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La strana storia di Francis Coquelin. Ora l’Arsenal e Wenger puntano su di lui #epl #championsleague

Quando nel mese di novembre Arsene Wenger aveva deciso di mandare Francis Coquelin in prestito al Charlton l’impressione era che la carriera del difensore classe 1991, francese di Laval, fosse giunta ad una svolta decisiva, ovvero ad una chiara bocciatura. Già prestato lo scorso anno al Friburgo, la retrocessione in Championship aveva il sapore del verdetto.

Francis-Coquelin-Arsenal

Ed invece il richiamo nel girone d’andata alla vigilia della sfida contro il Newcastle sembra aver rappresentato per lui un momento di svolta. Da allora 9 presenze e 3 subentri: rendimento sempre molto alto e posizionamento nei primi cinque posti dei giudizi di rendimento dell’Arsenal. Al punto che lo stesso Wenger si è detto sorpreso del suo rendimento e pronto a puntare su di lui come soluzione di lungo termine per il centrocampo della squadra.

Classe 1991 (alto 178 cm pesa 74 kg), nato il 23 maggio, il centrocampista francese ha spiccate doti difensive e di interdizione. In Champions è stato tra gli ultimi a mollare contro il Monaco, confermandosi per spirito di sacrificio e applicazione.

Centrocampista centrale puro, mostra buona visione di gioco sul piano difensivo (spicca nella capacità di giocare d’anticipo), è forte nel contrasto e nel gioco aereo. Non eccelle per tecnica, predilige il gioco corto e orizzontale, pecca ancora dal punto di vista disciplinare e può andare in difficoltà se pressato.

Non Guardiola ma “un” Guardiola. Al City crescono le quotazioni di Vieira. #EPL #ManchesterCity #MCFC

Lavori in corso al Manchester City per la sostituzione di Manuel Pellegrini.

Dovesse precipitare la situazione la società potrebbe addirittura intervenire già nelle prossime settimane, dopo la sfida di Champions a Barcellona in cui i citizens partono sfavoriti.

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La situazione è in mano a Ferran Soriano e Txiki Beguiristain, rispettivamente amministratore delegato e direttore sportivo del club. E nelle ultime ore crescono le quotazioni di Vieira: dopo aver letto dell’interesse per Guardiola sembra che le attenzioni si stiano spostando più che altro su “un” Guardiola, ovvero un profilo che ricalca quello che è stato l’ex tecnico del Barcellona: un prodotto cresciuto in casa e portato alla prima squadra.

Del resto l’obiettivo della dirigenza qatariota e dello sceicco Mansour è da sempre chiaro: un club “home made”, fato in casa. L’investimento sul settore giovanile e le strutture di allenamento lo fanno capire chiaramente.

Dopo aver copiato le tecniche di formazione del Barcellona con il loro nuovo complesso in stile Masia a Manchester, i citizens potrebbero essere cercando di copiare l’outfit catalano in un altro aspetto della vita del club, promuovendo da dentro il tecnico della prima squadra, cosa che il Barcellona ha fatto con vari gradi di successo in questi anni.

Vieira ha più volte espresso il desiderio di diventare un tecnico della prima squadra e c’è la sensazione che forse il suo lavoro dietro le quinte con la EDS, possa diventare il trampolino di lancio per lui per un ruolo in panchina allo stadio Etihad.

Dopo una brillante carriera come giocatore conclusa proprio al City nel 2011, Vieira avrebbe anche un altro vantaggio: entrerbbe in uno spogliatoio bollente in cui le dinamiche chiave non sono cambiate negli ultimi anni (lo dimostrano i giocatori in campo contro il Barcellona: 9 su 11 acquistati prima dell’arrivo di Pellegrini) e di cui lui avrebbe pieno rispetto essendone stato un componente.

Pellegrini e il Manchester City. Un film già visto nella meno inglese delle società. Tra i nomi pure Rodgers e Vieira #BPL #football

Mentre il Manchester City si appresta a sfidare il Leicester nel turno infrasettimanale di Premier league (che anticipa rispetto al week end dedicato alla FA Cup come da tradizione inglese) tiene banco la posizione di Manuel Pellegrini che tutti i media britannici danno vicino all’esonero dopo la duplice sconfitta contro Liverpool e Barcellona in Champions league.

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Molti i nomi che si fanno al suo posto. Il primo è Pep Guardiola, che i vertici della società hanno sempre messo al centro del proprio interesse.

Poi c’è quello (al momento molto più improbabile) di Carlo Ancelotti o l’alternativa rappresentata da Pablo Simeone, che ha appena rinnovato con l’Atletico Madrid, ma che sta nella rosa solo per dimostrare la totale confusione sul nome del successore: si cerca un offensivista nato come Guardiola o il re del catenaccio post moderno Simeone?

Mentre gli ambienti cittadini vicini alla società oggi hanno iniziato anche a ventilare una ipotesi interna legata al nome di Patrick Vieira. Il tecnico della formazione Elite, qualificatosi per i quarti di Youth League dove incontrerà la Roma, potrebbe essere la soluzione non solo transitoria.

E secondo l’Indepenent anche Brendan Rodgers del Liverpool potrebbe essere un nome chiamato in causa. Soprattutto perché nelle ultime ore ha preso piede l’idea del ritorno di Rafa Benitez proprio ai reds.

Soluzione apertissima, in cui è difficile prevedere cosa accadrà. Anche se l’impressione è che sia più facile che la scelta alla fine non ricada sui primi due nomi (Guardiola e Ancelotti) ma sugli altri. E con l’idea che lo stesso Benitez non debba essere escluso a priori: l’esperienza soprattutto internazionale lo rende un candidato ideale.

Un film già visto, almeno due volte. Per questo al momento non si conosce il finale.

Ciò che nessuno fa notare ad esempio è che lo scorso anno il City a questo punto della stagione si trovò nella stessa condizione: in una settimana uscì dalla Fa Cup (per mano del Wigan che già lo aveva battuto in finale l’anno prima) e dalla Champions, compromettendo anche il cammino in Premier league.

Ma le condizioni erano diverse. Quel City aveva appena vinto la Coppa di lega inglese e doveva recuperare (a causa di quell’impegno e di un replay di Fa Cup) ben due sfide in campionato.

Alla fine tutti sanno come è andata: City campione d’Inghilterra (anche – ma non solo – per demeriti altrui) e Pellegrini saldissimo al suo posto.

In questi giorni tutti ricordano invece l’epilogo di due stagioni fa con Mancini esonerato dopo la sconfitta in Fa Cup (sempre con il Wigan, nella finale di Wembley) ed una stagione finita con zero titoli.

Purtroppo per Pellegrini il City è la meno inglese delle società calcistiche di Premier, non solo per la conduzione qatariota ma anche per il board interamente spagnolo guidato da Ferran Soriano e Txiki Beguiristain. Questo significa soprattutto meno attivismo dell’allenatore in chiave mercato e complessivamente una maggiore esposizione alle intemperie del ruolo più in bilico del calcio.

Dice bene Pellegrini quando sottolinea che il suo ruolo non dipende dai risultati in campionato. L’impressione infatti è che la sfiducia nei suoi confronti sia iniziata quest’anno in Champions league e non sia venuta meno dopo la qualificazione miracolosa grazie alle vittorie su Bayern e Roma, mentre la sconfitta con il Barcellona (al tecnico viene imputato un gioco troppo spregiudicato e tatticamente scriteriato) avrebbe solo peggiorato le cose.

Vero invece il contrario: un successo in Premier league sarebbe la soluzione di tutti i mal di pancia. Ma per quello ci vorrebbe a questo punto un suicidio del Chelsea (attualmente a +5 con una gara in meno).

Stasera intanto all’Etihad sarà di scena il Leicester. L’ultima volta che City le due squadre si sono confrontante in campionato a Manchester, nella stagione 2003/04, vinsero i foxes, con il rotondo punteggio di 0-3. Era il 9 novembre 2003, due ere fa per il City allenato da Kevin Keegan e non ancora in mano ai capitali arabi, battuto nonostante la presenza in campo di gente come Anelka e Fowler.

Un ricorso storico a cui prestare attenzione.

Il segreto di Sir Alex Ferguson #thankyousiralex

Il segreto di Alex Ferguson era il Manchester United, il segreto del Manchester United, poi, è stato Alex Ferguson.

Assunto il 6 novembre 1986 Ferguson ha vinto la prima coppa dei Campioni il 26 maggio 1999. Significa che di 26 anni allo United ha passato il 50% del tempo inseguendo la Champion’s.

Quante società, quanti allenatori, quante tifoserie, saprebbero aspettare e lavorare così a lungo per un obiettivo?

Sir Alex, cinque appuntamenti con il destino – UEFA.com.

Christmas Football in Uk

Quest’anno realizzerò un sogno che avevo fin da quando a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 iniziai a seguire sulla fu-mitica Capodistria le partite di Premier League in Tv.

Il 28 dicembre partirò per Manchester e in 6 giorni (fino al 3 gennaio) il mio obiettivo è quello di vedere almeno 3 (ma conto di fare l’en plein con la quarta) partite di Premier League.

Il programma è:
29 dicembre a Londra per Fulham vs Swansea
30 dicembre a Londra per Qpr vs Liverpool, sperando nei biglietti veramente molto cari in questi giorni, l’alternativa è un doppio tour a Stanford Bridge e Emirates, sperando di riuscire a fare anche una puntatina a White Hart Lane.
31 dicembre capodanno londinese a modo mio (un paio di amici e a letto dopo mezzanotte, non ho mai amato le feste comandate…)
1 dicembre ritorno a Manchester e nel pomeriggio City vs Stoke
2 dicembre viaggio a Newcastle e in serata un imperdibile Newcastle vs Everton

Ovviamente ho già prenotato ostelli e treni in anticipo (soprattutto questi ultimi, in Inghilterra sono da fermare molto tempo prima se non si vuol prendere la salassata dell’ultim’ora…).

Il mio è un sogno di adolescente che sta per realizzarsi. Il calcio di Natale in Gran Bretagna è sempre stato il lato più affascinante del calcio d’oltremanica, quello che anche negli anni recenti seguivo (causa giorni di vacanza dal lavoro) con interesse e trasporto. Memorabili le partite del City del 1 gennaio (gli sky blues scendono sempre in campo a Capodanno e negli ultimi anni sempre in casa) al risveglio dopo le immancabili cene della sera prima.

Stavolta sarò dentro l’atmosfera. Proverò (wi-fi e costi di connessione permettendo) a scrivere anche qualche post sul blog per raccontare le giornate british. Intanto… buon viaggio a me :)

Porto, l’incubo delle francesi

Se Mancini non se la passa benissimo Ancelotti non è messo certo meglio sulla panchina del Paris Saint Germain.

I 5 punti dal Lione pesano come un macigno sulla sua gestione e non riuscire a raggiungere il primo posto nel girone di Champion’s contro il Porto potrebbe essere uno dei pretesti per non rivederlo alla guida della formazione parigina alla ripresa post-natalizia, anche se la difficoltà a rimpiazzarlo subito con un nome di grande calibro fa propendere per un più probabile avvicendamento a fine stagione.

Al Psg serve una vittoria per sopravanzare i portoghesi e prendere il primo posto nel girone.

Il Porto che nell’ultimo turno del girone affronta il Psg è un avversario particolarmente ostico. Quando i lusitani guidati da Mourinho vinsero nel 2003-2004 la Champion’s lo fecero eliminando ben 3 francesi: il Marsiglia nel girone (due vittorie 3-2, 1-0), il Lione nei quarti (2-0, 2-2) e il Monaco in finale (3-0: il risultato più rotondo delle ultime 10 edizioni)

Difficile dire cosa non funzioni nel Psg. La squadra sul piano quali-quantitativo esprime il miglior gioco della Ligue 1 francese (ha un rating Opta pari a 6,95). Spicca tuttavia un dato inusuale per una squadra di questo rango: è la seconda in assoluto per aggressività fisica. Ha subito in totale 39 sanzioni: 35 cartellini gialli e 4 rossi, peggio ha fatto solo il Bastia con 41 e 5.

Finora sembra essere mancata quella tranquillità che la consapevolezza nei propri mezzi dovrebbe dare ed evidentemente le pressioni hanno finito per prevalere.

I cinque giorni di Roberto Mancini – #mcfc #champions #EPL

Domani sera con il Dortmund. Domenica pomeriggio con lo United.
Dopo aver perso due punti dalla capolista Manchester Utd in Premier andando a -3 Roberto Mancini affronta il doppio esame più duro della stagione. Potrebbe trovarsi in un colpo a -6 dalla vetta e fuori dall’Europa, anche quella “di consolazione” dell’Europa League.

Il Manchester City si qualificherà per i sedicesimi di UEFA Europa League vincendo a Dortmund se l’AFC Ajax non vincerà in casa del Real Madrid CF.

Per lui c’è un precedente interessante ricordato oggi dal sito dell’Uefa, Mancini ha affrontato il Dortmund da giocatore con l’UC Sampdoria nel secondo turno della Coppa delle Coppe 1989/90 segnando all’88’ nell’1-1 dell’andata in trasferta prima del 2-0 in casa per la Samp, che poi vinse il trofeo.

Fin qui il Manchester City è andato meno bene di quel che si può pensare. Nonostante una corazzata costruita nel tempo a budget illimitato la squadra stenta sul piano del gioco. E la casella 0 alla voce sconfitte in campionato non deve trarre in inganno. In campionato ha pareggiato 6 volte in 15 partite: se si escludono gli 0-0 con West Ham e Chelsea nelle altre 4 occasioni è sempre andato in svantaggio. A questo aggiungiamo l’eliminazione (4-2 dall’Aston Villa ai supplementari) in Coppa di Lega.

Un dato di gioco può servire a capire la forza e i limiti della squadra. In campionato ha segnato 28 gol (9 in meno del Man Utd), di questi 15 contro 23 dei Red Devils (8 in meno) sono stati segnati su azione. Di fatto tutta la differenza è lì: la capacità di esprimere un gioco produttivo e prolifico. Ci sono ben 5 squadre (compresa la capolista) che hanno fatto meglio del City sotto questo aspetto: Arsenal (16 gol su azione), Tottenham e Everton (18), Swansea (20).

Le scuse degli anni scorsi non sembrano sufficienti. A mio giudizio Mancini è arrivato alla stessa involuzione vista con l’Inter (che quantomeno si qualificava per gli Ottavi) che ad un certo punto della sua gestione gli preferì Mourinho intuendo che difficilmente il Mancio avrebbe fatto fare il salto di qualità.

Sarà così anche questa volta?

Premier league, un Arsenal da titolo? #EPL #statszone @whoscored

Il primo mese di Premier League lascia sicuramente ben sperare. Le indicazioni sono molto chiare: Chelsea, Manchester United, Manchester City e Arsenal giocheranno per il titolo. Aggiungo anche i gunners perchè quanto hanno mostrato nelle prime quattro gare, pur tra diversi problemi, è assolutamente rilevante. I problemi di Liverpool e Tottenham e gli alti e bassi del Newcastle sembrano escludere al momento un reinserimento nelle prime quattro posizioni, con l’augurio che dalla prima alla quarta lo scarto di differenza resti sempre il più contenuto possibile. Vediamo cosa dicono le statistiche tecniche Opta prese dal sito whoscored.com in proposito.

ARSENAL – Le prime due gare chiuse 0-0 con problemi in zona gol avevano forse ingannato qualcuno. Ma i numeri parlano chiaro. Al momento l’Arsenal è la squadra con il gioco qualitativamente migliore: 18,5 tiri in porta a partita (come lo United) ma anche una tecnica sopraffina: 13,8 dribbling riusciti in ogni gara (un abisso i quasi 4 dribbling di differenza che la staccano dal Liverpool che ne ha 9).

La vittoria sul Southampton sembra aver restituito in termini numerici (6 gol) quello che non era arrivato nelle prime due sfide contro Sunderland e Stoke, quella sul Liverpool (2-0) rappresenta una conferma di forza in attesa degli scontri diretti.

Tatticamente Wenger gioca un 4-2-3-1.

La difesa è il reparto più affidabile. Imbattuto il “nostro” Mannone, il polacco Szczesny ha invece propiziato con un errore in uscita l’unico gol subito contro il Southampton. I centrali sono il belga Vermaelen e il tedesco Mertesacker, gli esterni sono gli inglesi Gibbs (sinistra) e Jenkinson (destra). Tutti e quattro sempre in campo nelle 4 gare disputate.

Due le caratteristiche del reparto: alto livello di intercettazioni (riconquista palla senza contatto con l’avversario: 18.3 a partita) e basso livello di fallosità (8). In entrambi i fondamentali è la migliore tra le squadre al top. Questo dimostra sicuramente affiatamento ed automatismo oltre che una certa dose di sicurezza.

La chiave è a centrocampo: un regista (Arteta) e un interditore (Diaby). Davanti tantissima qualità: il neoacquisto (dal Malaga) Cazorla – rating 8.27, il migliore al momento – gioca dietro ad una prima punta. Questo è il ruolo con più interrogativi. Si sono alternati Podolski (alla prima con il Sunderland), Giroud (con Stoke e Liverpool) e l’ivoriano Gervinho (con il Southampton).

Al momento è proprio Gervinho a farsi preferire. Non tanto per i due gol contro il Southampton quanto per le caratteristiche che lo rendono più mobile rispetto a Giroud e quindi funzionale al gioco di fantasia e inserimenti sviluppato alle spalle da Podolski e Cazorla, ma anche da Chamberlain (180′ giocati fin qui in 3 gare) meno appariscente ma sempre affidabile e sempre capace di fissare un rating superiore al 7 quando ha giocato almeno un’ora.

@armagio

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