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Finalmente a tre mesi dall’esonero di Mazzarri l’Inter è tornata alla media punti precedente #serieA #nonguardatelaneanche

La straordinaria vittoria dell’Inter (che non centrava tre successi di fila dall’inizio del campionato 2012-2013) permette alla squadra nerazzurra di portarsi in zona Europa League (in attesa del derby di Genova).

Con questa vittoria Mancini realizza una media punti in campionato di 1,46 (19 in 13 gare). Finalmente a 3 mesi dall’esonero di Mazzarri l’Inter è tornata alla media punti dell’allenatore precedente (che ne fece 16 in 11 gare): 1,45.

Da piccolo mi dicevano sempre: fare e disfare è tutto un giocare.

5 cose che restano del derby della Madonnina – #amala #inter #acmilan #acm

Non so dirvi se mi schiero con quelli che dicono “non è stato un gran derby”. Ho l’impressione che se una delle due avesse vinto oggi ci sarebbero in giro più entusiasti del derby. Emozioni ce ne sono state, anche errori (ma fanno parte del gioco, se non fai nulla non sbagli) e complessivamente anche agonismo (irrinunciabile) ed un tatticismo non esasperato. Certo, la qualità delle giocate (in termini di passaggi, verticalizzazioni, dribbling) non è stata eccelsa: ma questo lo sapevamo in partenza.

Ecco allora 5 cose che restano – nel bene e nel male – dopo il derby della Madonnina tra Milan e Inter finito 1-1 domenica sera.

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1. In tribuna si sono visti Barbarbara Berlusconi e Erick Thohir salutarsi. In questo momento i due esprimono il pacchetto di maggioranza delle rispettive società. Milan e Inter sembrano vivere due momenti simili per certi versi con un duopolio al vertice. Semplificando dividiamo le società in gestione economico/finanziaria e sportiva. Al Milan troviamo Barbara Berlusconi e Adriano Galliani a sovrintendere i due momenti. All’Inter Erick Thohir e Massimo Moratti. A tutti in qualche modo è andata bene al 50%.

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2. Fino a questo momento il campionato di Milan e Inter è insufficiente. Quattro e cinque punti di ritardo dal Napoli terzo in classifica, ovvero di quello che dovrebbe essere l’obiettivo di entrambe di cui entrambe evitano di parlare per non deprimersi anzitempo: la zona Champions. Ma soprattutto una classifica che dice settimo e nono posto. Troppo poco.

3. L’Inter con una operazione da 30 milioni in 2 anni ha sostituito Mancini con Mazzarri, ma ho come l’impressione che entrambi alla fine se faranno bene in questa stagione riporteranno l’Inter laddove è arrivata lo scorso anno: in Europa League. Con la speranza di vederla ben figurare anche in Europa League. Vincere il derby avrebbe posto subito l’Inter in un’orbita diversa. Ieri c’è stata una indicazione, che non è un verdetto e quindi vale per quel che è, ma alla fine Mancini dovrà fare i conti con il capitale umano a disposizione, e a differenza del recente passato (Manchester City e Galatasaray su tutte) non potrà andare a batter cassa in società.

4. Mancini e Inzaghi hanno la fortuna di avere due società che li difenderanno a spada tratta fino all’indifendibile. Tatticamente credono in un calcio propositivo. Hanno esperienze diverse ma danno l’impressione di poter dare al loro calcio qualcosa di originale e non certo di stampo neo-difensivista. Se c’è un punto fermo da cui Inter e Milan possono ripartire sono loro. In questo senso per una volta posso concordare con la Gazzetta che dice “gli allenatori son quelli giusti”. Anche se l’approccio di Garlando è quello di chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno per forza. O non può vederlo mezzo vuoto per militanza.

5. L’Inter e il Milan han pareggiato il derby, Icardi e El Shaarawy lo hanno perso. Ci sono sottili differenze tra i buoni calciatori, quelli grandi e i fuoriclasse. Ieri con gli errori sottoporta che i due hanno commesso si sono piazzati un gradino sotto le aspettative.

L’Opinione – Balotelli lascia il Milan, fallimento annunciato

armagio:

Mario Balotelli è il Chris Bosh del calcio italiano.

Assolutamente incapace di caricarsi una squadra sulle spalle. Fortemente inadeguato in moltissime situazioni di gioco. Ma altresì dotato di un talento sconfinato, lo stesso che gli permette di mantenersi su buoni livelli di marcatura nonostante i suoi molteplici difetti. Lo stesso che gli rende facile segnare con bombe all’incrocio da quaranta metri. Lo stesso che lo ha portato a crearsi il personaggio che, oggi, è anche il suo più grande limite.

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Ricordo bene quel 31 gennaio 2013.

Uscito dal lavoro mi incontro con un paio di amici, entrambi milanisti, e parte l’immancabile discussione calcistica. Che quel tardo pomeriggio di inverno non può non ruotare attorno al colpo di mercato del giorno: Mario Balotelli.

Acquistato per 20 milioni (rateizzati in cinque anni) più 3 di bonus l’ex stellina del vivaio dei cugini Nerazzurri sembra, agli occhi di molti, destinato a guidare il Milan verso la rinascita.

In quel preciso momento storico, infatti, la squadra di Allegri non naviga in buone acque, nonostante l’ottimo inizio di stagione di El Shaarawy.

Ma il discorso è più ampio: il Milan ha bisogno di un nuovo leader tecnico che non solo guidi la rimonta Champions quell’anno, ma che rappresenti…

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Hello Goodbye, Mario!

armagio:

Su Mario Balotelli è bello (finalmente) scoprire che non sono l’unico ad avere una visione relativa e non assolutista come succede al 99% della pubblicistica italiana…

Originally posted on :

Bye bye, Mario! Via, via dal Milan: solo 30 gol in 56 partite nell’era di Constant, Poli e Robinho. Indegno!

Best wishes, e speriamo di non vederti in Nazionale: rovina di una squadra illuminata di Cerci, Immobile e Insigne.

With kind regards, o anche no: pure Bobo Vieri, uno che ha scritto la storia del Milan, dice che Galliani ha fatto il colpaccio.

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Balotelli saluta il Milan tra profezie di “fallimento” del “talento sprecato”, ora all’“ultima spiaggia” sulle rive della Mersey.

Tempo di bilanci per i 19 mesi in rossonero. Niente agiografie, anzi. Pur con numeri mica infami, l’esperienza è stata deludente. Balotelli non è stato leader; non ha fatto il salto di qualità professionale; è stato spesso anonimo quando non assente per stupide squalifiche. Anzi, i numeri a suo favore lasciano l’amaro in bocca: se questo ragazzo potesse dare “di più”, che razza di giocatore sarebbe?

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Tempo di bilanci, dicevamo…

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Marcos Lopes, il nuovo “James Rodriguez” di René Girard

armagio:

Le etichette lasciano il tempo che trovano. Sarebbe ad esempio interessante sapere cosa ne sarebbe stato di James Rodriguez senza
quelle 5 partite al mondiale…

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Per la rubrica “i talenti sotto la torre”, oggi andremo a conoscere più da vicino un giovane centrocampista (classe ’95) in forza al Lille di Rene Girard, ma di proprietà del Manchester City, ovvero il portoghese Marcos Lopes.

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BIOGRAFIA- Marcos Paul Mesquita Lopes, noto semplicemente come Marcos Lopes e soprannominato “Rony” (in onore del Fenomeno), è nato il 28 Dicembre del 1995 a Belém, capoluogo dello stato di Parà nel Brasile e cittadina più importante, insieme a Manaus, di tutta la regione amazzonica. Dopo essersi trasferito in Portogallo all’età di 4 anni, comincia la sua carriera calcistica nell’Ad Poiares, club dove rimane sino al 2006, quando arriva la chiamata illustre del grande Benfica. Qui però rimane sino al 2011, anno in cui è chiamato ad affrontare un altro lungo viaggio, che lo porta in Inghilterra, precisamente a Manchester, sponda Citizens. Infatti nell’estate del…

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C.V.

Se vi piace questo blog da domani sono cazzi vostri…

Scazzi vostri

Lorenzo Jovanotti aveva visto tutto 18 anni fa
E Sara Scazzi a quei tempi non era ancora nata
Rivoglio un paese in cui la gente sia libera di scappare in santa pace

Quante ne hai passate uomo… bionde

televisione, televisione chi è il più bello del rione
televisione, televisione fammi vincere un milione
televisione, televisione chi è che c’ ha il più bel faccione
televisione, televisione tu che guidi la nazione
tu che dai l’informazione
tu che svolgi la missione verso tutte le persone
tu che sei la nostra chiesa e la nostra religione
tu che ci accompagni a cena a merenda e a colazione
televisione, televisione …pubblicità! (noo non esiste sporco impossibile perché oggi…)
televisione, televisione sempre più definizione
di ogni emerito scienziato ci riporti l’opinione
sulla gente molto onesta senza grilli per la testa
che si prodiga e che fa il bene della società
televisione, televisione …pubblicità! …
televisione, televisione io t’ ho scritto una canzone perché sei la nostra guida
non c’è media che ti sfida
tu fai stare tutti a casa e la gente guarda te
annullando ogni rapporto con il prossimo e con se
e così un problema in meno quello di dover parlare
cosa resta ormai da fare che guardare ed ascoltare
grazie anche a \”chi l’ ha visto?\” che a mia madre tanto piace
cosicché nessuno è libero di scappare in santa pace
televisione, televisione…pubblicità! (Morandi Jackson e Ramazzotti insieme per i bambini del mondo…)
televisione, televisione tutto il bene che tu hai fatto te lo stai prendendo indietro
richiudendo ogni pensiero dentro scatole di vetro
televisione, televisione io ti chiudo nell’armadio
questa sera stai in castigo perché
accenderò la radio

Emergency a Pompiano

Ieri sera a Pompiano per la serata “Io sto con Emergency” non c’era tantissima gente. Sono venuti molti amici e ne sono stato assai contento. A tutti loro il mio grazie. Non c’erano, tuttavia, i consueti bastian contrari che puntualmente nei convegni (era successo sull’immigrazione, ad esempio) intervengono “contro”.

Eppure Emergency non è una organizzazione fuori dalle polemiche (purtroppo anche di stampo politico).

Cosa è successo? Per una volta mi sono trovato a fare domande su cose FATTE e non su proclami. Marco Garatti è stato il testimone dell’operosità di Emergency in Afghanistan. Non ha parlato di prospettive e idee ma di progetti realizzati, di impegno quotidiano. Non di chiacchiere ma di lavoro.

Un peccato che la Bassa così operosa non abbia potuto apprezzare più numerosa l’impostazione di un uomo che parlando di lavoro e impegno ha mostrato di incarnare in pieno quei valori dell’operosità di cui i bresciani spesso si considerano portatori quasi esclusivi.

Marco Garatti è intervenuto con Anna Cordini, coordinatrice bresciana di Emergency e Valerio Gardoni, fotoreporter le cui immagini sull’Afghanistan e il suoi racconti hanno toccato il cuore di tutti.

Spero di ricevere quanto prima il video della serata da cui estrapolare la mia intervista a Marco Garatti che pubblicherò quanto prima qui e su Youtube.

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