il sudore e i risultati. Il vero rimpianto è la sconfitta di Bari. In questo momento i 9 punti del Brescia sono, a mio giudizio, un risultato accettabile. Hai giocato con Roma, Palermo, Lazio e Parma gare in cui potevi uscire con le ossa rotte, ed in quelle gare hai fatto 6 punti. Bene. Con Chievo e Bari ne hai fatti 3. A ben vedere l’unico rimpianto è Bari. Contro la Lazio c’era un avversario superiore, che ha palesato la sua superiorità. La squadra ha tirato meno in porta (3 volte contro la media stagionale di 5,2 a partita), alla fine ha perso perchè doveva perdere.

l 4-3-1-2 e l’atteggiamento tattico. (a.k.a. il falso problema del turn over). Dopo quella sconfitta di Bari secondo me si è parlato troppo di turn over (5 giocatori diversi rispetto alla vittoria infrasettimanale della gara prima con la Roma) e troppo poco di quello che considero il vero problema, ovvero l’atteggiamento. Il 4-3-1-2 continua a non convincermi del tutto. Va bene se fai 5 gol in due gare con squadre del calibro di Palermo e Roma. Ma per quanto (e quando, durante la stagione) puoi ripeterti? Sette giocatori in fase difensiva (il trequartista e le punte rientrano passivi) sono pochi. A maggior ragione, e qui sta l’errore di Bari, quando cambi pescando da una rosa che fin qui ha dimostrato di valere la serie A per i titolari, ma non dà altrettante garanzie nelle riserve. Il problema non è chi gioca, ma come gioca e con quali compiti. Fare il 4-3-1-2 con il miglior Diamanti e con il Caracciolo sgobbone delle prime gare è una cosa, con Kone e Possanzini tutt’altra. Direte voi, ma Kone ha segnato. Ecco, appunto, hai pure il vantaggio del fatto che ha segnato, sull’1-1 mettiti dietro la palla, buttala via, gioca per il pari, che la grazia l’hai già ricevuta… Problema di uomini quindi? Sì, ma non in assoluto. Problema di uomini perchè mandati in campo a giocare con un atteggiamento difficilmente sostenibile. Mi sono venute in mente le parole di Moggi dell’anno scorso a proposito di Diego: “fa cose carine in un modulo che le grandi squadre non fanno”. Modulo sconsigliabile alle grandi, e non certo perchè troppo difensivo. Figurarsi alle piccole, e figurarsi se non in presenza dei titolari a pieno ritmo.

Equivoco Hatemaj. Il finlandese Hatemaj nasce trequartista, ma oggi è un incontrista e nulla più. Se viene cercato, tocca tanti palloni e va oltre il suo ruolo che deve essere quello di prendere palla, darla vicino e magari sfruttare qualche inserimento senza palla, c’è da preoccuparsi più che da sorridere. Perchè puoi avere l’impressione che l’avversario ti sta lasciando giocare sul tuo punto debole tecnico. Guardacaso nella stessa partita (a Roma con la Lazio), il trequartista non la prende mai, si innervosisce e si fa cacciare, ed il playmaker viene schiacciato davanti alla linea difensiva, gioca orizzontale, non presenta la solita lucidità. Ho sempre diffidato dei cambiamenti di ruolo in corsa. Avete notato che Hamsik a Napoli segnava di più quando giocava d’inserimento sulla linea dei mediani? Sarà un caso?

Zambelli o Diamanti? Secondo me in questo momento la squalifica di Diamanti risolve più problemi di quelli che risolve. L’ex West Ham ha centrato ottime giocate quando teoricamente doveva essere meno in forma. Non si è visto con la Lazio. Ha preso tre giornate tutte per demerito proprio. Lo rivedremo – speriamo – al top della forma. Finalmente valutabile. Zambelli è l’altro equivoco. E’ un caso che le tre vittorie siano arrivate con Berardi in campo? La valutazione su loro due e sulla loro alternatività è sottile ma secondo me decisiva per il Brescia che verrà.
Iachini ha in mente il 4-3-1-2, che può essere giustificato con il miglior Diamanti in campo ed a patto di avere una difesa razionale, con pochi fronzoli. Tra un po’ ritroverà Zebina, che è un terzino (e non diventa intelligente tatticamente solo perchè è a Brescia e non alla Juve, perchè lui rimane se stesso), riavrà Mareco (che rispetto a Martinez dà più centimetri in mezzo). Dietro abbiamo scoperto che Berardi è da serie A, Dallamano pure. Siamo messi bene a patto che le fasce restino coperte (leggi Chievo). Zambelli oggi è un lusso in fase di spinta che non possiamo permetterci a prescindere, figurarsi con il 4-3-1-2 che già crea inferiorità numerica in mezzo. Leggo che si sta pensando al 3-5-2 modulo che cambia in un colpo la linea mediana e pure quella difensiva alleggerendo l’attacco. Zambelli in questo modulo farebbe il destro chiamato a compiti di offesa e difesa su tutta la fascia. Ma l’evoluzione naturale del 4-3-1-2 è il 4-4-2. Considerati gli uomini a disposizione la soluzione ideale è quella di liberare Zambelli da compiti difensivi ed investirlo del ruolo di vice-Diamanti, considerando la sua propensione a saltare l’uomo in corsa e servire assist per le punte una volta giunto sul fondo. Uovo di Colombo? Per ora sembra essere una soluzione che Iachini – grande tecnico e uno dei pochi “didattici” ancora in circolazione in serie A – non ha in mente.

Staremo a vedere cosa farà la squadra nella prossima gara casalinga, domenica 17 ottobre alle 15, in casa con l’Udinese. Di ritorno dalla luna di miele con la serie A.

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