Category Archives: europa league

Arma Football Chat. Chelsea campione. Scommessa vinta #Uefa #EL #CHL

Chelsea campione

All’indomani dell’eliminazione di tutte le squadre inglesi dalla Champion’s League (l’ultima in ordine di tempo è stato il Manchester United negli ottavi) avevo scritto su questo blog:

Scommetto che a fine stagione, nonostante il crollo in Champion’s, l’Inghilterra (zero squadre in Champion’s ma tre in Europa League, ovvero Chelsea, Tottenham e Newcastle) otterrà un punteggio europeo per il ranking Uefa superiore a quello dell’Italia (Juve in Champion’s e Lazio in Europa league).

Questa sera alla luce della vittoria del Chelsea in Europa League il risultato finale vede l’Inghilterra a 16.428 (un risultato migliore a quello dello scorso anno, terzo migliore negli ultimi 5 che contano per la graduatoria) contro il 14.416 dell’Italia.

Uno score che conferma che il problema dell’Italia sta sempre nel valore medio delle proprie squadre che è inferiore rispetto al valore medio delle squadre meglio piazzate in classifica (e che si evince soprattutto dai risultati in Europa League).

Premi di consolazione: Kozák capocannoniere di Europa League #Uefa #EL

Libor KozakPremio di consolazione per la Lazion:

Libor Kozák è il primo calciatore ceco a vincere la classifica cannonieri di Coppa UEFA/UEFA Europa League, nonostante l’eliminazione dell’S.S. Lazio nei quarti di finale.

Il verdetto è arrivato stasera dopo che Cardozo del Benfica ha segnato un solo gol in finale piazzandosi al secondo posto con 7 reti (come Cavani del Napoli).

Unica differenza: dal momento che Chelsea e Benfica avevano entrambe disputato la fase a gironi di UEFA Champions League, Cardozo (sette gol) e Torres (sei) hanno collezionato il loro bottino di reti in un minor numero di gare, nove..

Fair play Uefa, Italia 25esima in classifica. Niente posto aggiuntivo in #europaleague

Logo Fair play Uefa

Risultato deludente per le nostre squadre nella classifica del Fair play solo 25esimo posto. Peggiorata ulteriormente la performance dello scorso anno quando arrivammo 23esimi.

Le valutazioni sul Fair Play vengono stilate dai delegati UEFA tenendo conto di criteri come atteggiamento positivo sul campo, rispetto per avversari e ufficiali di gara, comportamento di tifosi e dirigenti, ammonizioni ed espulsioni.

Ad aggiudicarsi i posti aggiuntivi nei preliminari di Europa league saranno le nazioni scandinave: Svezia, Norvegia e Finlandia.

Un fatto non casuale, lo scorso anno il podio fu: Norvegia, Finlandia, Olanda.

Bonus Respect Fair Play per Svezia, Norvegia e Finlandia – UEFA.com.

Qui la classifica completa.

Ranking Uefa e coppe europee. Le inglesi vanno male. Siete proprio sicuri?

Scommetto che a fine stagione, nonostante il crollo in Champion’s, l’Inghilterra (zero squadre in Champion’s ma tre in Europa League, ovvero Chelsea, Tottenham e Newcastle) otterrà un punteggio europeo per il ranking Uefa superiore a quello dell’Italia (Juve in Champion’s e Lazio in Europa league).

Al momento siamo 14.571 per loro contro i 14.250 nostri.

Altro che crisi del calcio inglese.

La squadra dell’anno – #uefa

Simpatica iniziativa di uefa.com che fa scegliere la squadra dell’anno.
Ecco le mie preferenze:
4-4-2: Buffon – Lahm, Hummels, Thiago Silva, Ashley Cole – Reus, Pirlo, Iniesta, Silva – Huntelaar, Messi

Qui potete votare anche voi

Ranking Uefa: supremazia spagnola, ascesa tedesca, declino italiano – #calcio #football

L’eliminazione di Real e Barcellona ha fatto passare in secondo piano il fatto che con uno score di 20.571 punti la Spagna quest’anno ha fatto segnare la miglior prestazione nazionale di sempre a livello europeo. Stando così le cose, in virtù del meccanismo dell’eliminazione dei risultati più vecchi di 5 anni, l’anno prossimo potrebbe tornare in vetta alla graduatoria scavalcando l’Inghilterra.

La Spagna aveva perso il primato nel 2007/2008 quando Real e Barcellona uscirono negli ottavi e il Valencia nei quarti mentre le inglesi piazzarono tre squadre in semifinale cedendo però la coppa al Milan (che si prese la rivincita sul Liverpool). Anche in quel caso il Barça fu eliminato da una inglese (il Liverpool) e il Real dal Bayern.

La finale tra Bayern e Chelsea che attribuirà il prossimo 20 maggio la Chiampion’s League 2012 sarà anche uno spareggio per stabilire quale nazione si piazza al secondo posto. Al momento l’Inghilterra è in vantaggio sulla Germania di pochissimo: 15.125 punti contro 15.083.

Una vittoria del Bayern sancirebbe per la seconda volta negli ultimi tre anni uno score migliore a favore dei tedeschi rispetto agli inglesi. Una tendenza che sembra indicare una raggiunta superiorità del livello medio in Bundesliga rispetto alla Premier league, visto anche che negli ultimi 10 anni la supremazia teutonica si era verificata solo nel 2001-2002.

Per l’Italia un altro anno deficitario che ha confermato il reale valore delle nostre squadre a livello europeo. Il ranking complessivo finale è stato di 11.375 punti. Se si esclude l’anno dell’Inter campione d’Europa le squadre italiane in 5 occasioni su 6 degli ultimi anni hanno totalizzato uno score compreso tra i 10.250 e 11.571 punti.

Conserviamo il terzo posto in classifica, ma visti gli ultimi risultati rischiamo di cederlo entro due anni al Portogallo. A livello generale abbiamo raccolto il sesto score (meglio di noi Spagna, Inghilterra, Germania, Olanda e Portogallo): mai avevamo avuto cinque paesi davanti per prestazioni. Andando a ritroso negli ultimi anni siamo arrivati quinti, quarti, quinti e quinti alla pari con la Scozia (nel 2007/2008). Anche nel 2003/2004 (quando raccogliemmo solo 8.875 punti realizzando la peggior prestazione in termini di score degli ultimi vent’anni) meglio di noi fecero solo quattro nazioni (e non cinque come quest’anno): nell’ordine Spagna, Francia, Inghilterra e Portogallo.

Il #calcio iberico vince. Ma non è un modello economico da imitare – #champions #europaleague

I quarti di finale sono un momento interessante per fare un bilancio dell’annata calcistica a livello europeo.

La qualificazione dello Sporting Lisbona in Europa League e l’eliminazione del Lione in Champion’s League sono stati i due passaggi chiave che hanno sancito il sorpasso del Portogallo ai danni della Francia al quinto posto del ranking.

L’eliminazione del Lione stupisce anche perché fino a questo punto stando alle statistiche Opta pubblicate online da whoscored.com si trattava della quinta squadra per rendimento (si veda il rating della tabella sotto) dopo le due corazzate spagnole, il Chelsea e il Bayern.

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Il Portogallo aggiunge un’altra squadra al Benfica (sfiderà il Chelsea nei quarti di Champion’s) e si colloca al terzo posto per squadre qualificate dopo la Spagna con 5 e la Germania con 2. E’ la conferma di una tendenza iniziata lo scorso anno quando con 18.800 di score i lusitani furono i migliori in assoluto della stagione 2010-2011 (ben 3 semifinaliste di Europa League).

Interessante vedere soprattutto l’andamento degli ultimi due anni, con il Portogallo al terzo posto assoluto dopo le grandi scuole d’Europa. E l’Italia miseramente sesta.

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La Spagna si conferma al top con 5 squadre, e con 16 punti è quella che ha raccolto più di tutti quest’anno. Il dubbio nasce se si pensa alla condizione economica dei club (che già ha portato allo sciopero di inizio anno), perché all’entusiasmo del momento potrebbe seguire una disillusione causata da un sistema economicamente non più sostenibile. A partire proprio da Real e Barcellona che sono le osservate speciali numero uno del fair play finanziario.

Si conferma la Germania che con 3 squadre nei quarti conferma la crescita del movimento, ed è oggettivamente candidata a vincere entrambe le manifestazioni europee (il Bayern ha la finale in casa, lo Shalke04 ha tutte le carte in regola in Europa League). E piace anche la crescita dell’Olanda che porta nei quarti l’AZ Alkmaar capolista della Eredivisie. Una squadra che a Udine ha dimostrato tutto il suo valore, soprattutto tattico, visti i 75′ in 10.

A differenza del calcio iberico quello centroeuropeo rappresentato da Germania e Olanda è basato su presupposti assai diversi e la sua sostenibilità economica (bilanci in ordine, pochi investimenti nel mercato, molti nel settore giovanile, alta partecipazione del pubblico non solo agli eventi) nel lungo periodo secondo me sarà determinante nei prossimi anni.

Infine una parola sull’Inghilterra. E’ presto secondo me per parlare di crisi. Di certo non è stata un’annata positiva. Ma è pur vero che se si valutano le prestazioni stagionali in campionato il City e lo United sono 2 delle 5 squadre che sempre stando ai dati Opta sono riuscite a far registrare un rating superiore al 7, mentre nelle prime 8 (considerati i 5 campionati principali) si piazza anche il Tottenham. Il risultato quindi mi sembra più legato ad una serie di concause fortuite e negative (l’altalenante City, lo scivolone dello United, l’eliminazione dell’Arsenal contro un avversario come il Milan contro cui si poteva anche perdere) che ad una reale involuzione o inversione di tendenza.

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Diverso il caso dell’Italia, legata ormai al solo Milan. Le debacle in Europa League sono ormai all’ordine del giorno, e se in Champion’s riusciamo ancora a difenderci coi denti, il livello medio delle nostre squadre continua ad essere inferiore al resto d’Europa. Sono combattuto sulle reali cause, perché non credo che il fattore tecnico-tattico c’entri al 100%. C’è sicuramente una componente motivazionale (rendiamo al massimo solo davanti a motivazioni massime) ed anche culturale (basti vedere il pubblico scarso allo stadio Friuli visto contro l’AZ) che ci porta a non considerare una manifestazione che ci sta mettendo ai margini dell’Europa che conta.

Ranking Uefa: entro due anni perderemo un altro posto in Champion’s – #calcio #italia

Se il buongiorno si vede dal mattino il calcio italiano si prepara all’ennesima stagione in cui verrà preso a schiaffi in Europa. Già due squadre su tre eliminate dall’Europa League, l’Udinese retrocessa, un bilancio assolutamente negativo e l’ennesimo dato preoccupante: secondo i dati del ranking Uefa le nostre squadre hanno riportato a livello Paese uno sconfortante 23esimo score (2,214 punti) a livello europeo.

Fare i nomi di certi paesi che hanno fatto meglio di noi potrebbe urtare la sensibilità di quelli che ragionano ancora come quando eravamo i più forti di tutti. Basti dire che dal quinto all’undicesimo posto TUTTI hanno fatto meglio di noi in termini di punteggio (si tratta di Francia, Portogallo, Russia, Ucraina, Olanda, Grecia e Turchia). Ed ora il livello degli avversari è destinato ad alzarsi (il nostro… il Napoli al posto di Roma e Udinese? …non lo so).

Solitamente i preliminari costituiscono (per le 15 nazioni più forti d’Europa) il 23% del bottino finale di punteggio nel ranking. Significa che se non ci sarà una svolta (che significa giocoforza vincere almeno una Coppa quest’anno e fare così incetta di bonus) entro due anni il rendimento attuale ci porterà dritti al declassamento al sesto posto, con il rischio che già a fine anno la Francia (che nei preliminari ha raccolto il terzo score tra le prime quindici d’Europa dietro a Inghilterra e Austria) ci possa sopravanzare.

Non credo che le categorie della vergogna facciano parte dello sport. Si gioca, ci si confronta, c’è chi vince e c’è chi perde. Tuttavia bisogna farlo con coscienza dei propri e degli altrui mezzi.

Nessuno sembra essersi accorto ad esempio che nello Slovan Bratislava di ieri sera c’erano in campo ieri sera 6 nazionali (contando anche il ’92 Pauschek che è nell’under). Non significa pensare di giocare contro i migliori al mondo, ma almeno rispettare un avversario che è pur sempre campione in carica nel suo paese. Ed invece prima della sfida d’andata si leggeva di esperimenti tattici, prove tecniche e vaccate del genere, che ormai in Europa abbiamo in testa solo noi e che significano solo zero cultura, niente rispetto dell’avversario, supponenza a fiumi e fallimenti assicurati.

Certo, Palermo, Roma e Udinese hanno perso per motivi diversi, ma il dato comune resta imbarazzante.

L’Udinese in 180′ non ne ha avuto uno solo in cui si è trovato in vantaggio e le situazioni di parità sono state rare: 8′ all’andata, 16′ al ritorno. Questa è inferiorità psicologica prima ancora che tecnica contro una squadra che vive il momento più difficile della sua storia recente. Il rigore sbagliato da Di Natale dà solo l’esatta dimensione di una squadra che arriva lì e si sente tremare le gambe.

Il Palermo, infine, è la barzelletta di sè stesso. Ha preso 3 gol in 180′ dal Thun. A prescindere dal fattore campo: cosa vuoi pretendere da una squadra che ogni ora che passa prende un gol e nonostante questo ha l’approccio mentale di chi si sente palesemente superiore all’avversario?

In pochi mesi la situazione è peggiorata, prima si iniziava a parlare di questi temi negli ottavi di Champion’s, ora partiamo già dai preliminari di Europa League.

Nella bassa bresciana il mitico Ciarli Varisco diceva ai suoi giocatori dilettanti prima delle partite: “Noi non sappiamo giocare, se ci rendiamo conto di questo possiamo rendere al 200%”. Lui lo faceva con un linguaggio un po’ colorito (parole testuali: “Notef fom cagà, gom de rindis cont che fom cagà, se sa rendem cont zughem be, altrimenti le ciapom”), ma la sostanza è quella: fin che l’Italia non ripartirà da questa convinzione smettendola di appellarsi a stronzate tipo: la sfortuna, il caldo agostano, le preparazioni pesanti o… barzelletta delle barzellette “il poco interesse per l’Europa League” continueremo a crogiolarci in una supposta superiorità ampiamente smentita dai fatti, beffata dal campo, superata dagli eventi.

Se poi a tutto questo unissimo anche un po’ di cultura e conoscenza che vada oltre la formazione titolare di Barcellona, Real e Manchester United (questo accomuna tutti: addetti ai lavori, giornalisti e tifosi) certo non guasterebbe nell’approccio con certi avversari.

Ovviamente partono i processi. Ma il dramma non è il fatto che partano processi mediatici o commenti fuori luogo tra i tifosi: il problema è che a fare i processi sono le società al loro interno!! Vedi il caos Roma, società fantoccio in mano a una banca e a un sedicente zio ricco e il Palermo e le minacce di addio di Zamparini. Fa eccezione l’Udinese che di fatto è stato declassato a quello che è il suo livello e quindi semplicemente fa spallucce a testa bassa e torna nel suo in silenzio.

E dico quest’ultima cosa con grande convinzione. E – come cerco di fare sempre – con la forza dei numeri. L’Udinese non è squadra da Champion’s ma da Europa League perchè il nostro campionato in questo momento sta esprimendo un valore medio inferiore rispetto all’attuale posizione nella classifica europea. Siamo quarti nel ranking, dopo Inghilterra, Spagna e Germania ma prima di Francia, Portogallo e Russia (che ha appena perso un posto in Champion’s a favore dei lusitani), ma quest’anno per l’ultimo anno abbiamo usufruito dei posti riservati ai terzi classificati: confermando che quella non è la nostra posizione.

Attenzione ora ai rischi: lo scorso anno abbiamo perso 3 squadre su 4 in Europa League nei gironi, quest’anno ci presentiamo con 2. In Champion’s intanto il rischio di non portare il Napoli agli ottavi è rilevante (e attenzione perchè la mancata qualificazione significa non poter aggiungere 5 punti al punteggio finale, mentre ai 4 del non raggiungimento della fase a gironi abbiamo già dovuto rinunciare lo scorso anno con la Samp), l’ipotesi di trovarci alle spalle della Francia nel mese di giugno, e di Francia e Portogallo nel giugno 2013 non è così remota.

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