Archivi del mese: agosto 2010

Toglietemi tutto, ma non il mio pirlo

Premesso che non credo molto nei sondaggi in cui viene uno e ti chiede: “Taglierai le spese questo mese per starci dentro?” ho trovato curioso scrivendo i due pezzi pubblicati oggi da Bresciaoggi è che i bresciani dichiarino di dover fare molti tagli nei prossimi mesi, ma che all’ultimo posto tra le voci in discussione nel tempo libero ci sia “bar, aperitivi e uscite serali”, anche se al primo posto ci sono le “cene fuori casa”.

Sarà il fascino discreto del pirlo???

nella foto una immagine presa nel mio locale preferito per il pirlo.. Udaberri Berri, via Lamarmora, Brescia

Personal shopping

Consigli per gli acquisti? Oggi ne ho parlato su Bresciaoggi con una serie di domande a Monica Sirani, bresciana, autrice di “Professione personal shopper”, il primo libro in Italia dedicato alla professione del consulente per lo shopping…

Armi, ecco il futuro del Banco di Prova

Su Bresciaoggi (in una pagina che potete scaricare qui ho anticipato il progetto, attraverso il quale il Banco nazionale di Prova di Gardone Valtrompia sta cercando di diventare interamente bresciano sotto l’egida della Camera di commercio in qualità di azienda speciale.

Riporto qui soltanto la parte relativa alla ricostruzione delle vicende degli ultimi due anni. Dal decreto taglia enti di inizio 2009 (Brunetta) fino al tentativo centralista di far passare il ministero dal 25% al 60% in Cda, perchè credo sia un esempio della schizofrenia politica di questo Governo, del suo modo di muoversi, della totale inconcludenza e strumentalità della gran parte dei provvedimenti adottati o solo ventilati.

L’ente è da due anni al centro di una querelle tra le istituzioni locali ed il Governo. Ad inizio 2009 inspiegabilmente il Banco nazionale di prova delle armi (che è privato, ma di interesse pubblico) venne incluso nella lista degli enti inutili da tagliare del celebratissimo decreto Brunetta. Dopo il grande clamore iniziale, tuttavia, quel decreto non tagliò nulla. Durante Exa 2009 l’allora ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola – ai tempi ancora in sella, e ancora ignaro di chi gli avesse pagato casa – garantì ai produttori: «Il Banco non si tocca. Ci penso io, non so come ma ci penserò io». Il danno era evidente: la chiusura avrebbe creato un vuoto a livello nazionale visto che la struttura è l’unica in Italia atta a certificare armi e munizioni idonee a finire sul mercato. Dopo l’estate la prima svolta con la riabilitazione dell’ente, in seguito al cosiddetto «piano di riordino», che tuttavia lo appesantì burocraticamente imponento un collegio sindacale (30 mila euro circa all’anno di nuovi oneri). Degli 84 organismi che al 31 ottobre aderirono al «piano di riordino» nessuno fu tagliato.
Superato l’ostacolo Brunetta il Banco di Prova è finito nel mirino del Governo all’inizio del mese di giugno. L’obiettivo: ridurre i membri del Cda da 12 a 5 membri. Un taglio che nascondeva un fine secondario, perchè la riforma prevista puntava ad un azzeramento della presenza degli enti territoriali ed il depotenziamento della rappresentanza delle aziende (un armiere ed un munizonista in minoranza). Allo stesso momento la conferma dei 3 membri di nomina ministeriale avrebbe portato le nomine ministeriali dal 25% al 60% del Cda. La notizia cadde nei giorni della prima Exa international (a Toronto), e la reazione delle istituzioni locali economiche e politiche fu immediata, con il presidente della Camera di commercio Francesco Bettoni e quello del Banco di Prova, Aldo Rebecchi, che puntarono alla liberalizzazione dell’ente con l’intento di difendere una specificità locale, che ora ha portato a questo progetto.

Caviale-gate, dura la vita se sei uno storione

Ieri, dopo aver espresso la mia critica nei confronti del comportamento degli pseudo moralismi anti caccia che tollerano la pesca – in qualsiasi forma – c’è stata una strage di storioni (nella foto un esemplare scosso dall’accaduto) in provincia, all’Agroittica di Calvisano, famosa per allevare del pesce così buono da riuscire a vendere il caviale anche ai russi (che è un po’ come la storia del ghiaccio e degli eschimesi).

Si tratta (come dico del pezzo), del terzo incidente per gli storioni nella Bassa, il secondo nell’ultimo mese. Che non si vada verso uno storioni-gate?

Se siete scaramantici non leggete questo blog :)
Io non lo sono mai stato.

Ambientalismi

da una segnalazione di Maurizio Balducci

Chissà se Donatella Bianchi – conduttrice della trasmissione Rai Linea Blu – inorridirebbe con un uccello morto in mano appena cacciato, visto che con un pesce boccheggiante non batte ciglio.

A pensarci bene Linea Blu è l’ispirazione per un nuovo format tv.
TITOLO: Cacciaturismo.
SVOLGIMENTO: una famiglia ha una casa in campagna ed un allevamento di quaglie e fagiani che vengono liberati e cercati col cane, per poi essere abbattuti con il fucile. La parata si conclude con una bella tavolata di selvaggina preparata dalla cuoca di casa.

Appassionante, naturale, sufficientemente wild. Non c’è che dire…

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Writing, Brescia alla ricerca di un modello di dialogo

Su Bresciaoggi parlo del writing a Brescia. Il dibattito si è aperto nei giorni scorsi dopo che i nuovi treni del metrobus sono stati trovati taggati.

Credo che oggi il giornale abbia dato due contributi importanti, quello di Alessandro Mininno, che da anni svolge attività di ricerca sul writing ed ha pubblicato tre libri sul tema. E il mio pezzo in cui ho cercato di andare al cuore del problema, perchè, ad esempio, urlare che si spenderanno 250 mila euro per pulire i muri (che in realtà sono molti meno) se non viene paragonato con le cifre delle altre città è una somma senza alcun significato. E metterlo in cima ad un corposo programma come quello della Loggia (che in realtà parla di benaltro ed ha tutt’altra impostazione) è semplicemente fuoriluogo e fuorviante.

In realtà l’assessore Mario Labolani e il vicesindaco Fabio Rolfi hanno scelto la via del dialogo con i writers. Ed hanno elaborato un intelligente piano di collaborazione in otto punti per dare spazio alla creatività. Non è la fine del tag illegale, ma un ottimo modo per provare a risolvere il problema. Nei giorni scorsi ero personalmente infastidito dal fatto che tutto si stesse riducendo ai proclami polizieschi lanciati contro i taggatori del metrobus.

Mi spiego. Se Labolani dice: ora li prendiamo e pagheranno, semplicemente fa il suo dovere. Ma il messaggio non può fermarsi lì, e personalmente credo che giornalisticamente questo non sarebbe nemmeno il “titolo” se vivessimo in un Paese che sa far rispettare le leggi ed applica con equilibrio le sanzioni previste.

Anche io, come hanno fatto notare altri, sono convinto che la questione sia stata sollevata per una banale quisquilia di campanile contro Radio Onda d’Urto, che in questi giorni sta tenendo la tradizionale festa, che nell’Alabama bresciana rappresenta comunque il più importante evento culturale dell’estate (perchè è in assoluto il più partecipato). Ma mi pare che l’intento sia fallito.

E’ un vero peccato che ci sia costantemente bisogno di accendere piccoli focolai ed inscenare dei muro contro muro, quando invece la razionalità dei provvedimenti e dei programmi amministrativi porta esattamente dall’altra parte. Forse, e lo dico direttamente a Labolani e Rolfi: si ignora che il costante clima di allarmismo crea una città psicologicamente più insicura, diffidente e sospettosa, difficile da far crescere da un punto di vista collaborativo, per non dire empatico.

In sostanza dico BRAVI a Labolani e Rolfi sul piano amministrativo. Peccato questo continuo sfociare del ruolo istituzionale in quello politico. Che rimane, purtroppo, quel che è.

Le due immagini di questa pagina sono prese da Gismovive.

Basta alle aziende amiche in Facebook

Ciao,
vi sto rimuovendo dai miei amici in quanto ho aderito ad una campagna per un uso corretto e migliore di Facebook: per le persone esistono i profili, per le aziende le pagine. Sarà felice di seguirvi nuovamente non appena aprirete la vostra pagina su Facebook. Avvisatemi quando accadrà.
A presto
Giovanni Armanini

Con questo messaggio inviato a tutti i miei “amici” di Facebook che non corrispondono ad altrettante persone reali sto aderendo alla campagna per un uso più consapevole di Facebook che venne lanciata qualche settimana fa da Marco Gafforini. Nelle prossime settimane segnalerò inoltre quando mi verrà chiesta l’amicizia da uno di questi falsi profili.

Politica e Facebook

Vendola ha superato Berlusconi su Facebook, ma per Bossi c’è sotto qualcosa (no, non scherzo, vedetevi il link).

Io nel frattempo ho compilato la classifica dei politici bresciani con più “amici” pubblicata oggi a pagina 10 e 11 su Bresciaoggi, cercando anche di dare un valore a questi indici: gradimento? visibilità? attivismo? Un dibattito che resta aperto.

Ne parla anche il blog Virtualeco di Fabrizio Martire (Uncle Pear), uno dei due esperti che ho interpellato.

In classifica anche la bresciana Maria Stella Gelmini, che evidentemente ha più fan della zucchina, del cetriolo, della felce e pure – incredibilmente – della banana


l’immagine è presa da Vistracàonpetto di Ettore Ferrini

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