Category Archives: champion’s league

La #Juve è la squadra che finalizza di più le proprie azioni in #Champions – #finoallafine

E’ proprio il caso di dire, come fanno i tifosi durante ogni partita: fino alla fine (…dell’azione!).

Juventus v Copenhagen

La Juventus risulta essere infatti la squadra che finalizza di più le proprie azioni in Champion’s. Sono 22 i tiri in porta a partita dei bianconeri, 8 quelli in porta. Una percentuale del 36,4% che tuttavia la pone esattamente a metà del guado in quanto a pericolosità.

C’è un dato in particolare che emerge nello sviluppo del gioco offensivo dei bianconeri.

La Juventus è risultata essere anche la seconda squadra per sfruttamento dell’ampiezza (30 cross a partita, solo il Porto con 33 ha fatto meglio). Curiosamente risulta essere l’unica che gioca con il 3-5-2, in una Europa che privilegiando il 4-2-3-1 sembra non sfruttare le fasce come in passato.

Per loro caratteristica infatti gli esterni del 4-2-3-1 sono meno propensi a lasciare le sovrapposizioni agli esterni e tendono a giocare per linee centrali sfruttando quindi combinazioni nello stretto anzichè allargamenti alla ricerca del traversone dal fondo.

Arma Football Chat. Chelsea campione. Scommessa vinta #Uefa #EL #CHL

Chelsea campione

All’indomani dell’eliminazione di tutte le squadre inglesi dalla Champion’s League (l’ultima in ordine di tempo è stato il Manchester United negli ottavi) avevo scritto su questo blog:

Scommetto che a fine stagione, nonostante il crollo in Champion’s, l’Inghilterra (zero squadre in Champion’s ma tre in Europa League, ovvero Chelsea, Tottenham e Newcastle) otterrà un punteggio europeo per il ranking Uefa superiore a quello dell’Italia (Juve in Champion’s e Lazio in Europa league).

Questa sera alla luce della vittoria del Chelsea in Europa League il risultato finale vede l’Inghilterra a 16.428 (un risultato migliore a quello dello scorso anno, terzo migliore negli ultimi 5 che contano per la graduatoria) contro il 14.416 dell’Italia.

Uno score che conferma che il problema dell’Italia sta sempre nel valore medio delle proprie squadre che è inferiore rispetto al valore medio delle squadre meglio piazzate in classifica (e che si evince soprattutto dai risultati in Europa League).

Il segreto di Sir Alex Ferguson #thankyousiralex

Il segreto di Alex Ferguson era il Manchester United, il segreto del Manchester United, poi, è stato Alex Ferguson.

Assunto il 6 novembre 1986 Ferguson ha vinto la prima coppa dei Campioni il 26 maggio 1999. Significa che di 26 anni allo United ha passato il 50% del tempo inseguendo la Champion’s.

Quante società, quanti allenatori, quante tifoserie, saprebbero aspettare e lavorare così a lungo per un obiettivo?

Sir Alex, cinque appuntamenti con il destino – UEFA.com.

Bayern batte Pep 7-0… E ora? #champions

Pep Guardiola

Il Barcellona di Tito Vilanova è figlio del credo calcistico di Pep Guardiola.
Il Bayern Monaco di Jupp Heynckes ha spezzato l’alternanza perfetta “finale(2009)-semifinale(2010)-finale(2011)-semifinale(2012) di quel Barcellona, mettendo a nudo tutti i limiti della sua filosofia di gioco.
Jupp Heynckes lascerà il Bayern Monaco al termine della stagione.
Pep Guardiola sarà l’allenatore del Bayern Monaco dal primo luglio 2013.

Attenzione: potremmo trovarci al cospetto di un paradosso calcistico.
Il Bayern Monaco ha superato con i fatti la sua stessa programmazione futura?
Il Bayern Monaco ha superato il credo calcistico che avrebbe voluto sposare per ottenere finalmente un ruolo egemone nel calcio europeo?
Cosa frulla ora nella testa di Pep Guardiola?
Porterà il suo calcio “Tiki Taka”, che nelle semifinali ha incassato 7 reti tra andata e ritorno, o si convertirà al pragmatismo teutonico che al Camp Nou, a fronte di un 40% vs 60% di possesso palla, ha mostrato un conversion rate* del 33% vs 0% del Barca?

*il conversion rate è la capacità di una squadra di trasformare in rete le occasioni da gol (0/15 il Barca, 3/9 il Bayern)

Probabilmente, ed è l’idea che mi sono fatto io, Pep si troverà nuovamente a dover gestire un collettivo che funziona a meraviglia, in cui apportare qualche correttivo secondo le proprie idee. In fin dei conti ereditò da Frank Rijkaard un Barca da una semifinale ed una finale (vinta) di Champions in tre anni (2006-08).

Buon lavoro Pep.

Alberto

Lewandoski, record in semifinale: 4 gol mai visti! #champions

Quali sono i giocatori che hanno segnato 4 gol in una partita di Champion’s League? E in semifinale?
Quello di Lewandowski è o non è un record? Domande che in molti questa sera si sono posti.

Rispondiamo con una battuta: quattro gol in una partita di Champion’s li ha fatti anche Simone Inzaghi, quindi Lewandowski può dormire tranquillo: per la consacrazione ci vuole ben altro :)

Tuttavia…

Questa sera Robert Lewandowski è diventato il nono giocatore da quando la Champion’s League è stata aperta alle seconde classificate a segnare 4 gol in una sola gara. Si tratta del record assoluto in una semifinale.

Il primo fu Marco van Basten (Milan, Milan-IFK Göteborg 4-0, 25 novembre 1992) in 29 minuti. Gli altri giocatori di squadre italiane sono stati Simone Inzaghi (Lazio, Lazio-Olympique Marsiglia 5-1, 14 marzo 2000) in 54 minuti e Andrij Shevchenko (Milan, Fenerbahçe-Milan 0-4, 23 novembre 2005) in 60 minuti.

Gli altri sono stati: Ruud van Nistelrooy (Manchester United, Manchester United-Sparta Praga 4-1, 3 novembre 2004) in 76 minuti, Lionel Messi (Barcellona, Barcellona-Arsenal 4-1, 6 aprile 2010) in 67 minuti, primo giocatore a riuscirvi nella fase ad eliminazione diretta, Bafétimbi Gomis (Olympique Lione, Dinamo Zagabria-Olympique Lione 1-7, 7 dicembre 2011[35]) in 25 minuti e lo scorso anno Mario Gómez (Bayern Monaco, Bayern Monaco-Basilea 7-0, 13 marzo 2012) in 23 minuti, eguagliando il record precedente di Pršo;[8] secondo giocatore a riuscirvi nella fase ad eliminazione diretta dopo Messi.

Il record di velocità di realizzazione invece appartiene a Dado Pršo (Monaco, Monaco-Deportivo La Coruña 8-3, 5 novembre 2003) in 23 minuti, minor tempo trascorso per segnare una quaterna.

Ranking Uefa e coppe europee. Le inglesi vanno male. Siete proprio sicuri?

Scommetto che a fine stagione, nonostante il crollo in Champion’s, l’Inghilterra (zero squadre in Champion’s ma tre in Europa League, ovvero Chelsea, Tottenham e Newcastle) otterrà un punteggio europeo per il ranking Uefa superiore a quello dell’Italia (Juve in Champion’s e Lazio in Europa league).

Al momento siamo 14.571 per loro contro i 14.250 nostri.

Altro che crisi del calcio inglese.

Le 16 grandi d’Europa 7. Juventus #champions

La Juventus è in veloce risalita (25esimo posto nel ranking) a livello europeo. Doveva dimostrare con il girone di Champion’s di meritarsi un posto nel gotha europeo e ci sta riuscendo. La sfida è arrivare ai quarti di finale: due anni fa Agnelli disse che in base agli stipendi pagati la squadra doveva sempre stare tra le prime otto d’Europa, se riuscisse a passare un altro turno il suo obiettivo potrebbe dirsi raggiunto.

1. La tattica
3-5-2: Buffon – Barzagli, Bonucci, Chiellini – Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah – Vucinic, Giovinco. Se in campionato Conte ha utilizzato in due occasioni il 4-3-3 (contro il Siena nel finale e contro il Torino) in Champion’s il modulo base non è mai stato modificato. Ma non solo: gli undici giocatori della formazione tipo hanno giocato più del 90% dei minuti totali disputati dalla squadra. Rarissimi gli innesti. I turn over in Europa non esiste.

2. Il giocatore
Arturo Vidal è quello che ha ottenuto nelle sei gare disputate il rating Opta più alto con 8,1. Un centrocampista che ha già segnato 3 gol (capocannoniere della squadra con Quagliarella) e servito un assist. Fondamentale in un gruppo che qualche pecca in fatto di peso offensivo ce l’ha. Se Vucinic e Giovinco concludono 3,2 volte in media a partita lui si piazza subito dietro con 3 tiri. Il suo valore aggiunto sta nelle sue caratteristiche di giocatore universale: è anche quello che con 4,8 tackle a partita rappresenta il primo baluardo difensivo della squadra.

3. L’allenatore
Antonio Conte è al secondo anno alla guida della squadra e certamente si inserisce a pieno titolo all’interno del filone europeo degli allenatori “fatti in casa”. Le due tendenze dominanti (non solo per i successi di Guardiola) nei grandi club del resto sembrano essere quella di affidarsi ad un allenatore di grande esperienza e già vincente (Real, Psg, Bayern) oppure ad un giovane che conosca a memoria l’ambiente in cui lavora (Juve, Barcellona, Porto su tutte).

4. Il dato
21 tiri in porta a partita: la Juventus è la squadra che finalizza di più. A valorizzare questa propensione della squadra è un altro dato: il 10% dei tiri sono avvenuti dall’area piccola (solo il Man United con il 18% ha fatto meglio in questo senso). Un ottimo indice di penetrazione.

5. L’analisi
Con un rating Opta pari a 7.11 la Juventus è la seconda squadra per qualità di gioco espresso nel girone (il rating tiene conto della qualità del gioco unita alla propensione offensiva ed alla capacità di non subire, una sorta di indice sintetico delle prestazioni). Determinante ovviamente è soprattutto la capacità di concludere a rete. Consola il fatto che il rendimento della squadra sia stato progressivamente crescente. Dai tentennamenti di Londra passando per la lezione interna contro lo Shacktar e dalla distrazione con il Nordsjelland. Da lì in poi un monologo che attende ora banchi di prova più importanti per verificare realmente il valore assoluto di questo gruppo a livello europeo.

I dati sono presi dal sito whoscored.com

Le 16 grandi d’Europa 6. Porto – #champions

Piazzatosi al secondo posto dietro al Psg nel gruppo A il Porto è stato tra le migliori squadre del turno a gironi di Champion’s. Da sempre stranamente sottovalutato, il club lusitano in realtà è tra quelli che meglio si sono piazzati nelle competizioni europee ed al momento sono al settimo posto nel ranking Uefa.

1. La tattica
4-3-3: Helton – Danilo, Maicon, Otamendi, Sandro – Gonzalez, Defour, Moutinho – Rodriguez, Martinez, Varela. Tipico modulo portoghese di una squadra che non ha mai mutato atteggiamento tattico ed in campo vede un solo ballottaggio possibile, quello tra Defour e Fernando a centrocampo.

2. Il giocatore
Moutinho. Mediano dotato di buona tecnica individuale e capacità di inserirsi, con 82 palloni toccati in media a partita è il punto di riferimento della squadra. Ha segnato un gol e servito due assist nella sfida contro la Dinamo Zagabria vinta 3-0. Complessivamente ha ottenuto una valutazione Opta pari a 7,51 in media nelle 6 gare disputate, dovuta soprattutto alla capacità di servire compagni per il tiro (i suoi passaggi a cui è seguito il tiro di un compagno sono 3,5 a partita: solo Farfan, Pirlo e Xavi hanno fatto meglio). Insostituibile.

3. L’allenatore
Vitor Pereira è alla seconda stagione da allenatore del Porto dopo essere stato assistente di Villas Boas. Ha ottenuto subito un trionfo in campionato e vinto due Supercoppe del Portogallo. Classe 1968, ha l’opportunità di mettersi in mostra in una società ideale in cui lavorare.

4. Il dato
8,3 tiri subiti a partita. Il Porto è la squadra che si è difesa meglio nel girone di qualificazione. Agli avversari ha lasciato le briciole. Complessivamente sono 4 i gol subiti.

5. L’analisi
Tipica squadra portoghese: gioco corto, impostazione compatta, possesso palla spesso troppo orizzontale. Il Porto è risultato particolarmente efficace in fase difensiva risultando tra le prime 5 squadre per possesso palla e – come si è visto – quella che ha subito meno tiri contro. L’asse tecnico-tattico che sostiene la squadra si sviluppa su Maicon (8,3 lanci lunghi a partita) Moutinho (di cui si è detto alla voce giocatore) e Martinez (3 gol nelle gare del girone).

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