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Il modello Fiorentina può insegnare molto a Mancini per l’Inter del futuro: 5 aspetti tecnico-statistici che lo dimsotrano #serieA

La Fiorentina torna a vincere a San Siro contro l’Inter dove l’ultimo successo risaliva al maggio 2000. Montella ha presentato una squadra che piace e stupisce per la sua maturità e si appresta a combattere su tre fronti potendosi concentrare prevalentemente su Europa League e Coppa Italia, visto che la Champions appare lontana almeno tanto quanto lontana sembra al momento la possibilità di una rimonta da parte delle milanesi che inseguono. Rispettivamente a 7 e 8 punti.

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La gara sul piano del gioco è stata sostanzialmente condotta alla pari dalle due contendenti. Ma in questo caso è la maturità a fare la differenza in campo, e la Fiorentina oggi pare ad un livello superiore rispetto ad un’Inter che tuttavia, nella strada della ricostruzione, non può non prendere spunto da alcune cose che i viola stanno facendo molto bene.

Una su tutte, che può essere di monito all’intera serie A: non potendo avere fuoriclasse assoluti le nostre squadre dovranno abituarsi sempre più ad allestire rose con un livello medio sul piano tecnico atletico molto alto, con diversi giocatori a disposizione, molto intercambiabili, e una grande lucidità tattica.

Il calcio propositivo dei due tecnici Mancini e Montella ha tratti comuni ed obiettivi convergenti: creare nell’immediato un gruppo capace di giocare alla pari con chiunque insidiando le migliori a prescindere dalla competizione in gioco. Ecco quindi 5 aspetti tecnico-statistici emersi dalla sfida di San Siro che dicono della bontà dell’impianto viola a cui l’Inter di oggi e del futuro può certamente ispirarsi.

1. Alta rotazione di giocatori. Dopo la vittoria con il Tottenham sono usciti 8 giocatore su 11. Un turn over massiccio quello applicato all’undici iniziale con le conferme dei soli Neto, Savic e Badelj. Mancini ha invece confermato 5 giocatori su 11 ma è abbastanza evidente che lo stato di avanzamento lavori dei viola permetta a Montella scelte molto più radicali di quelle che l’interista, in carica da pochi mesi, può permettersi coi nerazzurri.

2. Modulo intercambiabile. Non ricordo a memoria una squadra così camaleontica, ovvero con una capacità di cambiare modulo così spesso. La Fiorentina ha usato il 4-3-3 contro i nerazzurri (settima volta in campionato), si tratta del secondo modulo più utilizzato quest’anno dopo il 3-5-1-1. Giusto dire che queste due opzioni sono comunque la base per Montella che tuttavia (anche vista l’alta rotazione dei singoli, evidenziata nel punto precedente) ha schierato anche le variabili del 4-3-2-1, 4-1-2-1-2, 3-1-4-2, 3-4-2-1 e 4-4-2. Quando Mancini ha provato (giustamente le varianti tattiche a sua disposizione) si è capito che non vi sono ancora automatismi, nell’Inter, in grado di supportare gli accorgimenti tattici in corsa, anche se il finale in crescendo non può non essere letto come un (altro) segnale di netta inversione di tendenza rispetto all’Inter mazzarriana.

3. Inserimenti decisivi. Non si può non menzionare l’apporto di Salah che in 178′ di serie A ha segnato 3 gol e servito un assist, pur giocando solo una volta da titolare e subentrando 3. Con l’Inter lo ha fatto ad inizio ripresa ed è risultato decisivo. Ma non è un caso isolato – al di là dell’indubbio valore del giocatore -: si tratta della sesta rete segnata da un giocatore entrato dalla panchina quest’anno per la Fiorentina, un record in serie A (stesso score del Verona). Curioso che 5 volte questo fatto sia avvenuto in trasferta (prima dell’Inter: Chievo, Cesena, Milan e Atalanta) e una in casa, nello scorso turno contro il Torino ad opera dello stesso giocatore egiziano.

4. Gioco verticale. A proposito di lucidità tattica. La definizione non è campata in aria ma dimostrata dai dati della gara. La Fiorentina ha lasciato il possesso palla all’Inter in una gara condotta alla pari dalle due contendenti, ma nonostante questo ha ottenuto una percentuale di verticalizzazioni (15,9%) pressochè identica a quella dell’avversario (16%).

Il gioco verticale dei viola è ben inquadrato da questa immagine dei flussi di gioco della squadra di Montella dove si vede la ricerca dei giocatori più dotati tecnicamente (Ilicic il più servito).

verticale

5. Sicurezza difensiva. Contro un’Inter cresciuta dopo il vantaggio andando in forcing alla ricerca del pareggio la Fiorentina è sembrata a suo agio in contenimento. Perché se è vero che Neto è stato decisivo, è altrettanto vero che i falli commessi nei pressi dell’area sono dimezzati dal primo al secondo tempo (8 contro 4) a mostrare una maggiore capacità di contenere l’avversario. Questo nonostante un pressing che inevitabilmente si è abbassato di 3 metri passando dai 37 del primo tempo ai 34 del secondo.

Ma ecco nel dettaglio la fase difensiva della gara di Inter e Fiorentina (squadra di casa, naturalmente, a sinistra)

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Playmaker cercasi, nel non-gioco del Milan il riferimento diventa Bonera. #digitalsoccer #chievomilan #serieatim

AAA playmaker cercasi. Nel non gioco del Milan il dramma sta in mezzo al campo e viene perfettamente sintetizzato dall’immagine che mostra la distribuzione di gioco della squadra rossonera. Se il punto di riferimento diventa Bonera, impossibile immaginare che il flusso abbia un esito positivo.

bonera

E’ chiaro a tutti che il Milan non ha gioco, si irretisce in passaggi lenti e prevedibili, finisce per divenire macchinoso e inconcludente. Ma è interessante poter puntualizzare – attraverso i dati della Digitalsoccer project, fornitrice ufficiale delle statistiche di serie A – cosa effettivamente succede alla squadra di Inzaghi. E cosa è successo nell’ultima di campionato contro il Chievo.

Un solo concetto ma molto chiaro: manca un regista. Tolto un impalpabile Montolivo dopo un tempo il problema non si è risolto.

Daniele Bonera è stato il giocatore più ricercato dai compagni (61 passaggi ricevuti) ed anche quello con il maggior numero di passaggi fatti (59). Ma non può essere lui il riferimento di un gioco fluido e capace di essere pungente con le verticalizzazioni e i rifornimenti all’attacco che servirebbero come il pane.

La realtà è che in mezzo lo stesso De Jong non è il tipo di giocatore che puoi chiamare a questo compito: a Verona ha offerto la solita gara diligente. Difensivamente efficace, ha effettivamente recuperato l’80% dei palloni che è riuscito a toccare dopo un passaggio degli avversari (11/4), ma le sue verticalizzazioni (nel grafico identificate come “giocate utili”) sono state solo 7, ovvero un misero 12% dei 59 passaggi che ha effettuato.

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L’immagine stessa che sintetizza i principali score della sua gara è eloquente. Si vede quella serie di tocchi che finiscono per tracciare quasi una linea piatta sulla trequarti difensiva del Milan: interventi che analizzati in base a quel che dicono le statistiche evidenziano le caratteristiche prettamente difensive dell’olandese.

Lo stesso Bonaventura è giocatore d’inserimento, non certo d’ordine, propensione (legittima) che rende sempre negativo il saldo tra palle perse e recuperate (7/4 col Chievo), e poco più che sufficiente il suo apporto nelle serate in cui viene anestetizzato dalla pressione avversaria. Per non dire di Poli, incontrista puro che risulta difensivamente efficace (14 recuperi e solo 3 palle perse al Bentegodi) ma impalpabile nel contributo alla manovra.

Questo Milan che ha rincorso attaccanti (Destro) e mezzepunte (Cerci) nella campagna di gennaio, insomma, sembra sempre al punto di partenza: il problema è nel mezzo e nessuno dei giocatori rossoneri è in grado di dare la geometria necessaria.

Higuain e Icardi sono i giocatore più decisivi della serie A nelle prime 11 gare – #serieA #napoli #amala #inter

Higuain e Icardi fino a questo punto del campionato sono i giocatori che hanno fruttato più punti alle propria squadra. Entrambi argentini, con le loro prodezze (6 il napoletano, 7 l’interista) hanno pesato in maniera decisiva su

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Per quanto riguarda Higuain non si può non sottolineare che si tratta di un attaccante reduce dal mondiale che ad inizio stagione era stato pesantemente criticato, così come del resto il suo tecnico, Rafa Benitez, bravissimo fin qui a non scomporsi ed a proseguire con equilibrio e intelligenza il suo lavoro.

Icardi invece è l’emergente. Suoi 10 dei 16 punti totalizzati dall’Inter. Ovvero il 62,5% del totale (si tratta del giocatore con l’incidenza maggiore in serie A mentre Higuain si ferma al 47,6%) seguito in questa classifica da Babacar della Fiorentina che con 7/12 si ferma al 58,3%.

Interessante anche lo score di Gabbiadini e Destro. Entrambi hanno fruttato 9 punti alle rispettive squadre. In chiave nazionale più di una indicazione al tecnico Antonio Conte (soprattutto in prospettiva) visto che ad esempio Zaza è fermo a 2 punti mentre i 2 gol di Okaka non sono stati decisivi in questo senso. Destro inoltre ha il pregio di essere il giocatore della Roma che segna i gol più pesanti (davanti a Florenzi, Naingoolan, Pjanic e Torosidis i cui gol hanno fruttato 3 punti a testa)

La classifica riporta il giocatore la squadra e i punti decisi da un gol di quel giocatore.
Fonte: Football.it

1. Higuain (Napoli), Icardi (Inter) 10 punti
3. Tevez (Juve), Destro (Roma), Gabbiadini (Samp) 9 punti
6. Callejon (Napoli) 8 punti
7. Babacar (Fiorentina), Matri (Genoa), Honda (Milan) 7 punti

L’anno che verrà. Previsione sulla serie A basata su salari, monte ingaggi, valore economico e tecnico delle rose. #nonguardateleneanche

Da anni ormai la prima giornata di campionato rappresenta una sorta di aperitivo, un giro di riscaldamento simil Formula uno. Il break imposto dalle nazionali sposta di fatto il via ufficiale alla seconda giornata.

La chiusura del mercato al 31 agosto, poi, aggiunge contenuti tecnici sconosciuti alla vigilia della prima giornata. Sarebbe auspicabile una chiusura al 31 luglio, ma tant’è. Eccoci allora al vero semaforo verde della Serie A.

Ho provato a delineare l’anno che verrà in base ad alcuni parametri: valore economico delle rose (dati transfermarkt.it), monte ingaggi (dati Gazzetta), saldo di mercato estivo (ci dice se una società ha investito o fatto cassa) e piazzamento della scorsa stagione. La previsione di classifica finale è invece una personalissima previsione non solo su basi matematiche, che spiego nelle poche righe dedicate a ciascuna squadra.

I dati economici sono espressi in milioni (tra parentesi la posizione rispetto alle altre squadre di serie A in una classifica basata su quel dato)

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ROMA
Valore della rosa: 247,2 (3)
Monte ingaggi: 98 (2)
Saldo di mercato: -1,5 milioni
Ultimi tre piazzamenti: 2-6-7
Pronostico: primo o secondo posto

Ha condotto un mercato equilibrato tra cessioni e acquisti rinforzando e allargando la rosa in ottica Champions league. Proprio l’ex Coppa del campioni rappresenta la maggiore incognita: come equilibrerà il doppio impegno la squadra a disposizione di Garcia. Ha lo svantaggio delle pressioni perché qualsiasi risultato che non sia il primo posto sarebbe letto dalla piazza come un fallimento a prescindere da tutto (forse anche da dietrologie e complottismi). Sulla stagione romanista aleggia una sola domanda: se non ora quando???

NAPOLI
Valore della rosa: 253,05 (2)
Monte ingaggi: 70 (5)
Saldo di mercato: +300 mila euro
Ultimi tre piazzamenti: 3-2-5
Pronostico: zona champions sicura

Con la Juve è la società dai risultati più stabili negli ultimi anni, ovvero con le minori oscillazioni. In ottica campionato l’esclusione dalla Champions soprattutto nella prima metà della stagione potrebbe diventare un vantaggio, anche se in questo momento il pessimismo aleggia sulla squadra. Ha una rosa di grande valore a bassissimo prezzo (dopo la Fiorentina è la società con il rapporto valore della rosa / monte ingaggi più alto, indice di una società dalla gestione equilibrata che non strapaga i giocatori). Tutto ciò si potrà tradurre in grandi motivazioni. Benitez deve solo risolvere l’enigma Hamsik, giocatore che io riporterei sulla linea dei mediani (anche nel 4-2-3-1) per sfruttarne il dinamismo e abbassare il peso dei gol fatti nei giudizi su di lui. E se la Roma non dovesse ripetere la stagione scorsa da 87 punti gli azzurri potrebbero essere la vera alternativa.

MILAN
Valore della rosa: 202,5 (6)
Monte ingaggi: 70 (3)
Saldo di mercato: +18,45
Ultimi tre piazzamenti: 7-3-2
Pronostico: secondo o terzo posto

Mi ricorda molto la Roma dello scorso anno per l’ambiente scoraggiato e per l’esclusione dall’Europa. Certo, non ha la rosa giovane e di prospettiva dei giallorossi 2013-2014, ma nell’ottica di un immediato riscatto potrebbe non essere uno svantaggio. L’unico dubbio è la tenuta nel lungo periodo, ma l’impressione è che questo Milan sia molto meglio di come lo si è descritto per tutta l’estate e se nomi come El Shaarawy, Menez, Torres, Alex e Muntari, per dirne solo alcuni, garantissero l’accesso in Champions, personalmente non mi stupirei.

JUVENTUS
Valore della rosa: 332,25 (1)
Monte ingaggi: 118 (1)
Saldo di mercato: +3 milioni
Ultimi tre piazzamenti: 1-1-1
Pronostico: terzo o quarto posto

Statisticamente è molto difficile che vinca il quarto scudetto consecutivo. Secondo tutti gli osservatori il gap con la Roma quest’anno è diminuito anche – e non solo – per il cambio in panchina. Realisticamente è immaginabile che dopo 3 scudetti di fila la squadra possa avere una flessione di rendimento in campionato. L’impressione, poi, è che il giudizio della società su Allegri (diverso da quello dei tifosi) sarà legato più che altro al cammino Champions nell’ottica di una crescita europea che non ad un eventuale quarto scudetto. Tutte queste componenti portano a pensare che in ottica campionato avremo sicuramente una stagione di vertice più equilibrata. E non è detto che tra nove mesi non ci si ritrovi con una condizione psicologica mutata rispetto ad ora tra bianconeri e principali avversarie.

INTER
Valore della rosa: 230,6 (4)
Monte ingaggi: 70 (4)
Saldo di mercato: +1 milione
Ultimi tre piazzamenti: 5-9-6
Pronostico: quarto o quinto posto

Una squadra molto più rinnovata di quanto non voglia sembrare. Certamente lo è nelle dinamiche di gruppo: questo è il primo anno post-Zanetti, ovvero il primo dopo la lunga era del “clan” argentino. Mazzarri lo inizia con buone potenzialità, un mercato intelligente (Vidic e Medel su tutti), ma anche alcuni dubbi (equivoci?) tattici: Kovacic e Guarin su tutti. Credo che sarà la duttilità del tecnico ad incidere molto nelle fortune di questa stagione. Ma al momento non vedo ancora una squadra migliore delle dirette concorrenti per la zona Champions. Quindi credo che realisticamente un piazzamento in Europa League potrebbe essere l’obiettivo preventivabile.

FIORENTINA
Valore della rosa: 213,2 (5)
Monte ingaggi: 56 (6)
Saldo di mercato: 4,85 milioni
Ultimi tre piazzamenti: 4-4-13
Pronostico: quinto o sesto posto

Ha fatto un mercato conservatore, con un saldo positivo di quasi 5 milioni. E’ anche la società con il rapporto tra valore della rosa e ingaggi pagati migliore di tutta la serie A. Potesse schierare per tutta la stagione il tridente Rossi-Gomez-Cuadrado sarebbe probabilmente la principale alternativa in zona Champions. Tuttavia gli ultimi sviluppi – e i movimenti delle altre – sembrano dire che una conferma del quarto posto delle ultime due stagioni sarebbe da considerare un ottimo traguardo. L’impressione è che possa scender di qualche gradino.

SAMPDORIA
Valore della rosa: 82,8 (11)
Monte ingaggi: 28 (11)
Saldo di mercato: -2,25 milioni
Ultimi tre piazzamenti: 12-14-B
Pronostico: dal sesto all’ottavo posto

La stagione 2014-2015 potrebbe rimettere la Sampdoria in corsa per l’Europa. Non so se alla fine questo basterà come successo quest’anno al Torino, ma la squadra è in costante miglioramento da tre stagioni a questa parte ed il consolidamento di alcuni giocatori (d’attacco in primis) oltre ad alcuni innesti importanti, messi sotto la guida di Sinisa Mihajlovic che io considero dal punto di vista del rapporto con la squadra l’allenatore più simile all’ex juventino Antonio Conte, può fare di questa società la più interessante outsider in chiave Uefa.

LAZIO
Valore della rosa: 143,85 (7)
Monte ingaggi: 55,1
Saldo di mercato: -5,5 milioni
Ultimi tre piazzamenti: 9-7-4
Pronostico: dal settimo al nono posto

Per il salto di qualità mi aspettavo ancora due acquisti di peso: un attaccante e un difensore centrale. Per me rimangono le incognite di una società che anche quando è arrivata settima e quarta ha offerto piazzamenti superiori al reale valore della rosa. Che nel frattempo avrà anche un Klose post-mondiale e poche altre certezze. Anche se Parolo, Basta e De Vrji sono tre ottimi innesti. Per questo credo che la conferma del ranking delle ultime due stagioni possa essere il massimo risultato alla portata. Anche in considerazione di una non-superiorità rispetto alle primissime.

SASSUOLO
Valore della rosa: 85,18 (10)
Monte ingaggi: 28 (9)
Saldo di mercato: -6,2 milioni
Ultimi tre piazzamenti: 17-B-B
Pronostico: nono-decimo posto

Il presidente Giorgio Squinzi, leader di Confindustria, non ha badato a spese. Il Sassuolo è stato il club che più ha speso quest’estate e si presenta al via del campionato con il nono monte ingaggi totale ed un decimo posto per valore della rosa. La retorica sportiva dipinge il piccolo club come un gioiellino annoverabile tra le possibili sorprese della stagione. I dati reali della squadra affidata a Eusebio Di Francesco, che avrà gli occhi puntati per la valorizzazione degli attaccanti Berardi e Zaza, dicono invece che una posizione “normale” sarebbe tra il nono e il decimo posto e che tutto quello che verrà in più sarà trovato. Qui mi trovo combattuto nel pronosticare la squadra. Può davvero succedere di tutto. Credo che avremo una semplice conferma del ranking economico della società, senza particolari exploit verso l’alto e con una salvezza conquistata per tempo.

GENOA
Valore della rosa: 87,45 (9)
Monte ingaggi: 27,4 (11)
Saldo di mercato: +13,3 milioni
Ultimi tre piazzamenti: 14-17-17
Pronostico: dall’undicesimo al quindicesimo posto

Società da sempre enigmatica che subisce gli alti e bassi gestionali del suo presidente. Vanta la nona rosa per valore in serie A, ma la sua unica certezza deriva dall’aver consolidato la posizione dell’unico tecnico ad aver trovato stabilità di rapporti con Enrico Preziosi, ovvero Gian Piero Gasperini. Personalmente gli dò fiducia e dico che quest’anno può essere l’anno di un avanzamento in classifica, anche in proporzione a monte ingaggi e valore della rosa.

PARMA
Valore della rosa: 67 (12)
Monte ingaggi: 20,5 (16)
Saldo di mercato: +9,5 milioni
Ultimi tre piazzamenti: 6-10-8
Pronostico: dal dodicesimo al quattordicesimo posto

Annata di disinvestimenti dopo la delusione europea per il Parma. Potrebbe arrivare la conferma ma sono più portato a pensare che la squadra quest’anno sarà soggetta ad una flessione. Soprattutto perché Donadoni è tecnico abituato a tenere un assetto di gioco abbastanza propositivo ma non troppo produttivo quando non adeguato ai valori in campo. Prevedo quindi un piazzamento intorno al tredicesimo in classifica.

TORINO
Valore della rosa: 60,7 (13)
Monte ingaggi: 27 (12)
Saldo di mercato: +22,2 milioni
Ultimi tre piazzamenti: 8-16-B
Pronostico: dal dodicesimo al quattordicesimo posto

Non mi aspetto miracoli da questo Torino che presenta un’ottima rosa ma dovrà trovare un’alchimia del tutto nuova dopo aver fatto cassa in estate risultando la squadra che più ha ricavato dal mercato. Salutati i contropiedisti Immobile-Cerci ecco Quagliarella-Amauri. Che Torino sarà? Tutto da scoprire, e potenzialmente più forte in Europa che in campionato. Per questo credo lo troveremo ad una media via tra le ultime due stagioni.

UDINESE
Valore della rosa: 92,4 (8)
Monte ingaggi: 26 (13)
Saldo di mercato: +1 milione
Ultimi tre piazzamenti: 13-5-3
Pronostico: dal tredicesimo al quindicesimo posto

Solito mercato conservativo e incognite tipiche di inizio stagione. Le sue fortune sono legate a giocatori che attualmente si possono solo intuire per potenzialità. Ma il defilarsi di Guidolin potrebbe pesare. Per questo dico che la conferma del risultato dello scorso anno sarebbe già un risultato.

CAGLIARI
Valore della rosa: 50,25 (17)
Monte ingaggi: 16 (18)
Saldo di mercato: -5,5 milioni
Ultimi tre piazzamenti: 15-11-15
Pronostico: dal quattordicesimo al sedicesimo posto

A Zeman viene affidata la squadra più giovane del campionato (23,7 anni di medi un anno meno dell’Empoli che si ferma a 24,8: le uniche due sotto i 25 anni). Sul mercato sono stati realizzati 5,5 milioni. Gli innesti sono tutti di prospettiva. Sono dati che andranno ricordati quando si dovrà dare un giudizio sull’operato del boemo. Se retrocedesse non si potrebbe addossargli che una piccola parte della colpa, viste le premesse. Ciò nonostante vedo alcune buone individualità e scommesse di prospettiva. Come dice Mario Sconcerti “Zeman può portare una squadra da diciassettesimo al dodicesimo posto, ma se gliene dai una da primo rischi il quarto”. Non so quanto sia vera la seconda parte (non ho mai visto Zeman con una squadra da primato), ma mi fido della prima e dico che farà un campionato tranquillo.

VERONA
Valore della rosa: 42,2 (18)
Monte ingaggi: 15,5 (15)
Saldo di mercato: -1,55 milioni
Ultimi tre piazzamenti: 10-B-B
Pronostico: dal quattordicesimo al diciassettesimo posto

Tutto sommato non si è limitato a vendere, anzi: chiude con un saldo di mercato leggermente negativo. Squadra ovviamente ricca di incognite e ormai assai rinnovata rispetto al gruppo dell’anno scorso. Non lo vedo tra le squadre candidate alla retrocessione, ma trovo assai difficile una conferma del decimo posto dello scorso anno. L’analisi delle statistiche tecniche (tiri, gioco offensivo) dice peraltro che la squadra nella passata stagione ha raccolto assai più dei suoi meriti. Per questo prevedo una flessione di rendimento rispetto a 12 mesi fa, sostanzialmente in linea con i valori economici della squadra.

PALERMO
Valore della rosa: 50,7 (16)
Monte ingaggi: 30 (8)
Saldo di mercato: -4,9 milioni
Ultimi tre piazzamenti: B-18-16
Pronostico: dal quattordicesimo al diciottesimo posto

E’ la squadra col peggior rapporto valore della rosa / monte ingaggi. In altre parole: strapaga i suoi giocatori. Questo ci dice che si tratta di ragazzi fortunati. Ma non aggiunge molto sul valore tecnico. Tornare in A è sempre difficile, soprattutto con le pressioni di questa piazza. L’impressione è che comunque la squadra di Iachini sia più attrezzata di molte altre.

CHIEVO
Valore della rosa: 55,38 (15)
Monte ingaggi: 18,3 (17)
Saldo di mercato: -250 mila euro
Ultimi tre piazzamenti: 16-12-10
Pronostico: dal sedicesimo al diciannovesimo posto

Da tre stagioni consecutive è in peggioramento rispetto all’anno prima. Questa sarà la prima gestione del dopo-Sartori in società e il banco di prova sarà particolarmente importante. Potrebbe essere un passaggio letale per gli scaligeri.

ATALANTA
Valore della rosa: 56,4 (13)
Monte ingaggi: 24 (14)
Saldo di mercato: +9,4 milioni
Ultimi tre piazzamenti: 11-15-12
Pronostico: dal diciassettesimo al ventesimo posto

Quarta stagione consecutiva in A. Negli ultimi trent’anni l’Atalanta l’ha superata indenne solo una volta (gli anni in massima serie dal 1984-85 sono stati 3, 6, 2, 3, 1, 4 prima dell’attuale serie giunta al quarto anno). L’Atalanta si presenta con la terza rosa più vecchia (al pari del Sassuolo) ed un mercato che non convince fino in fondo. Forse mi sbaglierò ma non la vedo tra le più tranquille della stagione.

EMPOLI
Valore della rosa: 32,95 (19)
Monte ingaggi: 11 (20)
Saldo di mercato: 0
Ultimi tre piazzamenti: B-B-B
Pronostico: dal quindicesimo al ventesimo posto

Il mio pronostico è legato al fatto che se questa squadra che ha cambiato alcuni giocatori pur mantenendo l’ossatura della scorsa stagione (almeno in partenza) si rivelerà all’altezza della serie A, potrà interpretare una tranquilla stagione con diverse soddisfazioni. Ma se questo non accadesse le ultime due posizioni avrebbero già una candidata. Va valutata in massima serie.

CESENA
Valore della rosa: 26,9 (20)
Monte ingaggi: 11,2 (19)
Saldo di mercato: – 300 mila euro
Ultimi tre piazzamenti: B-B-20
Pronostico: dal diciassettesimo al ventesimo posto

Vale grosso modo il discorso fatto per l’Empoli, con l’aggravante che trattandosi di una rosa mediamente più vecchia, mi sembra una squadra più adatta all’alta serie B che alla lotta nelle retrovie della massima serie.

La lezione di De Laurentiis. E’ lui il nuovo modello a cui il calcio si deve ispirare?

Sapete quanto ha speso De Laurentiis in questo decennio? Appena 16 milioni e mezzo: questa è la somma dei versamenti in conto capitale, tutti concentrati nei primi anni. Le garanzie da 32 milioni con cui nel 2004 rilevò il titolo del club e avviò la nuova attività, infatti, furono coperte da un prestito di UniCredit che nel giro di tre esercizi è stato interamente restituito dallo stesso Napoli.

Interessante lo spunto di Marco Iaria (giornalista Gazzetta) nel suo blog.

Anziché stupirci di quanto sono bravi i tedeschi forse sarebbe bene guardare ai modelli economici virtuosi che anche la nostra Serie A è capace di generare. Anche a Napoli.

Matthaeus alla Juventus. Dall’esultanza della culla al calcio che conta #Juventus

Ricordate il festeggiamento di Bebeto ai Mondiali del 1994 dopo un suo gol? Il fuoriclasse brasiliano in quell’occasione mimò il gesto di cullare il figlio appena nato. E quel figlio arriverà a breve arrivare in Italia. La Juve, infatti, ha chiuso per Mattheus Oliveira, 18enne erede di Bebeto. I bianconeri hanno ingaggiato il centrocampista del Flamengo per circa due milioni di euro con un contratto quinquennale.

viaECCO IL NUOVO CAMPIONE DELLA JUVENTUS MATTHEUS OLIVEIRA BEBETO JUNIOR – YouTube.

Le 16 grandi d’Europa 7. Juventus #champions

La Juventus è in veloce risalita (25esimo posto nel ranking) a livello europeo. Doveva dimostrare con il girone di Champion’s di meritarsi un posto nel gotha europeo e ci sta riuscendo. La sfida è arrivare ai quarti di finale: due anni fa Agnelli disse che in base agli stipendi pagati la squadra doveva sempre stare tra le prime otto d’Europa, se riuscisse a passare un altro turno il suo obiettivo potrebbe dirsi raggiunto.

1. La tattica
3-5-2: Buffon – Barzagli, Bonucci, Chiellini – Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah – Vucinic, Giovinco. Se in campionato Conte ha utilizzato in due occasioni il 4-3-3 (contro il Siena nel finale e contro il Torino) in Champion’s il modulo base non è mai stato modificato. Ma non solo: gli undici giocatori della formazione tipo hanno giocato più del 90% dei minuti totali disputati dalla squadra. Rarissimi gli innesti. I turn over in Europa non esiste.

2. Il giocatore
Arturo Vidal è quello che ha ottenuto nelle sei gare disputate il rating Opta più alto con 8,1. Un centrocampista che ha già segnato 3 gol (capocannoniere della squadra con Quagliarella) e servito un assist. Fondamentale in un gruppo che qualche pecca in fatto di peso offensivo ce l’ha. Se Vucinic e Giovinco concludono 3,2 volte in media a partita lui si piazza subito dietro con 3 tiri. Il suo valore aggiunto sta nelle sue caratteristiche di giocatore universale: è anche quello che con 4,8 tackle a partita rappresenta il primo baluardo difensivo della squadra.

3. L’allenatore
Antonio Conte è al secondo anno alla guida della squadra e certamente si inserisce a pieno titolo all’interno del filone europeo degli allenatori “fatti in casa”. Le due tendenze dominanti (non solo per i successi di Guardiola) nei grandi club del resto sembrano essere quella di affidarsi ad un allenatore di grande esperienza e già vincente (Real, Psg, Bayern) oppure ad un giovane che conosca a memoria l’ambiente in cui lavora (Juve, Barcellona, Porto su tutte).

4. Il dato
21 tiri in porta a partita: la Juventus è la squadra che finalizza di più. A valorizzare questa propensione della squadra è un altro dato: il 10% dei tiri sono avvenuti dall’area piccola (solo il Man United con il 18% ha fatto meglio in questo senso). Un ottimo indice di penetrazione.

5. L’analisi
Con un rating Opta pari a 7.11 la Juventus è la seconda squadra per qualità di gioco espresso nel girone (il rating tiene conto della qualità del gioco unita alla propensione offensiva ed alla capacità di non subire, una sorta di indice sintetico delle prestazioni). Determinante ovviamente è soprattutto la capacità di concludere a rete. Consola il fatto che il rendimento della squadra sia stato progressivamente crescente. Dai tentennamenti di Londra passando per la lezione interna contro lo Shacktar e dalla distrazione con il Nordsjelland. Da lì in poi un monologo che attende ora banchi di prova più importanti per verificare realmente il valore assoluto di questo gruppo a livello europeo.

I dati sono presi dal sito whoscored.com

Le 16 grandi d’Europa 6. Porto – #champions

Piazzatosi al secondo posto dietro al Psg nel gruppo A il Porto è stato tra le migliori squadre del turno a gironi di Champion’s. Da sempre stranamente sottovalutato, il club lusitano in realtà è tra quelli che meglio si sono piazzati nelle competizioni europee ed al momento sono al settimo posto nel ranking Uefa.

1. La tattica
4-3-3: Helton – Danilo, Maicon, Otamendi, Sandro – Gonzalez, Defour, Moutinho – Rodriguez, Martinez, Varela. Tipico modulo portoghese di una squadra che non ha mai mutato atteggiamento tattico ed in campo vede un solo ballottaggio possibile, quello tra Defour e Fernando a centrocampo.

2. Il giocatore
Moutinho. Mediano dotato di buona tecnica individuale e capacità di inserirsi, con 82 palloni toccati in media a partita è il punto di riferimento della squadra. Ha segnato un gol e servito due assist nella sfida contro la Dinamo Zagabria vinta 3-0. Complessivamente ha ottenuto una valutazione Opta pari a 7,51 in media nelle 6 gare disputate, dovuta soprattutto alla capacità di servire compagni per il tiro (i suoi passaggi a cui è seguito il tiro di un compagno sono 3,5 a partita: solo Farfan, Pirlo e Xavi hanno fatto meglio). Insostituibile.

3. L’allenatore
Vitor Pereira è alla seconda stagione da allenatore del Porto dopo essere stato assistente di Villas Boas. Ha ottenuto subito un trionfo in campionato e vinto due Supercoppe del Portogallo. Classe 1968, ha l’opportunità di mettersi in mostra in una società ideale in cui lavorare.

4. Il dato
8,3 tiri subiti a partita. Il Porto è la squadra che si è difesa meglio nel girone di qualificazione. Agli avversari ha lasciato le briciole. Complessivamente sono 4 i gol subiti.

5. L’analisi
Tipica squadra portoghese: gioco corto, impostazione compatta, possesso palla spesso troppo orizzontale. Il Porto è risultato particolarmente efficace in fase difensiva risultando tra le prime 5 squadre per possesso palla e – come si è visto – quella che ha subito meno tiri contro. L’asse tecnico-tattico che sostiene la squadra si sviluppa su Maicon (8,3 lanci lunghi a partita) Moutinho (di cui si è detto alla voce giocatore) e Martinez (3 gol nelle gare del girone).

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