Archivi del mese: dicembre 2011

Un #blog “di classe” – #scuola #economia #lunardi

Nelle scorse settimane sono stato invitato da Oliviero Filippini e Flavia Bettoni, due professori dell’I.I.S. Lunardi a tenere una lezione in classe sull’economia bresciana. Sperimenteremo insieme la costruzione di una lezione interagendo per un mese intero con gli studenti di tre classi quarte, anche attraverso il blog.

Un’idea affascinate. Nel 1995, quando ero io rappresentante d’istituto dell’Itc Grazio Cossali di Orzinuovi una delle battaglie fatte fu per avere la connessione Internet a scuola (non un’aula ma un solo pc collegato, sono sempre stato minimalista nelle mie cose). A quel tempo mi rispondevano che “a scuola si viene per studiare, non per giocare al computer”. Tre anni dopo guadagnavo scrivendo sul web (di giorno, mentre di sera facevo il barista).

Con me ci sarà anche Giacomo Treccani, responsabile fino al 31 dicembre delle missioni imprenditoriali all’estero di Pro Brixia, l’azienda speciale della Camera di Commercio di Brescia, esperto di marketing con esperienze lavorative in realtà come Ferrero e Parmalat.

Nei prossimi giorni quindi pubblicherò ciclicamente dei post di risposta ad alcuni quesiti degli studenti. Il blog servirà per avviare un canale di comunicazione da qui al 20 gennaio prossimo. Ovviamente i ragazzi se lo riterranno opportuno potranno commentare o fare ulteriori richieste dopo le risposte (con la richiesta di essere il più liberi, diretti e meno formali possibile nel porre eventuali domande, proprio come farebbero su un qualsiasi blog scollegato dalla loro esperienza scolastica).

Nell’ambito del programma di Economia Politica i due docenti stanno cercando di connettere le informazioni provenienti dai manuali scolastici, spesso un po’ generiche e astratte, con quelle provenienti da altre fonti più legate alle attuali problematiche economiche e sociali.

In questo contesto ha preso corpo il Progetto “frammenti concreti di economia politica” che prevede 3 momenti di incontro sui temi attuali dell’economia e della finanza. Il primo di questi incontri si svolgerà appunto il 20 gennaio sul tema “Le imprese bresciane e l’economia internazionale”. In seguito vi saranno altri due incontri con esperti esterni: sul tema delle Banche e del debito sovrano l’uno, sull’esperienza della Banca Etica e delle Banche del Tempo l’altro.

I due insegnanti promotori hanno voluto condividere alcune considerazioni con me via mail:

Il pericolo di queste iniziative è spesso la distanza siderale fra le relazioni degli “esperti” e le competenze generali/capacità di ascolto/cultura specifica sull’argomento da parte del pubblico (ancor più se studenti), a cui si aggiungono spesso gli aspetti logistici e specifici di una comunicazione uno a molti. L’efficacia stessa delle iniziative è spesso compromessa dalla problematica sopra descritta, al di là delle buone intenzioni degli organizzatori.

Per cercare di avvicinare il pubblico ai relatori abbiamo iniziato da settembre ad approfondire nelle classi coinvolte i problemi attuali e concreti dell’economia internazionale, i “nuovi” soggetti emersi, la crisi di una visione del mondo legata a schemi in gran parte superati ed a stereotipi sempre meno rispondenti alla situazione effettiva dei rapporti internazionali.

Gli studenti ora sanno che la Land Rover e gran parte della siderurgia europea sono in realtà indiane; che la Cina sostiene il debito pubblico degli USA comprandone i titoli, ed esporta merci di qualità sempre più alta in occidente; e nel contempo “si sta comprando l’Africa”; che il Brasile è su livelli di crescita paragonabile a questi Paesi, ma, unico caso nella Globalizzazione Mondiale, sta riducendo le disuguaglianze sociali al proprio interno; e poi ci sono la Russia, il Sudafrica, la Turchia e altri Paesi ancora che stanno già oggi giocando un nuovo ruolo nell’economia mondiale.

Nel contempo Stati Uniti ed Europa rischiano il declino, forse inevitabile, se non il crollo rapido nelle condizioni di vita. Si tratta di trovare il proprio nuovo ruolo nell’economia internazionale, per esempio “esportando regole”, attraverso merci di alta qualità tecnologica ed ambientale, prodotte da una popolazione che gode di condizioni di welfare (questo è quanto fa la Germania).

L’alternativa è un patetico tentativo di fare una concorrenza basata sulla pura riduzioni di costi con Paesi ancora molto distanti da noi, ma che spesso hanno una forza lavoro qualificata ed una popolazione molto motivata alla crescita economica.

L’Italia, con l’enorme ipoteca del proprio debito pubblico e delle ragioni che l’hanno determinato, deve trovare la propria “mission” in questo scenario mondiale. Questa almeno la tesi di Federico Rampini, sui cui scritti si è in buona parte fondato questo lavoro di approfondimento.

Una analisi a grandi linee condivisibile, soprattutto nell’approdo al discorso sulla “concorrenza da non fare basandosi sulla pura riduzione dei costi”.

Nel frattempo ho ricevuto dagli studenti alcune domande che riguardano l’andamento dell’economia bresciana in relazione a questo scenario. Si vuole sapere, per esempio, di esportazioni e delocalizzazioni delle imprese bresciane, o ancora: quale preparazione è utile ai giovani tecnici di domani.

Nei prossimi giorni – supportato anche da opinioni e analisi statistiche del Centro studi dell’Associazione industriale bresciana e dagli spunti dell’ex presidente Apindustria, Flavio Pasotti – avvierò in forma sperimentale questo canale comunicativo.

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