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Dylan dog, il fascino (anabolizzato) anche al cinema

Atmosfera fumettistica azzeccata, dialoghi minimal, ambiente degno di un tributo al celebre protagonista degli album di Sergio Bonelli editore. Unica nota di demerito (non indifferente) la scelta del protagonista, un palestratissimo Dylan americanizzato che poco rende giustizia al fascino misterioso dell’originale su carta.

La storia propone il consueto schema delle avventure di Dylan Dog, la cui particolarità affascinante sta da sempre, secondo me, nella capacità di esplorare il mondo esterno come se fosse una enorme proiezione esterna delle paure interne dell’uomo. Umani, licantropi, zombie, vampiri non sono che le sfaccettature di personalità complesse e impercettibili. La storia fa apprezzare come sempre il clima da “solo contro tutti” che fa apparire ogni episodio del celebre fumetto come la proiezione di un intenso viaggio interiore attraverso l’uscita da se stessi in cui forte è la raffigurazione dello spettatore nel protagonista.

Brescia, l’aspirante città universitaria che chiude i locali alle 22. (Dopo il carosello tutti a nanna)

Le ordinanze antighetto non piacciono proprio a nessuno. Ecco un passaggio del discorso del rappresentante degli studenti Andrea Curcio durante l’inaugurazione dell’anno accademico dell’altro giorno (nel video trovate questo passaggio al minuto 9′ 30″)

L’Università di Brescia ha le potenzialità per guidare un serio cambiamento, ma in questo cambiamento deve necessariamente essere accompagnato dalla città e dalla cittadinanza. Quindi, ben venga il progetto di un campus universitario nel centro storico, ma che questo non rimanga chiuso in se stesso. Che l’università si apra alla città e che la città si apra all’università. Per lo stesso motivo bisogna dare la possibilità agli studenti di poter vivere la propria città. E’ quindi controproducente far chiudere i locali di aggregazione della zona universitaria di San Faustino entro le dieci di sera, adducendo pretestuose motivazioni di ordine pubblico. Come studenti universitari chiediamo una città a misura di giovani.

In questi mesi si è detto che la capacità del vicesindaco Fabio Rolfi è quella di ascoltare le istanze della città. Beh, questo sms degli studenti universitari mi sembra abbastanza chiaro. Speriamo sia in ascolto.

A Brescia è scoppiata la “guerra del putrido”

Nei giorni scorsi su Bresciaoggi con Thomas Bendinelli ho fatto una ricerca per verificare la situazione in città in seguito alla cosiddetta “ordinanza antighetto” (qui il PDF della pagina). Lo spunto mi era arrivato da un allarmistico pezzo di Bresciapoint.it dal titolo “Niente spuntini notturni a Brescia: il “putrido” chiude“. UN PEZZO CHE RIPORTA COSE NON VERE. La realtà, come spesso accade a Brescia, non è così drastica, ma forse anche peggiore.

L’ordinanza antighetto, per chi ancora non lo sapesse, impone in due zone della città la chiusura degli esercizi commerciali e artigianali con aree commerciali alle 22, la pena è una multa da 450 euro. Annunciata in agosto, è stata realizzata il 7 dicembre scorso, e divulgata ufficialmente il 13 dicembre in conferenza stampa).

Andando PERSONALMENTE a verificare le affermazioni fatte in quell’articolo ho potuto constatare che la situazione è assai diversa da quella descritta.

- PRIMA COSA NON VERA
il titolo dice

il putrido chiude

e nel pezzo invece si legge

Praticamente è stato come obbligarli a chiudere, visto che buona parte delle vendite vengono effettuate tra la mezzanotte e le prime ore del mattino. Anzi, uno dei 3 negozi ha già chiuso

A parte lo stile da chiacchierata al bar (praticamente è stato come, anzi no hanno chiuso..): sono stato in via Vallecamonica (più precisamente Via Valsaviore, poi capirete il perchè) lunedì scorso (27 gennaio, tre giorni dopo l’articolo di Bresciapoint del 24 gennaio) e le tre fornerie dell’area erano ancora tutte aperte anche dopo le 22. Ho parlato personalmente con i tre proprietari. Per ora la reazione è stata passiva. Le due fornerie interessate dall’ordinanza si rifiutano di pagare le multe (tra un attimo capirete perchè 2 e non 3). Attendono la scadenza dell’ordinanza (30 giugno di quest’anno) per vedere come andrà a finire. Ma nessuno ha intenzione di chiudere. Tutt’altro. A me i proprietari sono anzi sembrati assai agguerriti.

- SECONDA COSA NON VERA
si legge nel pezzo:

i 3 negozi sono stati costretti ad abbassare anche loro le serrande alle ore 22:00.

Innanzitutto NESSUN PUTRIDO ha MAI chiuso alle 22 in via Vallecamonica (questo lo dico anche perchè una notizia falsa letta dalla gente può indurre a non andare in un posto che invece è APERTO. Inoltre questa affermazione oltre a non essere vera denota anche una certa ignoranza dei fatti. E’ vero che in via Valcamonica – via Valsaviore sono presenti 3 fornerie, ma solo 2 sono comprese nell’ordinanza. Come è possibile? Riporto in corsivo la mia ricostruzione dei fatti (il pdf con l’articolo è alla fine di questo post): l’ordinanza del 7 dicembre scorso riporta nel titolo «misure relative ad attività economiche del complesso commerciale S11 di via Valsaviore – via Valcamonica», ma scorrendo il testo si legge che «il presente provvedimento si applica a tutela dell’area comunale all’interno del complesso commerciale S11 di via Valsaviore e ha validità sperimentale fino al 30 giugno 2011, con possibilità di proroga». Di fatto quindi è esclusa via Valcamonica (citata nel titolo ma non tra le disposizioni), e con essa una terza forneria (cut) in altre parole: le due attività del complesso «a U» che hanno numero civico in via Valsaviore devono obbligatoriamente chiudere alle 22, il loro dirimpettaio, al 29 di via Valcamonica no.

Aggiungo, a puro titolo informativo, che le due fornerie interessate sono di proprietà di pakistani, la terza (Frank) di un italiano. Casualità? Ognuno su questo fatto tragga le conclusioni che vuole. Come del resto fanno i diretti interessati nell’articolo pubblicato il 31 gennaio da Bresciaoggi.

Il problema quindi rimane. A Brescia da oltre un mese è attiva un’ordinanza che impone la chiusura dei negozi in due zone della città (il quartiere Carmine e il complesso commerciale di via Valsaviore) alle 22. Se per le attività diurne cambia poco, l’ordinanza diventa invece una sorta di condanna a morte per chi di fatto non fa un euro di fatturato prima delle 23 o di mezzanotte. Al Carmine si ha notizia di una sola multa data (ad un fruttivendolo!) in via Valsaviore i titolari delle due fornerie colpite parlano rispettivamente di 5 e 9 multe.

Curioso infine che in una recente lettera al Giornale di Brescia il vicesindaco Fabio Rolfi parli di:

una certa complicità con situazioni anche più gravi come lo spaccio di stupefacenti

una accusa grave ma poco circostanziata, che di fatto getta fango non tanto su kebabbari, pizzetari o fornai, ma su circa 40 commercianti delle due zone. Se poi invece questa frase è riferita nello specifico a via Valsaviore ed ai proprietari dei “putridi” viene da chiedersi perchè se c’è una relazione diretta tra il disordine e chi gestisce i locali, la proprietà di una delle due fornerie sia titolare anche di una attività identica, a Sant’Eufemia. Zona più ordinata e fuori dall’ordinanza, dove evidentemente i commercianti come per incanto diventano più buoni, come a natale. Ma evidentemente non era a loro che ci si riferiva.

Del caso si è occupato, con il suo solito stile canzonatorio anche il blog di sarcasmo politico Murodicani.

QUI potete scaricare il PDF della pagina di Bresciaoggi dedicata all’argomento

Capodanno a Brescia e dintorni? Ecco le idee discotecare…

Quest’anno ho già risolto il problema, me ne vado a Marsiglia. Chi invece resterà in città o nei dintorni e non vorrà farsi mancare la seratona in discoteca avrà solo l’imbarazzo della scelta. Ecco alcune idee by Lorenzo Tiezzi comunicazione

Qui altre proposte recensite da Bresciaoggi.it.

Capodanni 2011 a Brescia e zone vicine by Ltc: Circus, Fura, Sergio Mauri @ Campiglio, Mirkolino @ Nikita Grumello (Bg), Bobadilla (Bg), Hangar Orio (Bg)… etc

1) Sergio Mauri top dj producer Madonna di Campiglio (Zangola)
Alla Zangola di Madonna di Campiglio, la meta di montagna più amata dai bresciani, suona Sergio Mauri, che con la sua easy house scatenata è in grado di far muovere chiunque. I Feel In The Air”, il suo nuovo singolo è contenuto in Los Cuarenta Winter 20011, una compilation davvero importante ed è al top delle chart italiane e non. Mauri è uno dei dj producer italiani in maggiore ascesa in ambito fashion. Sergio Mauri è sempre simpatico, sempre sorridente. E dietro al mixer propone una easy house piena di energia, proprio quello che ci vuole per dare una bella carica ai club più chic.

2) Mirkolino (vocalist di livello nazionale) @ Grumello, Bg (Nikita)
Sempre fuori provincia (ma di poco e infatti il locale è amatissimo dai bresciani), il capodanno del Nikita di Grumello (Bg). Qui arriva uno dei più bravi vocalist d’Italia, Mirkolino. Dalla riviera Romagnola al Veneto, dalla Toscana al sud, fa ballare il Bepaese con costanza. Una fisionomia senza età, al contrario di quanto sembrerebbe non ha più 20 anni dunque ha maturato una certa esperienza sul campo. Sul suo Facebook fa una sorta di reality in cui non racconta solo le sue serate ma anche le sue passioni e quello che gli passa per la testa. Dall’interesse per la musica di Jamiroquai o altre rock band, oppure punti di vista su fiere, eventi, tutto quello che gli può accadere in una giornata tradizionale o fuori dagli schemi… E sempre in zona, però a Dalmine, per l’ultimo dell’anno due top club come il Bobadilla e lo Studio 54 hanno puntato ad un abbinamento vincente. La serata inizia alle 20 con il Gran Cenone, dalle 23.30 si aprono le danze… che durano fino all’alba. Si comincia con la Live Performance dei FUNK UP HILL, che proporranno soprattutto musica anni ’80, e si prosegue con i I grandi successi selezionati dai dj del club.

3) Paperon de Paperoni night per capodanno @ Fura Lonato Bs
Al Fura di Lonato, locale che ha appena compiuto 15 anni, ci si fa in due per i accontentare i propri clienti. Così, grazie all’esperienza del resident Denis M e all’energia dell’art director Christian Luzzardi, si passa in una sola notte dalla house più happy e divertente alla musica italiana… Al mixer c’è Nicola Zilioli, alla voce Fede Samba. C’è anche il rischio di vincere 1.000 euro e diventare, almeno per una notte, Paperon de Paperoni…

4) Circus Beat Club Brescia New year’s eve con Jacopo & Space
Dopo qualche giorno di chiusura per problemi tecnici, è riaperto alla grande il Circus di Brescia che propone scatenate performance in consolle con dj e voci storiche idi questo club, ovvero Jacopo & Space. L’ingresso ha un prezzo molto ragionevole (25-30 euro). Ai quattro angoli del locale, dominano lampadari turchesi realizzati da artigiani di Murano che sono vere opere d’arte applicata. I lampadari sono rinchiusi in teche in cristallo e fanno da contraltare a tende di luce che illuminano in locale. L’impianto audio è stato rinnovato e anche quest’anno non mancheranno videoproiezioni e video show.

5) Studio 54 night per capodanno al Bobadilla di Dalmine Bg
Al Bobadilla di Dalmine Bg, il tema del capodanno è Studio 54. Visto l’arredamento retrò del club, senz’altro è un abbinamento vincente quello tra Bobadilla e Studio 54. Il club di Dalmine, infatti, ha quasi 40 anni di storia… ed è anche uno spazio in cui la cucina è curatissima, uno vero dinner & dance. Ma veniamo al programma della serata, che inizia alle 20 e finisce all’alba, alle 6. Si comincia con la Live Performance dei FUNK UP HILL, che proporranno soprattutto musica anni ’80, e si prosegue con i I grandi successi selezionati dai dj del club.

6) Dandy Mantova presenta Capodanno con l’Artista (Daniele Carta Mantiglia)
Per chi vuole passare un Capodanno 2011 in maniera diversa, magari divertendosi ma non con i ritmi sincopati della dance, al Dandy di Mantova si esibisce un artista talentuoso e di gran carisma come Daniele Carta Mantiglia. Protagonista dell’opera popolare “Giulietta e Romeo” di Riccardo Cocciante e Pasquale Panella, si è fatto notare anche come John Darling nel Musical Peter Pan.

7) Capodanno easy @ Hangar 73 Orio al Serio (Bg)
Si cena a prezzi modici (il che non compromette la qualità) oppure si mangia la pizza. Poi si ascolta una cover band infine ci si scatena in pista con la musica a 360 gradi di Dj Batman. Il programma dell’Hangar 73 è questo ed è davvero piacevole. Ingresso libero con cons. facoltativa riservato ai soci Aics: il costo della tessera è 5 euro e dà diritto all’ingresso e ad una consumazione. Chi ha già la tessera entra gratis per tutto l’anno.

8) Cristian Marchi dj set @ Gran Teatro Le Fontane (Catanzaro) http://www.parcolefontane.it
Fuori dal mondo dei locali non è ancora conosciuto quanto dovrebbe. Ovvero, se chi gestisce un locale in Italia vuol essere sicuro di ‘fare il pieno’ e sente i suoi pr… il nome di Cristian Marchi viene fuori. Sempre. Il problema è che Marchi non può suonare dappertutto, altrimenti i problemi delle discoteche italiane sarebbero presto dimenticati… Ovviamente è una battuta, ma sono pochi i dj che a fine set firmano autografi come popstar. Lui lo fa e non è ancora un mito come Sinclar o Guetta. Ma la strada, forse, è proprio quella. Il suo sound easy e melodico lo mette insieme ad una tecnica sopraffina. Cristian Marchi è in console da 20 anni, produce dischi da 10 ed ha pure l’aspetto di un atleta, il che non guasta. Ma la sostanza è la musica, sono hit come Love sex american Express oppure Let it Rain oppure ancora il suo remix di In The music dei Deep Swing. Il sound ‘alla Cristian Marchi’, melodico e saltellante, è imitatissimo in Italia e non solo.

Io sto con l’Art club

Viviamo in un curioso paese, in cui se le cose vengono fatte come si deve la gente si lamenta e i giornalisti gli danno pure corda.

Mi riferisco a quanto letto su Bsnews.it a proposito della riapertura dell’Art di mercoledì sera. Torno sull’argomento visto che sulla mia pagina pubblica di Facebook avevo pubblicato le immagini anteprima del locale.

Premesso che dal pezzo di Bsnews.it non si capisce una cosa fondamentale: che il locale di fatto è stato riempito con le prenotazioni e i tavoli e che quindi come dice anche Daniele Bonetti sul suo blog le porte potevano anche non essere aperte per tutti gli altri, visto che i locali hanno limiti sull’omologabilità (che non sono seghe ma precise disposizioni che tutelano la gente dai rischi… ricordate Duisburg o ve ne siete già dimenticati???).

Non ci sono dubbi quindi su chi abbia ragione. Anche perchè la polemica è così sentita che a fronte delle centinaia di persone in coda ci sono ben 13 persone che hanno sottoscritto il gruppo NO ART su Facebook – alla faccia! – (ma fa niente, la parola facebook ormai serve per avvalorare qualsiasi infondatezza). Del resto non c’è da stupirsi, visto che Bsnews.it su Facebook possiede un profilo irregolare che va contro la netiquette del social network, in ben due versioni.

San Faustino by night

Per arrivare alla gru del metrobus dove da dieci giorni stanno asserragliati i clandestini bisogna prendere via San Faustino. Quella della fiera. Quella che un mio amico di destra diceva di non voler vedere nemmeno in cartolina perchè troppo straniera per uno come lui. Ed invece, in mezzo a loro, ci andò ad abitare.

Si fila dritti fino in fondo e sembra di stare alla notte bianca, c’è gente che si muove, che sta ferma e guarda il cordone di polizia. Sembra di stare alla notte bianca, come qualche settimana fa. Ma la notte è nera. Dopo gli scontri c’è ancora l’odore della paura nell’aria. Meno di quarantotto ore fa la polizia ha caricato, ha fatto arretrare il presidio. Perchè? Per cosa? Ora la gente sta cento metri indietro, ma continua a guardare naso all’insù quei sei disperati che minacciano di buttarsi se non avranno garantita l’incolumità. Un lavoro. Un foglio di carta che dice che esisti. Nemmeno loro sanno in che ordine stanno oggi il loro progetti.

Non c’è nessuna differenza tra quelli che stanno di là e di qua dal cordone. Recitano un ruolo, obbediscono agli ordini, stanno a teatro. E quando vanno allo scontro, armati o disarmati che siano: hanno paura. Sono uomini. Hanno potere. Vogliono potere. Sono donne. Vogliono potere sugli uomini. Avranno potere.

Viviamo in una città in guerra. C’è una pistola puntata che nessuno sembra vedere e forse non saranno loro a morire. Forse sarò io, perchè non si sa mai da che parte sta la vittima. Come Giuliani, come Raciti. Uno di qua e uno di là. Forse moriranno quelli che verranno dopo. Forse ci diranno che la guerra è risolta, ma continueremo a viverla mentre berrermo un caffè fianco a fianco con un uomo che non è nato a Brescia.

La democrazia non è una formuletta. E’ una cosa che si sperimenta giorno per giorno. E noi viviamo la notte della nostra libertà. Glielo ha detto, il mio amico Enzo, che le cose stanno così. Che giù di là la vita è compromessa. Che quando tutto finirà l’odio continuerà a serpeggiare. Fino a quando non impareremo a guardare l’orizzonte oltre il dito.

ART CLUB, inizia il coutdown: il 1° dicembre via alle danze

Ieri Daniele Bonetti è stato all’interno del nuovo art. Oggi su Bresciaoggi vi raccontiamo tutto quello che c’è da sapere. La nuovissima discoteca di Madame Sisì aprirà il prossimo 1° dicembre.
Sulla mia pagina pubblica di Facebook l’anteprima fotografica della discoteca dove balleremo quest’inverno.

Una mattina d’autunno (riflessioni sul giallo di Ponte Crotte)

Ieri mattina avevo il turno di cronaca nera. Un passaggio per me abbastanza inusuale, anche se sempre affascinante e ricco di impegno. Mi è toccato il giallo di Ponte Crotte: una donna, probabilmente dell’Est, trovata morta nel Mella.

Ora, su Bresciaoggi.it trovate il mio pezzo. Qui volevo solo aggiungere una mia riflessione. C’è una cosa che mi ha colpito nella storia di questa donna semisconosciuta, probabilmente una badante ucraina, che una mattina esce di casa e non vi fa più ritorno. E’ la totale – o quasi – assenza di una storia intorno ad un’esistenza. Non c’è un bar sotto casa a cui chiedere qualcosa di lei, non c’è l’amico d’infanzia e soprattutto non ci sono gli immancabili “sentito dire” de quartiere.

Tanti di noi, ancor più se immigrati, popolano queste città in un semianonimato rotto solo dai documenti in tasca. In assenza di quelli sono nessuno. E’ il lato delle convivenze che mi fa paura: l’anonimato, diverso dal camaleontismo. Aspiriamo in tante forme all’immortalità, ma spesso non abbiamo storie che altri possano raccontare per noi nel presente. Viviamo di testimonianze rare e nascoste, e tutto questo genera insicurezza, distanza (pur in quartieri vivi ed affollati), diffidenza. Esistenze nel passato, senza un presente, senza condivisione.

Al punto che se ci pensi, per questa umanità sotto il minimo vitale, in questi individui senza socialità diffusa, ti sembra di trovare quell’unico approdo possibile, in una mattina d’autunno.

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