Mumbai bye – #india #viaggi

Se Rio de Janeiro, che ho visto per la prima volta a fine maggio, è la città delle contraddizioni, Mumbai (la vecchia Bombay) è LA contraddizione.

Non riusciremo a capirci se non ridurremo la lingua a sette parole, diceva il vecchio Gibran, saggio libanese navigatore. Lo capisci quando l’uomo viene messo di fronte alla sua umanimalità. Come nelle strade di Mumbai, dove puoi essere comunista o capitalista, comunitario, libertario o identitario, agnostico o religioso, razzista e pure fascista e convinto della tua superiorità, dove puoi essere solo te stesso e tutto è possibile. Dove sei di fronte al nulla, nudo, ed alla sua crudezza, affamata. Dove l’individualità mitizza l’individualità calpestata.

Nulla è più disarmante del tutto è possibile. Distruttivo e rivoluzionario nel punto in cui il destino si incrocia con il libero arbitrio e l’opportunità con il niente.

Ti viene da ribellarti dicendo no, non siamo frutto della stessa umanità.
Sei libertario e ti aggrappi agli spiragli di un sistema che non c’è.
Sei capitalista e assaggi la contraddizione della pancia gonfia che ti limita i movimenti.
Sei umanitario e ti volti per riscoprire la tua essenza isolandoti dal resto, un razzista in preda ai tuoi pensieri di diversità.
Vorresti essere comunista per rifugiarti in un diritto di nascita, e già ti senti mancare lo spazio all’orizzonte.
E cos’altro di insensato puoi essere quando ti trovi di fronte la tua umanimalità che ha mani e piedi diversi dai tuoi?

Cosa dire di una città del caos dove anche essere il nulla è lecito. Dove i bambini rovistano pane tra i rifiuti. Piccoli imprenditori affamati della loro crescita rachitica. Dove nessuno ha colpa perchè vivere non è colpa e morire solo un effetto indotto dal risveglio.

Dove nessuno si rialza se nessuno tende una mano e nessuno resta in piedi se tutti restano somma, ma non prodotto, dei loro desideri.

Il cambiamento si può solo governare. Il riscatto è la moneta del prigioniero.

E’ sporca la città, tutto cercherà
Di condurre sino a te e io no.

(Manuel Agnelli)


(nel video le immagini del flash mob di domenica alla stazione di Mumbai)

Vedi amore, i viaggi con te
giocano ad inseguire orizzonti,
intrappolano emozioni senza parole:
lì nascono e dentro noi, morendo, vivono.

Vedi amore, i viaggi senza te
perchè solo abbiano un senso
che non sia la mia solitudine
sono aliti da regalare al mondo.

I viaggi con te
sono istantanee morenti
che di sangue, solo, vivono. (g.a.)

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Commenti

  • Emilia  On 28 dicembre 2011 at 11:55

    Mumbai, é una citta magica.. tante piazze da scoprire e siti archelogici da visitare..

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