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“Apparato” iPhone4

“Per l’ottimizzazione delle attività istituzionali anche attraverso una migliore sincronizzazione dei dati è stata rappresentata l’esigenza di fornire al sindaco un apparato iPhone 4. La curiosa definizione di “apparato iPhone4″ è stata partorita dall’ufficio di gabinetto del sindaco di Palermo, Diego Cammarata (e ripresa da Repubblica).

Al di là delle valutazioni politiche o amminstrative che si possono fare attorno alla vicenda ciò che mi fa più sorridere è il linguaggio. In quell’”apparato iPhone4″ sembra nascondersi il tipico arrampicarsi sui vetri dello studente chiamato alla lavagna che non sa la lezione ed allora prova ad avvalorare la sua non preparazione con parole che possano suonare altisonanti, visto che i contenuti giocoforza rischiano di smascherarlo. Fuor di metafora: chiamarlo “apparato iPhone4″ è il miglior modo per far capire che non si sa di cosa si sta parlando, tentando l’arrampicata verbale per giustificare qualcosa che si percepisce come non proprio correttissima (autonota: tenere indietro questo post per il prossimo seminario su comunicazione e rapporti con i media tradizionali).

Ora, io lo so che forse Palermo ha qualche problemino più stringente, tuttavia un corso di comunicazione aziendale, fossi in loro, non me lo farei mancare.

100 lire di biscotti rotti

Tra i racconti i miei racconti preferiti dell’infanzia c’era quello in cui mia mamma in un momento di ribellione andò a comprare 100 lire di biscotti rotti, a credito, dal negoziante sotto casa, per il gusto trasgressivo di mangiarsi un intero pacco di dolci da sola e “farla pagare” nel vero senso della parola ai suoi genitori.

Ho ripensato a quell’episodio poco fa, quando Fabrizio Martire di Uncle Pear mi ha raccontato l’operazione “Fuori dal forno”. Una innovativa idea di lancio di un nuovo prodotto attraverso il quale si potrà abbassare il prezzo di un nuovo prodotto della pasticceria Veneto di Iginio Massari semplicemente facendo “Mi piace” sul prodotto.

Si parte da un’offerta lancio di 10 euro, ed ogni “mi piace” su Facebook farà scendere i un centesimo il prezzo di vendita. In poche ore si è già arrivati a quasi 200 click…

L’offerta sarà poi limitata ai primi 10 pacchi di biscotti venduti, ma l’idea non può che attirare l’attenzione…

Appunti in forma d’intervista su commercio, innovazione, società, marketing e commercianti senza futuro

Nelle scorse settimane ho avuto l’occasione di incontrare Fabrizio Valente, sociologo originario di Napoli ma attualmente operativo a Brescia, specializzato a Parigi e Londra, fondatore di Kiki Lab, laboratorio specializzato sul Retail a 360° che opera nel campo della consulenza, delle ricerche e della formazione per aziende distributive, produttive e dei servizi.
Valente fa parte della giuria di Confcommercio che ogni anno assegna il Premio per l’innovazione nel commercio e nei servizi. Per il World Retail Congress dal 2008 è l’unico italiano a far parte delle Giurie degli Awards e nel 2010 è stato nominato Presidente della Expert Jury per l’assegnazione del Retail Innovation Award. Partecipa come relatore a convegni internazionali in tutto il mondo.

Ne è uscita una interessante intervista pubblicata da Bresciaoggi.it che ricondurrei a tre punti chiave:
- marketing strategico (i negozi pensati come spazi d’incontro, teatro di eventi, non solo come spazi di vendita)
- integrazione urbanistica (una nuova logica di aggregazione commerciale esterna ai centri commerciali)
- progettualità territoriale (l’identificazione di una vocazione comune di determinate aree cittadine: le stazioni, i centri storici, i quartieri residenziali…)

La chiave di volta è unica: per stare nel commercio ai tempi della crisi bisogna uscire dall’isolamento e ripensare i quartieri e la loro ragion d’essere a partire dall’offerta commerciale. Un approccio che di riflesso può favorire o tutt’al più suggerire soluzioni per un altro settore in crisi, quello dell’edilizia residenziale…

Per ora sono soprattutto appunti… spero di avere l’occasione di approfondire e inventare qualcosa di più organico i temi che Valente ha affrontato con me in questa intervista così come nel suo studio “Retail innovations 6″, che vi invito a richiedere e consultare, che contiene numerosi casi di successo innovativo nel commercio da cui prendere spunto.

Purtroppo, in fondo, viviamo pur sempre nel paese in cui le mille sagre popolari che ogni estate caratterizzano tutta la penisola diventano per le conservatrici associazioni dei commercianti un motivo di polemica anzichè un’opportunità di sinergia e nuovi sviluppi da cogliere.

Rivoluzione iPad? Ecco Press Reader

Una completa recensione di Press Reader programma per iPad che permette di scaricare i quotidiani. Una copia a 0,79 centesimi e due formule di abbonamento: 31 copie a propria scelta a 8 euro, abbonamento mensile illimitato a 24 euro. Sarà questo il futuro dei quotidiani?

Societing: la sociologia che si mangia il marketing

Grazie alla segnalazione di Giovanni Boccia Artieri sul suo blog sto iniziando ad approfondire la teorizzazione del societing di Giampaolo Fabris, professore dello Iulm e prima all’Università di Trento scomparso ieri.

Molto interessante l’esito: “Perché il marketing, nel suo percorso verso Damasco per approdare alla nuova epoca, non può che realizzare un proficuo incontro, non soltanto strumentale come è successo in passato, con la società. Instaurando con questa un rapporto che sia anche di servizio, rispettoso, tendenzialmente simmetrico. Non esistono ricette miracolose per fare evolvere il marketing verso il societing: bensì una profonda rivisitazione delle sue frontiere alla luce dei nuovi scenari di una società postmoderna e delle nuove responsabilità sociali da cui non può astenersi dal confrontarsi”.

La prima impressione è questa: un’illuminante pensiero che attualizza ciò che potenzialmente molti consulenti strategici hanno già in testa dando una forma teorica assolutamente suggestiva.

Switch off

In casa tre televisioni con tre liste di canali diverse. Sintonizzare il decoder è facile, fa tutto lui. Solo che lo fa all’italiana, a capocchia sua. Ci sono più liste di canali che liste di evasori. (Flavio Pasotti su Facebook)

Pane, web e salame. Il barcamp dei creativi bresciani

Eppur si muove…

Oggi su Bresciaoggi parlo di questo progetto di un gruppo di creativi bresciani (di seguito il pezzo che non è online).

Un gruppo aperto e trasversale, che ha raccolto l’esperienza di singoli professionisti e quella di aziende strutturate di ben più significative dimensioni. Tutto è nato da Linkedin, si è spostato su Google e su un sito dedicato, e si manifesterà pubblicamente con un barcamp chiamato «Pane web e salame» che si terrà il 23 giugno 2010 a Castello Malvezzi..

Insomma: c’è vita nell’internet bresciano. La crescita, la maturazione e la voglia di collaborare si vedono chiaramente, i progetti sono tutti documentati online e testimoniano la creatività dei nerd locali. Per ora il
sito dedicato all’evento panewebesalame.com riporta fra i supporter projectgroup.com (una società di consulenza aziendale) e webdebs.org (un gruppo di sviluppatori). Ma tra i contributi ci sono quelli della Wave di Bedizzole (che ha sedi anche a Milano, Torino e Lecce ed è una realtà attiva in più settori, dai call center alla pubblicità). Tra i promotori e main sponsor Uncle Pear (la divisione di web strategy di Project group) ed il
giovane Davide Dattoli con la sua Ddweb. Numerosi sono i contributi di queste settimane dapprima sul gruppo di linkedin.com (social network dedicato ai professionisti di qualsiasi settore, spesso utilizzato dalle aziende – soprattutto Usa – per scovare curriculum interessanti) quindi su un gruppo che è concentrato su Google groups ed ha dato vita, a webdebs.org che altro non è se non l’abbreviazione del dialettale «web de Bresà».

In ossequio alla formula del barcamp la giornata a Castello Malvezzi (dalle 9.30 alle 18) sarà aperta a tutti i contributi (di 20 minuti massimo) in materia di socialmedia, web 2.0 & imprese, best practice locali e nazionali. Si parlerà di socialmedia e mercato italiano, personalizzazione di facebook e twitter, pubbliche relazioni, social Crm, misurazione dei risultati, sviluppo dei maggiori social media. In ossequio al loro intento di proporre un evento aperto «formale ma professionale» i promotori hanno lanciato attraverso il sito anche l’appello ad eventuali sponsorizzazioni di aziende.

Il sito web del progetto è panewebesalame.com e sarei anche tentato di fare un intervento a proposito di giornalismo e social media. Vedremo.

Apprezzo il fatto che da ieri sono aumentati technical sponsor e supporter, anche se il gruppo di riferimento rimane quello degli sviluppatori di Web de Bresà

La vita e la morte online: un bresciano si suicida, in chat

Franco Mattes, bresciano stabilitosi a New York (Brooklyn), pioniere della Net Art si è suicidato in diretta collegandosi a Chatroulette e lasciando la webcam collegata sul suo corpo impiccato in fondo al salotto. E la chiamano arte.

Ne parlo oggi su Bresciaoggi. Franco Mattes è vivo e sta bene, in questi giorni sta allestendo una nuova mostra nella grande mela alla Postmasters Gallery: la sua era solo finzione artistica: anche questa volta lui e Eva Mattes, conosciuti sul web come http://www.0100101110101101.org (che sta in codice binario per la lettera K), hanno «invitato a pensare» a modo loro. Sovvertendo in modo provocatorio, non banale, diretto e scioccante l’utilizzo dei nuovi media, ovvero inscenando una impiccagione.

Qui il video, bannato da Youtube, attualmente su Vimeo (che tuttavia non si fa embeddare): No Fun – Eva and Franco Mattes from Franco Mattes on Vimeo.

Ne parla oggi anche il blog “Lega Nerd”, con un taglio critico che non è mancato online nemmeno tra i net artist e critica la performance chiedendosi: “Perchè cacchio la mia land in second life, i miei mega script in irc i miei grassi e grossi virus (ahh windozz) sono da sfigati e screenshot di avatar, bot irc e altri virus sono opere d’arte! BOH! Più rispetto per il nerd senza ganci artisitici!”

Personalmente ho avuto modo, nel mio articolo, di rilanciare un tema di libertà che mi sta a cuore: “I messaggi forti in Internet passano e si diffondono a prescindere dal benestare o meno dei grandi protagonisti del web alla guida dei social network. Un vanto che rilancia in qualche modo la natura incontrollabile e sostanzialmente anarchica di una piattaforma che è prima di tutto collaborazione ed empatia, e tende a ordinarsi e organizzarsi da sè”.

Le loro performance fanno sempre discutere: da quando clonarono il sito del Vaticano su vatican.org (copiando gran parte e sostituendo alcuni pezzi con stralci di canzoni degli 883 ed altre genialate), a quando nel centro storico di Brescia fecero un blitz notturno pubblicando una segnaletica surreale per lanciare messaggi alla città.

Curioso che di questa performance (del 2005) io non abbia trovato alcun testimone che se ne ricordasse. Nemmeno un articolo sul giornale (effettivamente mi è stato confermato dai diretti interessati, via mail da New York, che non ci fu conferenza stampa di presentazione), nemmeno uno che ricordasse “qualcosa di simile” (quindi se qualcuno vuole raccontarmelo mi contatti). Forse a quell’ora i bresciani stavano lavorando e non avevano tempo per le trovate di due artisti pazzi, che nella loro carriera hanno cambiato almeno 15 pseudonimi.

Eva e Franco Mattes sono su Facebook: qui

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