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Archivio mensile:novembre 2009

Come ha scritto Il Sole 24 Ore nei giorni scorsi, il decreto Taglia-enti non taglierà nessun ente. Genererà anzi PIU’ COSTI per chi era finito nel calderone. Anche se, nel calderone, non doveva starci. Grazie Brunetta per gli slogan.

E’ il caso del Banco di prova delle Armi di Gardone Valtrompia, che per qualche stranezza burocratica dell’Italia moderna doveva essere tagliato.

In occasione di Exa il ministro Claudio Scajola annunciò che “ci avrebbe pensato lui”. Grazie.

Risultato: il banco di prova l’anno prossimo dovrà pagare 30 mila euro di oneri in più per un collegio sindacale.
Piccolo particolare: il Banco di Prova è un ente privato di diritto pubblico. In quanto tale non ha dipendenti pubblici. (Ed anche un bilancio invidiabile). Cancellarlo da quella lista? Sarebbe stato troppo facile.

Di seguito, per chi volesse saperne di più, il mio pezzo dell’11 novembre pubblicato da Bresciaoggi ma non disponibile sul sito.

«Un Paese irriformabile, in cui anche il decreto Brunetta non eliminerà enti
inutili ma andrà ad appesantire realtà funzionanti con costi superflui». È
il commento del presidente del Banco nazionale di prova per le armi, Aldo
Rebecchi, dopo che l’ente (privato, ma di diritto pubblico: sotto la
vigilanza dei ministeri dello sviluppo economico, dell’interno e della
difesa) è stato «riabilitato» in seguito al cosiddetto piano di riordino.
«Il Banco di Prova era inspiegabilmente finito fra gli enti da tagliare – ha
spiegato Rebecchi – ma invece di eliminarlo dall’elenco si è deciso di
imporre nuovi adempimenti come quello dell’obbligatorietà del collegio
sindacale, che ci costerà 30 mila euro circa all’anno e ci imporrà nuovi
oneri». Rebecchi sostanzialmente contesta i dati dei ministeri secondo cui
il Banco sarà riordinato con un taglio di 6 mila euro e 5 dipendenti. «Non
si tratta di dipendenti pubblici – precisa infatti il presidente -, e da
parte nostra non c’era necessità di tagli visti i risultati positivi degli
ultimi anni, in cui peraltro abbiamo pagato 150 mila euro all’anno di
tasse». Giudizio lapidario quindi: «Solo fumo negli occhi e burocrazia che
si aggiunge alla situazione già pesante».
Degli 84 organismi che al 31 ottobre hanno presentato il cosiddetto «piano
di riordino» nessuno verrà tagliato. In realtà non è possibile sapere di
più, visto che non esiste un eleco di tutti gli enti da tagliare secondo il
ministero (anche se interpretando alla lettera il decreto chi entro il primo
novembre non ha presentato riordino dal primo novembre di fatto è estinto).
Detto questo l’operazione è totalmente avvolta nella nebbia. G.ARMA

Parliamoci chiaro. Murdoch è vecchio e stanco. Prima ha detto che le notizie sarebbero state a pagamento su Internet. Ora apprendo sfogliando Wittgenstein che vuole togliere le notizie dei suoi media dalle indicizzazioni lanciando una campagna anti-Google. Giusto che davanti alle dichiarazioni dell’anziano magnate australiano ci sia sempre tanta attenzione. Ma le ultime uscite davvero a me sembrano il canto del cigno di uno stanco imprenditore conservatore.

Purtroppo per Murdoch lui non può, molto più semplicemente, bloccare gli investimenti innovativi più importanti di un paese. Come fa Silvio.