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L’Inghilterra si interroga. Perché in Europa non siamo i migliori? #europaleague #championsleague

L’Inghilterra del calcio si è svegliata questa mattina con un interrogativo in testa: perché in Europa non siamo i migliori, nonostante i nostri budget che ci permettono di primeggiare sul mercato?

Dibattito aperto e diverse ipotesi. Ma alla fine a prevalere è la critica agli allenatori sconfitti nella tre giorni europea.

Manchester City v Barcelona - UEFA Champions League Round of 16

Come successo all’Italia nel periodo nero delle nostre squadre in Europa League, c’è chi spiega che in fondo è meglio primeggiare in Italia. Vuoi mettere il piacere di battere il tuo vicino di casa rispetto a qualcuno che sta lontano e che domattina non incontrerai in ufficio? Uno degli esponenti di questo pensiero è ad esempio Noel Gallagher, che domenica sera sosteneva questo alla BBC nel programma notturno dedicato alle partite della domenica.

Al di là delle esagerazioni, tuttavia, l’impressione è che una marcata autoreferenzialità del calcio inglese sia innegabile. Non bisogna dimenticare che anche nel primo decennio degli anni 2000 le inglesi vinsero meno Champions league di noi (dal 2000 al 2010 3-2 per noi a cui si aggiungerà due anni dopo quella del Chelsea) nonostante semifinaliste a iosa e piazzamenti in quantità. Non è nuova invece la debacle in Europa League: negli ultimi dieci anni sono solo 9 le squadre inglesi arrivate ai quarti di finale. Una sola vittoria del Chelsea 2012 e una finale del Fulham 2010.

Non sarà, si chiedono molti, che uno dei totem del calcio inglese, ovvero il sovraccarico d’impegni nel periodo natalizio, finisca per nuocere alle squadre alla ripresa europea di febbraio? Tema già più interessante sul piano squisitamente tecnico-atletico.

Tuttavia i numeri – se non quelli stagionali abbastanza sporadici – dicono che nel primo turno del nuovo anno le inglesi negli ultimi 10 anni hanno subito 22 eliminazioni su 62 squadre, ovvero hanno perso il 35,5% delle loro rappresentanti contro il 39% della Spagna, il 45% delle tedesche e il 38,4% delle italiane. Curioso il dato raffrontato al tedesco, che sembrerebbe dire esattamente il contrario, ovvero che è la lunga pausa invernale della Bundesliga a nuocere.

Alla fine sembra invece prevalere una lettura meno macro-numerica del fenomeno e più legata alle singole situazioni.

Ecco allora il processo agli allenatori. In particolare sulla graticola sono finiti Pellegrini del Manchester City, reo di aver affrontato il Barcellona con lo stesso atteggiamento aperto che lo caratterizza in Premier, e Wenger dell’Arsenal – sostanzialmente per lo stesso motivo – che ha ottenuto il gol di Chamberlain (sullo 0-2) nel momento di maggior difensività della sua squadra.

Ecco allora l’inevitabile elogio di Mourinho e Martinez. Il primo uscito indenne dal Parco dei principi con il suo Chelsea, il secondo nettamente vincitore contro lo Young Boys con una tattica che i quotidiani inglesi sintetizzano con un difesa e palla a Lukaku.

Pare che gli inglesi, nel momento in cui molti italiani guardano con interesse ai modelli organizzativi d’oltremanica, siano invece attratti da quella che in qualche modo è la mentalità storica del nostro calcio, richiamando i propri tecnici ad atteggiamenti tatticamente più accorti e meno spregiudicati.

Inghilterra nel mirino. Il terzo posto nel #ranking per l’Italia non è più un miraggio #Europaleague

Grande notte di calcio europeo per le italiane, che stabiliscono un record di partecipazione agli ottavi di Europa League con le qualificazioni (ed altrettante vittorie) di Torino, Napoli, Fiorentina, Inter e Roma.

Mai così tante squadre di uno stesso paese sono arrivate nelle 16 migliori della seconda competizione europea.

Le 5 vittorie su 5 gare valgono un bottino di punti cospicuo che con un totale di 13.833 proiettano l’Italia al SECONDO posto stagionale nel ranking Uefa. Dietro solo alla Spagna prima con 14.642 e davanti sia alla Germania con 13.571 che all’Inghilterra con 12.857.

Oltretutto, se la Juve passasse l’Italia sarebbe l’unica nazione a non aver ancora avuto nessuna squadra eliminata in Europa.

Plauso soprattutto al Torino, che ha giocato una delle più belle partite di una squadra italiana in Europa nell’ultimo decennio e si è imposto 3-2 a Bilbao dove nessuna squadra italiana aveva mai battuto l’Athletic nella lunga storia delle coppe europee.

toro

L’Athletic è anche l’unica squadra spagnola eliminata, nella notte che vede il crollo di Liverpool e Tottenham (annata nera per le inglesi) e una serie di trionfi a Est delle squadre ucraine e russe che fanno l’en plein.

Ma quel che più conta è il ritrovato spirito vincente delle nostre anche nella seconda competizione europea, oltre ad un grande obiettivo che non è più impossibile: sfidare le squadre inglesi per il terzo posto nel ranking UEFA.

In un paio d’anni l’aggancio è possibile. Ecco come!

Nelle prossime due stagioni le inglesi cederanno i punti guadagnati nelle annate 2010/2011 e 2011/2012. La differenza punti tra noi e loro nell’ultimo triennio è stata di soli 3,655 punti (a loro favore, naturalmente).

Nel 2012/2013 le inglesi hanno fatto 2,012 punti più di noi mentre lo scorso anno ne hanno fatti 2,619 in più.

Al momento invece siamo noi a primeggiare con uno score di 0,976 punti migliore del loro.

Ora da qui a fine stagione le nostre squadre (a partire dalla Juve nella gara di ritorno degli ottavi di Champions con il Borussia) dovranno provare a ottenere più punti possibile in modo da assottigliare ulteriormente il divario.

Come detto, dandosi come obiettivo il sorpasso nel 2017, si parte da 3,655 punti di differenza. Ma le inglesi quest’anno proseguiranno la corsa con il solo Everton in Europa League, mentre in Champions il rischio di perdere sia Arsenal che Manchester City è altissimo, mentre il Chelsea parte con i favori dell’1-1 in trasferta nella sfida con il Psg.

Ecco quindi che l’Italia (con almeno 5 squadre ancora in corsa, più la Juve, attesa dalla trasferta di Dortmund), potrebbe recuperare almeno altri due punti da qui alla fine della competizione e ritrovarsi in proiezione 2017 ad una incollatura dall’Inghilterra.

Il nostro calcio raramente riesce a darsi obiettivi comuni, ma questo è decisamente alto e prestigioso. E’ tempo di mettere al bando i campanilismi per ritornare grandi occupando – di conseguenza anche economicamente – un posto sul podio europeo che fino a 15 anni fa ci vedeva primeggiare.

Arma Football Chat. Chelsea campione. Scommessa vinta #Uefa #EL #CHL

Chelsea campione

All’indomani dell’eliminazione di tutte le squadre inglesi dalla Champion’s League (l’ultima in ordine di tempo è stato il Manchester United negli ottavi) avevo scritto su questo blog:

Scommetto che a fine stagione, nonostante il crollo in Champion’s, l’Inghilterra (zero squadre in Champion’s ma tre in Europa League, ovvero Chelsea, Tottenham e Newcastle) otterrà un punteggio europeo per il ranking Uefa superiore a quello dell’Italia (Juve in Champion’s e Lazio in Europa league).

Questa sera alla luce della vittoria del Chelsea in Europa League il risultato finale vede l’Inghilterra a 16.428 (un risultato migliore a quello dello scorso anno, terzo migliore negli ultimi 5 che contano per la graduatoria) contro il 14.416 dell’Italia.

Uno score che conferma che il problema dell’Italia sta sempre nel valore medio delle proprie squadre che è inferiore rispetto al valore medio delle squadre meglio piazzate in classifica (e che si evince soprattutto dai risultati in Europa League).

Premi di consolazione: Kozák capocannoniere di Europa League #Uefa #EL

Libor KozakPremio di consolazione per la Lazion:

Libor Kozák è il primo calciatore ceco a vincere la classifica cannonieri di Coppa UEFA/UEFA Europa League, nonostante l’eliminazione dell’S.S. Lazio nei quarti di finale.

Il verdetto è arrivato stasera dopo che Cardozo del Benfica ha segnato un solo gol in finale piazzandosi al secondo posto con 7 reti (come Cavani del Napoli).

Unica differenza: dal momento che Chelsea e Benfica avevano entrambe disputato la fase a gironi di UEFA Champions League, Cardozo (sette gol) e Torres (sei) hanno collezionato il loro bottino di reti in un minor numero di gare, nove..

Fair play Uefa, Italia 25esima in classifica. Niente posto aggiuntivo in #europaleague

Logo Fair play Uefa

Risultato deludente per le nostre squadre nella classifica del Fair play solo 25esimo posto. Peggiorata ulteriormente la performance dello scorso anno quando arrivammo 23esimi.

Le valutazioni sul Fair Play vengono stilate dai delegati UEFA tenendo conto di criteri come atteggiamento positivo sul campo, rispetto per avversari e ufficiali di gara, comportamento di tifosi e dirigenti, ammonizioni ed espulsioni.

Ad aggiudicarsi i posti aggiuntivi nei preliminari di Europa league saranno le nazioni scandinave: Svezia, Norvegia e Finlandia.

Un fatto non casuale, lo scorso anno il podio fu: Norvegia, Finlandia, Olanda.

Bonus Respect Fair Play per Svezia, Norvegia e Finlandia – UEFA.com.

Qui la classifica completa.

Ranking Uefa e coppe europee. Le inglesi vanno male. Siete proprio sicuri?

Scommetto che a fine stagione, nonostante il crollo in Champion’s, l’Inghilterra (zero squadre in Champion’s ma tre in Europa League, ovvero Chelsea, Tottenham e Newcastle) otterrà un punteggio europeo per il ranking Uefa superiore a quello dell’Italia (Juve in Champion’s e Lazio in Europa league).

Al momento siamo 14.571 per loro contro i 14.250 nostri.

Altro che crisi del calcio inglese.

La squadra dell’anno – #uefa

Simpatica iniziativa di uefa.com che fa scegliere la squadra dell’anno.
Ecco le mie preferenze:
4-4-2: Buffon – Lahm, Hummels, Thiago Silva, Ashley Cole – Reus, Pirlo, Iniesta, Silva – Huntelaar, Messi

Qui potete votare anche voi

Ranking Uefa: supremazia spagnola, ascesa tedesca, declino italiano – #calcio #football

L’eliminazione di Real e Barcellona ha fatto passare in secondo piano il fatto che con uno score di 20.571 punti la Spagna quest’anno ha fatto segnare la miglior prestazione nazionale di sempre a livello europeo. Stando così le cose, in virtù del meccanismo dell’eliminazione dei risultati più vecchi di 5 anni, l’anno prossimo potrebbe tornare in vetta alla graduatoria scavalcando l’Inghilterra.

La Spagna aveva perso il primato nel 2007/2008 quando Real e Barcellona uscirono negli ottavi e il Valencia nei quarti mentre le inglesi piazzarono tre squadre in semifinale cedendo però la coppa al Milan (che si prese la rivincita sul Liverpool). Anche in quel caso il Barça fu eliminato da una inglese (il Liverpool) e il Real dal Bayern.

La finale tra Bayern e Chelsea che attribuirà il prossimo 20 maggio la Chiampion’s League 2012 sarà anche uno spareggio per stabilire quale nazione si piazza al secondo posto. Al momento l’Inghilterra è in vantaggio sulla Germania di pochissimo: 15.125 punti contro 15.083.

Una vittoria del Bayern sancirebbe per la seconda volta negli ultimi tre anni uno score migliore a favore dei tedeschi rispetto agli inglesi. Una tendenza che sembra indicare una raggiunta superiorità del livello medio in Bundesliga rispetto alla Premier league, visto anche che negli ultimi 10 anni la supremazia teutonica si era verificata solo nel 2001-2002.

Per l’Italia un altro anno deficitario che ha confermato il reale valore delle nostre squadre a livello europeo. Il ranking complessivo finale è stato di 11.375 punti. Se si esclude l’anno dell’Inter campione d’Europa le squadre italiane in 5 occasioni su 6 degli ultimi anni hanno totalizzato uno score compreso tra i 10.250 e 11.571 punti.

Conserviamo il terzo posto in classifica, ma visti gli ultimi risultati rischiamo di cederlo entro due anni al Portogallo. A livello generale abbiamo raccolto il sesto score (meglio di noi Spagna, Inghilterra, Germania, Olanda e Portogallo): mai avevamo avuto cinque paesi davanti per prestazioni. Andando a ritroso negli ultimi anni siamo arrivati quinti, quarti, quinti e quinti alla pari con la Scozia (nel 2007/2008). Anche nel 2003/2004 (quando raccogliemmo solo 8.875 punti realizzando la peggior prestazione in termini di score degli ultimi vent’anni) meglio di noi fecero solo quattro nazioni (e non cinque come quest’anno): nell’ordine Spagna, Francia, Inghilterra e Portogallo.

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