Archivi del mese: agosto 2011

#Black out a #Brescia: di chi è la colpa?

Brescia al buio per quasi 5 minuti. La città ha vissuto attimi di apprensione quando verso le 22.15 la luce è mancata in gran parte del centro storico (illuminata solo via San Faustino dove è installato un generatore aggiuntivo che punta dritto alla gru) e in molti quartieri della città. Solo in via Milano la luce delle numerose lucciole ha mantenuto la visibilità ad un invidiabile livello da mezzogiorno di luglio.

Io, che sono un professionista serio, ho fatto subito un giro di telefonate per sentire cosa ne pensano i politici e le personalità bresciane.

Alle 22.16 dopo un minuto di black out è arrivata in redazione una mail del Partito democratico secondo cui “questo black out è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità della Giunta di garantire i servizi di base ai cittadini”. L’assessore ai lavori pubblici Mario Labolani ha garantito: “Nei giorni scorsi avevo controllato personalmente tutti i lampioni della città constatando il loro perfetto stato di conservazione, certo che 10 anni di giunta Corsini possono aver alla lunga gravato pesantemente sulle strutture luminarie cittadine”. Perplesso l’Udc: “Cinque minuti di black out? Quando? Dove?”. Il Pdl riunito a cena al gran completo non ha dubbi: “Se in tutti questi mesi il Pd fosse stato più collaborativo non ci troveremmo in questa situazione imbarazzante nei confronti dei cittadini che chiedono una opposizione più responsabile e, possibilmente, zitta”.

Il vicesindaco leghista, Fabio Rolfi è chiarissimo: “Con la festa di Radio Onda d’Urto in corso chissà quanti kwh si ciucciano abusivamente quelli! Farò subito un’ordinanza in cui imporrò di spegnere le luci a chi ha votato a sinistra negli ultimi 20 anni o non viveva in città negli anni ’50 e quindi non può dirsi a pieno titolo bresciano”.

Gli fa eco dalla festa della radio Umberto Gobbi, secondo cui: “La luce è un diritto di tutti, ci muoveremo affinchè ogni volta che si brucia una lampadina in città qualcuno salga su una scala per manifestare il suo disappunto, ovviamente in ore lontane dai nostri pasti”. Accanto a lui Jimi, il pakistano della gru, non drammatizza: “Per noi non cambia nulla, per cinque minuti in città non si è visto nulla, ma noi sono mesi che non vediamo i nostri permessi di soggiorno”. Di ritorno dalla Gmg di Madrid il vescovo Luciano Monari ha dichiarato: “Il buio è dentro di voi, uomini di poca fede, chi segue dio non può avere paura. Per il resto chiedete a Toffari”. Subito contattato telefonicamente padre Mario Toffari ha dichiarato: “Mi recherò immediatamente a soccorrere chi ha smarrito la strada, sia a causa del black out che a causa di qualche pirlo di troppo perchè il fine fa la differenza, non il mezzo”.

Insorge l’opposizione. Secondo Claudio Bragaglio, in polemica con il Pd: “Bisogna verificare se si è trattato di calo di tensione, di black out o di semplici lampadine non funzionanti. In ogni caso è inammissibile che i vertici di A2A qualche anno fa siano stati cambiati così repentinamente, e la cosa è di tutta evidenza anche per chi non sia in grado, come me, di capire l’esatta natura dei fatti”. Laura Castelletti, di Brescia per passione evidenzia: “Nel momento del black out solo le dinamo delle biciclette hanno garantito un minimo di illuminazione, questo evidentemente dimostra come il popolo del bike mob abbia ancora una volta riportato una vittoria rispetto a chi vuole una città brutta, sporca e cattiva”. Per Fiorenzo Bertocchi di Rifondazione: “Il segnale è chiaro, A2A deve uscire dalla Borsa, e i bresciani dovrebbero tornare alla illuminazione con le lampade a olio”.

L’ufficio stampa di A2A, gestore delle reti cittadine, ha chiesto tempo: stanno cercando di capire su Google Map dove si trova Brescia. Il presidente della Camera di Commercio di Brescia Francesco Bettoni garantisce: “La città saprà risollevarsi con il suo spirito di iniziativa uscendo dalla morsa della crisi energetica che la sta attanagliando

Dal Giornale di Brescia fanno sapere: “E’ inammissibile che la luce sia mancata in via Solferino, in questo modo si è messa a repentaglio la possibilità dei bresciani di essere informati attraverso l’unico strumento a loro disponibile nel panorama dei media”. Mentre a Bresciaoggi nei 5 minuti di buio sono spariti altri due redattori, fonti ben informate hanno segnalato la loro presenza mezz’ora dopo in corso Magenta.

Non è stato possibile contattare il sindaco Adriano Paroli, perchè non si trovava al momento in città. L’ufficio stampa emetterà comunque un comunicato in sua assenza (la settimana prossima).

Auguri Fidel! – #Cuba #Sky #Video

Geniale video di Sky preso da Linkiesta.

idel Alejandro Castro Ruz ha guidato Cuba per 49 anni di fila e oggi compie 85 anni. In un video di Sky.it, si può rivivere – in 100 secondi – la corsa di Fidel contro tutti, fino al “passaggio di testimone” con il fratello Raul.

Consiglieri regionali, stipendi oltre i 10 mila euro. Ma i tagli li pagano i precari (e i dipendenti) – #politica #Italia

Gli stipendi dei consiglieri regionali sono i più alti d’Europa. Quelli lombardi ad esempio sono il doppio rispetto ai lander tedeschi (circa 10.800 euro contro una media di 4.500 euro al mese…). Ma siccome siamo una provincia efficiente abbiamo subito provveduto a tagliare…

Ma non si tratta degli stipendi dei consiglieri (se non per la parte riguardante la diaria parlamentare): a pagare – stando a quanto pubblicato sul sito del consiglio regionale – saranno soprattutto i lavoratori precari impiegati nella struttura (alla voce «lavoro somministrato»). E tra le altre sforbiciate spiccano quelle relative alla comunicazione radiotelevisiva (che venne introdotta ufficialmente come misura di trasparenza) e alla formazione specialistica del personale dipendente, oltre al dimezzamento delle consulenze ed attività di studio.

a questi aggiungo dei legittimi dubbi

considerando anche che negli ultimi 6 anni, peraltro, rispetto alle cifre messe a bilancio previsionale, si è finiti per «sforare» di circa 12,7 milioni di euro (un paio di milioni all’anno), non pare fuoriluogo dire che anche quest’anno le spese potrebbero superare i 72 milioni di euro, ovvero più dei 71,850 mln stanziati lo scorso anno.

continua online qui, mentre qui potete trovare la seconda pagina della mia inchiesta pubblicata da Bresciaoggi sui costi della politica (qui invece la prima puntata, mentre sul giornale di domani la terza parte dedicata alle Province).

Londra brucia – #londonriots #prayforlondon #riotcleanup #staysafe #ukriots

Quando i teppisti diventano un esercito e mettono a ferro e fuoco una metropoli occidentale, significa che è successo qualcosa che non si può più combattere solo aumentando il numero dei poliziotti e delle celle.

Gramellini come sempre illuminante su LaStampa.it

#Parlamentari, legare lo stipendio al livello medio dei redditi – #politica #Italia

La proposta viene da linkiesta.it e da lavoce.info. L’ho ripresa oggi su Bresciaoggi nel primo di una serie di articoli in cui analizzo le spese per le strutture che ci rappresentano.

Una indagine suggerita da Matteo Pelagatti, ricercatore di Statistica economica all’Università di Milano Bicocca e ripresa online dal quotidiano linkiesta.it e dal periodico lavoce.info suggerisce di calcolare il rapporto tra lo stipendio dei deputati e il benessere economico dei cittadini (per semplicità, il Pil pro capite). In questo senso il confronto con gli altri Paesi europei è semplice e non lascia dubbi: i parlamentari italiani sono di gran lunga i più pagati del continente. Non solo, con la loro media retributiva di quasi 150 mila euro all’anno a testa i nostri onorevoli si discostano nettamente dal grafico (visibile qui a fianco) che mostra una certa continuità e proporzionalità tra ricavi e reddito medio del Paese. In altre parole – stando al grafico qui a fianco – i nostri onorevoli dovrebbero prendere (se retribuiti in proporzione al nostro benessere) circa un terzo di quanto ricevono attualmente, ovvero un dato medio tra Grecia, Slovenia, Cipro e Spagna (i paesi che si trovano al nostro livello verticale sul grafico) e proporzionalmente anche le spese di funzionamento delle due camere andrebbero abbattute di una cifra vicina a due terzi del totale attuale. (continua qui)

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