Monthly Archives: agosto 2011

Ranking Uefa: entro due anni perderemo un altro posto in Champion’s – #calcio #italia

Se il buongiorno si vede dal mattino il calcio italiano si prepara all’ennesima stagione in cui verrà preso a schiaffi in Europa. Già due squadre su tre eliminate dall’Europa League, l’Udinese retrocessa, un bilancio assolutamente negativo e l’ennesimo dato preoccupante: secondo i dati del ranking Uefa le nostre squadre hanno riportato a livello Paese uno sconfortante 23esimo score (2,214 punti) a livello europeo.

Fare i nomi di certi paesi che hanno fatto meglio di noi potrebbe urtare la sensibilità di quelli che ragionano ancora come quando eravamo i più forti di tutti. Basti dire che dal quinto all’undicesimo posto TUTTI hanno fatto meglio di noi in termini di punteggio (si tratta di Francia, Portogallo, Russia, Ucraina, Olanda, Grecia e Turchia). Ed ora il livello degli avversari è destinato ad alzarsi (il nostro… il Napoli al posto di Roma e Udinese? …non lo so).

Solitamente i preliminari costituiscono (per le 15 nazioni più forti d’Europa) il 23% del bottino finale di punteggio nel ranking. Significa che se non ci sarà una svolta (che significa giocoforza vincere almeno una Coppa quest’anno e fare così incetta di bonus) entro due anni il rendimento attuale ci porterà dritti al declassamento al sesto posto, con il rischio che già a fine anno la Francia (che nei preliminari ha raccolto il terzo score tra le prime quindici d’Europa dietro a Inghilterra e Austria) ci possa sopravanzare.

Non credo che le categorie della vergogna facciano parte dello sport. Si gioca, ci si confronta, c’è chi vince e c’è chi perde. Tuttavia bisogna farlo con coscienza dei propri e degli altrui mezzi.

Nessuno sembra essersi accorto ad esempio che nello Slovan Bratislava di ieri sera c’erano in campo ieri sera 6 nazionali (contando anche il ’92 Pauschek che è nell’under). Non significa pensare di giocare contro i migliori al mondo, ma almeno rispettare un avversario che è pur sempre campione in carica nel suo paese. Ed invece prima della sfida d’andata si leggeva di esperimenti tattici, prove tecniche e vaccate del genere, che ormai in Europa abbiamo in testa solo noi e che significano solo zero cultura, niente rispetto dell’avversario, supponenza a fiumi e fallimenti assicurati.

Certo, Palermo, Roma e Udinese hanno perso per motivi diversi, ma il dato comune resta imbarazzante.

L’Udinese in 180′ non ne ha avuto uno solo in cui si è trovato in vantaggio e le situazioni di parità sono state rare: 8′ all’andata, 16′ al ritorno. Questa è inferiorità psicologica prima ancora che tecnica contro una squadra che vive il momento più difficile della sua storia recente. Il rigore sbagliato da Di Natale dà solo l’esatta dimensione di una squadra che arriva lì e si sente tremare le gambe.

Il Palermo, infine, è la barzelletta di sè stesso. Ha preso 3 gol in 180′ dal Thun. A prescindere dal fattore campo: cosa vuoi pretendere da una squadra che ogni ora che passa prende un gol e nonostante questo ha l’approccio mentale di chi si sente palesemente superiore all’avversario?

In pochi mesi la situazione è peggiorata, prima si iniziava a parlare di questi temi negli ottavi di Champion’s, ora partiamo già dai preliminari di Europa League.

Nella bassa bresciana il mitico Ciarli Varisco diceva ai suoi giocatori dilettanti prima delle partite: “Noi non sappiamo giocare, se ci rendiamo conto di questo possiamo rendere al 200%”. Lui lo faceva con un linguaggio un po’ colorito (parole testuali: “Notef fom cagà, gom de rindis cont che fom cagà, se sa rendem cont zughem be, altrimenti le ciapom”), ma la sostanza è quella: fin che l’Italia non ripartirà da questa convinzione smettendola di appellarsi a stronzate tipo: la sfortuna, il caldo agostano, le preparazioni pesanti o… barzelletta delle barzellette “il poco interesse per l’Europa League” continueremo a crogiolarci in una supposta superiorità ampiamente smentita dai fatti, beffata dal campo, superata dagli eventi.

Se poi a tutto questo unissimo anche un po’ di cultura e conoscenza che vada oltre la formazione titolare di Barcellona, Real e Manchester United (questo accomuna tutti: addetti ai lavori, giornalisti e tifosi) certo non guasterebbe nell’approccio con certi avversari.

Ovviamente partono i processi. Ma il dramma non è il fatto che partano processi mediatici o commenti fuori luogo tra i tifosi: il problema è che a fare i processi sono le società al loro interno!! Vedi il caos Roma, società fantoccio in mano a una banca e a un sedicente zio ricco e il Palermo e le minacce di addio di Zamparini. Fa eccezione l’Udinese che di fatto è stato declassato a quello che è il suo livello e quindi semplicemente fa spallucce a testa bassa e torna nel suo in silenzio.

E dico quest’ultima cosa con grande convinzione. E – come cerco di fare sempre – con la forza dei numeri. L’Udinese non è squadra da Champion’s ma da Europa League perchè il nostro campionato in questo momento sta esprimendo un valore medio inferiore rispetto all’attuale posizione nella classifica europea. Siamo quarti nel ranking, dopo Inghilterra, Spagna e Germania ma prima di Francia, Portogallo e Russia (che ha appena perso un posto in Champion’s a favore dei lusitani), ma quest’anno per l’ultimo anno abbiamo usufruito dei posti riservati ai terzi classificati: confermando che quella non è la nostra posizione.

Attenzione ora ai rischi: lo scorso anno abbiamo perso 3 squadre su 4 in Europa League nei gironi, quest’anno ci presentiamo con 2. In Champion’s intanto il rischio di non portare il Napoli agli ottavi è rilevante (e attenzione perchè la mancata qualificazione significa non poter aggiungere 5 punti al punteggio finale, mentre ai 4 del non raggiungimento della fase a gironi abbiamo già dovuto rinunciare lo scorso anno con la Samp), l’ipotesi di trovarci alle spalle della Francia nel mese di giugno, e di Francia e Portogallo nel giugno 2013 non è così remota.

#Black out a #Brescia: di chi è la colpa?

Brescia al buio per quasi 5 minuti. La città ha vissuto attimi di apprensione quando verso le 22.15 la luce è mancata in gran parte del centro storico (illuminata solo via San Faustino dove è installato un generatore aggiuntivo che punta dritto alla gru) e in molti quartieri della città. Solo in via Milano la luce delle numerose lucciole ha mantenuto la visibilità ad un invidiabile livello da mezzogiorno di luglio.

Io, che sono un professionista serio, ho fatto subito un giro di telefonate per sentire cosa ne pensano i politici e le personalità bresciane.

Alle 22.16 dopo un minuto di black out è arrivata in redazione una mail del Partito democratico secondo cui “questo black out è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità della Giunta di garantire i servizi di base ai cittadini”. L’assessore ai lavori pubblici Mario Labolani ha garantito: “Nei giorni scorsi avevo controllato personalmente tutti i lampioni della città constatando il loro perfetto stato di conservazione, certo che 10 anni di giunta Corsini possono aver alla lunga gravato pesantemente sulle strutture luminarie cittadine”. Perplesso l’Udc: “Cinque minuti di black out? Quando? Dove?”. Il Pdl riunito a cena al gran completo non ha dubbi: “Se in tutti questi mesi il Pd fosse stato più collaborativo non ci troveremmo in questa situazione imbarazzante nei confronti dei cittadini che chiedono una opposizione più responsabile e, possibilmente, zitta”.

Il vicesindaco leghista, Fabio Rolfi è chiarissimo: “Con la festa di Radio Onda d’Urto in corso chissà quanti kwh si ciucciano abusivamente quelli! Farò subito un’ordinanza in cui imporrò di spegnere le luci a chi ha votato a sinistra negli ultimi 20 anni o non viveva in città negli anni ’50 e quindi non può dirsi a pieno titolo bresciano”.

Gli fa eco dalla festa della radio Umberto Gobbi, secondo cui: “La luce è un diritto di tutti, ci muoveremo affinchè ogni volta che si brucia una lampadina in città qualcuno salga su una scala per manifestare il suo disappunto, ovviamente in ore lontane dai nostri pasti”. Accanto a lui Jimi, il pakistano della gru, non drammatizza: “Per noi non cambia nulla, per cinque minuti in città non si è visto nulla, ma noi sono mesi che non vediamo i nostri permessi di soggiorno”. Di ritorno dalla Gmg di Madrid il vescovo Luciano Monari ha dichiarato: “Il buio è dentro di voi, uomini di poca fede, chi segue dio non può avere paura. Per il resto chiedete a Toffari”. Subito contattato telefonicamente padre Mario Toffari ha dichiarato: “Mi recherò immediatamente a soccorrere chi ha smarrito la strada, sia a causa del black out che a causa di qualche pirlo di troppo perchè il fine fa la differenza, non il mezzo”.

Insorge l’opposizione. Secondo Claudio Bragaglio, in polemica con il Pd: “Bisogna verificare se si è trattato di calo di tensione, di black out o di semplici lampadine non funzionanti. In ogni caso è inammissibile che i vertici di A2A qualche anno fa siano stati cambiati così repentinamente, e la cosa è di tutta evidenza anche per chi non sia in grado, come me, di capire l’esatta natura dei fatti”. Laura Castelletti, di Brescia per passione evidenzia: “Nel momento del black out solo le dinamo delle biciclette hanno garantito un minimo di illuminazione, questo evidentemente dimostra come il popolo del bike mob abbia ancora una volta riportato una vittoria rispetto a chi vuole una città brutta, sporca e cattiva”. Per Fiorenzo Bertocchi di Rifondazione: “Il segnale è chiaro, A2A deve uscire dalla Borsa, e i bresciani dovrebbero tornare alla illuminazione con le lampade a olio”.

L’ufficio stampa di A2A, gestore delle reti cittadine, ha chiesto tempo: stanno cercando di capire su Google Map dove si trova Brescia. Il presidente della Camera di Commercio di Brescia Francesco Bettoni garantisce: “La città saprà risollevarsi con il suo spirito di iniziativa uscendo dalla morsa della crisi energetica che la sta attanagliando

Dal Giornale di Brescia fanno sapere: “E’ inammissibile che la luce sia mancata in via Solferino, in questo modo si è messa a repentaglio la possibilità dei bresciani di essere informati attraverso l’unico strumento a loro disponibile nel panorama dei media”. Mentre a Bresciaoggi nei 5 minuti di buio sono spariti altri due redattori, fonti ben informate hanno segnalato la loro presenza mezz’ora dopo in corso Magenta.

Non è stato possibile contattare il sindaco Adriano Paroli, perchè non si trovava al momento in città. L’ufficio stampa emetterà comunque un comunicato in sua assenza (la settimana prossima).

Auguri Fidel! – #Cuba #Sky #Video

Geniale video di Sky preso da Linkiesta.

idel Alejandro Castro Ruz ha guidato Cuba per 49 anni di fila e oggi compie 85 anni. In un video di Sky.it, si può rivivere – in 100 secondi – la corsa di Fidel contro tutti, fino al “passaggio di testimone” con il fratello Raul.

Consiglieri regionali, stipendi oltre i 10 mila euro. Ma i tagli li pagano i precari (e i dipendenti) – #politica #Italia

Gli stipendi dei consiglieri regionali sono i più alti d’Europa. Quelli lombardi ad esempio sono il doppio rispetto ai lander tedeschi (circa 10.800 euro contro una media di 4.500 euro al mese…). Ma siccome siamo una provincia efficiente abbiamo subito provveduto a tagliare…

Ma non si tratta degli stipendi dei consiglieri (se non per la parte riguardante la diaria parlamentare): a pagare – stando a quanto pubblicato sul sito del consiglio regionale – saranno soprattutto i lavoratori precari impiegati nella struttura (alla voce «lavoro somministrato»). E tra le altre sforbiciate spiccano quelle relative alla comunicazione radiotelevisiva (che venne introdotta ufficialmente come misura di trasparenza) e alla formazione specialistica del personale dipendente, oltre al dimezzamento delle consulenze ed attività di studio.

a questi aggiungo dei legittimi dubbi

considerando anche che negli ultimi 6 anni, peraltro, rispetto alle cifre messe a bilancio previsionale, si è finiti per «sforare» di circa 12,7 milioni di euro (un paio di milioni all’anno), non pare fuoriluogo dire che anche quest’anno le spese potrebbero superare i 72 milioni di euro, ovvero più dei 71,850 mln stanziati lo scorso anno.

continua online qui, mentre qui potete trovare la seconda pagina della mia inchiesta pubblicata da Bresciaoggi sui costi della politica (qui invece la prima puntata, mentre sul giornale di domani la terza parte dedicata alle Province).

Londra brucia – #londonriots #prayforlondon #riotcleanup #staysafe #ukriots

Quando i teppisti diventano un esercito e mettono a ferro e fuoco una metropoli occidentale, significa che è successo qualcosa che non si può più combattere solo aumentando il numero dei poliziotti e delle celle.

Gramellini come sempre illuminante su LaStampa.it

#Parlamentari, legare lo stipendio al livello medio dei redditi – #politica #Italia

La proposta viene da linkiesta.it e da lavoce.info. L’ho ripresa oggi su Bresciaoggi nel primo di una serie di articoli in cui analizzo le spese per le strutture che ci rappresentano.

Una indagine suggerita da Matteo Pelagatti, ricercatore di Statistica economica all’Università di Milano Bicocca e ripresa online dal quotidiano linkiesta.it e dal periodico lavoce.info suggerisce di calcolare il rapporto tra lo stipendio dei deputati e il benessere economico dei cittadini (per semplicità, il Pil pro capite). In questo senso il confronto con gli altri Paesi europei è semplice e non lascia dubbi: i parlamentari italiani sono di gran lunga i più pagati del continente. Non solo, con la loro media retributiva di quasi 150 mila euro all’anno a testa i nostri onorevoli si discostano nettamente dal grafico (visibile qui a fianco) che mostra una certa continuità e proporzionalità tra ricavi e reddito medio del Paese. In altre parole – stando al grafico qui a fianco – i nostri onorevoli dovrebbero prendere (se retribuiti in proporzione al nostro benessere) circa un terzo di quanto ricevono attualmente, ovvero un dato medio tra Grecia, Slovenia, Cipro e Spagna (i paesi che si trovano al nostro livello verticale sul grafico) e proporzionalmente anche le spese di funzionamento delle due camere andrebbero abbattute di una cifra vicina a due terzi del totale attuale. (continua qui)

Let’s start. Il ritorno dell’Eurocalcio – #Top11 #calcio week1 #bundesliga #ligue1

Finalmente dopo 12 interminabili giorni passati dal 24 luglio, data della finale di Copa America, si è ricominciato a giocare anche in Europa. Riflettori puntati quindi su Francia e Germania, ma anche sulla community shield che ha confermato la superiorità del Manchester United nel panorama calcistico inglese.

Ecco quindi il Top 11 della prima settimana di calcio europeo.

Sven Ulreich – Stoccarda, 1988: protagonista nel 3-0 allo Schalke 04 (2 reti da calcio piazzato). Ha annullato gli attaccanti avversari (9 parate). Protetto da una difesa a 4 con Boularhouz, Tasci, Rodriguez e Molinaro (di quest’ultimo l’assist per il 2-0).

Lukasz Piszczek – Borussia Dortmund: gran prova del terzino polacco classe 1985 del Borussia Dortmund, titolare della sua nazionale e protagonista nel 3-1 all’Amburgo. Gioca a destra nella linea a 4 del 4-2-3-1 con Santana e Hummels centrali e Lowe a sinistra.

Kader Mangane – Rennes: bene il centrale difensivo della squadra francese, autore di un gol nella vittoria per 5-1 contro il Dijon nella gara d’esordio. Forte nei duelli aerei e nel gioco d’anticipo grazie ad una buona visione di gioco sulla linea difensiva: 83% di passaggi positivi.

Bruno Ecuele Manga – Lorient, 1988: centrale del Gabon, possiede buona tecnica, è stato protagonista nella prima sfida vinta contro il Paris Saint Germain (insufficiente la prova di Menez) per 1-0 giocando da centrale nel 4-4-2 della squadra. 30 presenze e 1 gol nella stagione scorsa con il Lorient arrivato settimo. Ha affiancato Bourillon al centro della difesa nel 4-4-2 del Lorient.

Marcel Schafer – Wolfsburg: migliore in campo nella vittoria contro il Colonia, l’esterno sinistro classe 1984 ha segnato il gol del 2-0 (finale 3-0). Gara di sostanza e grande spinta (3 dribbling vincenti) alle spalle dell’ex juventino Shaliamidzic.

Mario Götze – Borussia Dortmund, 1992: l’esterno destro offensivo del Borussia è andato subito in gol nel 3-1 contro l’Amburgo. Prestazione maiuscola: è in continua crescita ed al momento tra i giocatori più interessanti del panorama. Stupisce la visione di gioco e la maturità tattica: sempre in anticipo nei movimenti, rapido nel breve (4 dribbling vincenti), ottima percentuale (89%) di passaggi positivi, più punta-rifinitore che centrocampista esterno classico.

Maxime Gonalons – Lione, 1989: regista del Lione, migliore in campo (con gol) nella vittoria per 3-1 a Nizza. Affiancato dal più esperto Kallstrom (1982) nella mediana del 4-4-2 lionese.

Clemens Fritz – Werder Brema: valore aggiunto da incontrista contro il Kaiserslautern. Classe 1980, esperto ed affidabile, gioca da interno destro nel centrocampo a tre affiancando il più giovane Bargfrede (1989) che viene schierato centrale da difensore aggiunto. Non sbaglia praticamente nulla: 7 tackles vinti, 2 falli commessi, un dribbling vincente.

Kevin Grosskreutz – Borussia Dortmund, 1988: doppietta contro l’Amburgo, letale negli inserimenti (34 presenze e 8 gol nella scorsa stagione), tiro forte e preciso. E’ un’ala sinistra offensiva che rende nel gioco senza palla, è arrivato 4 volte al tiro, 1 dribbling vinto.

Victor Hugo Montano – Rennes: gol dell’1-0 e assist per il raddoppio. Il ventisettenne (1984) colombiano è una seconda punta longilinea (lo scorso anno 32 presenze e 9 gol di cui 2 su rigore) che ha ottenuto il massimo nella prima partita dell’anno con la sua squadra arrivata quinta lo scorso anno. Viene schierato con tipici compiti da punta contropiedista e rende al massimo.

Markus Rosenberg – Werder Brema: buon inizio per la punta svedese classe 1982, due reti all’esordio col Kaiserslautern, ha affiancato Thy nel tandem offensivo del 4-1-3-2 dei verdi. Lo scorso anno ha giocato con il Racing Santander (33 presenze e 9 reti).

Community shield. United, più versatilità offensiva per vincere in Europa – #MUFC #MCFC #PL

Quella del Manchester United è stata la vittoria della superiorità psicologica, morale e alla fine anche tecnico tattica. Come sempre Alex Ferguson ha utilizzato la sfida di Wembley per provare alcuni giocatori e soluzioni tattiche, ha messo la mano nel match cambiando tre uomini a fine primo tempo (le sostituzioni allargate lo consentono), e la squadra ha ribaltato il match nella ripresa. Del City rimarrà la supponenza mentale mostrata nel secondo tempo ed uno spirito di squadra mai decollato, oltre alla triste constatazione di un Balotelli a corrente alternata che nel momento chiave è stato tolto dal campo. Di fatto Mancini non ha schierato nessun nuovo acquisto, ed aver perso con una formazione molto più collaudata di quella avversaria non può che essere letta come colpa del tecnico e inferiorità rispetto alla solidità dei red devils.

Ottima analisi tattica del match su Zonal Marking che fa notare come i red devils abbiano sì cambiato all’intervallo, ma in realtà stessero già facendo assai bene, proponendo una nuova formula offensiva con più imprevedibilità e intercambiabilità dei quattro d’attacco (Young, Wellbeck, Rooney e Nani). Un tentativo di tornare in qualche modo alla versatilità della squadra che nel 2008 vinse la Champion’s con Tevez e Ronaldo insieme a Rooney.

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