Archivi del mese: aprile 2011

Da grande voglio fare lo #stilista delle figlie di #SaraFerguson

#Luzer – una botta di vita sul pacco della #cultura #underground a #Brescia

http://www.luzer.it/Culture_Pathos_Nulla.html

Ormai è diventato un appuntamento fisso quello con l’uscita del nuovo numero di Luzer, la rivista di “culture/pathos/nulla” coordinata da Elia Zupelli.

Il numero di questo mese (che come al solito potete trovare in giro se frequentate i posti giusti e solo se siete assaliti da una improvvisa botta di cul-t underground) – affidato alla regia grafica di ricCarlo De Stefani è particolarmente interessante.

Elia lo ha sottolineato (sulla pagina facebook) con un molto bresciano “stranculet graficità” e lo ha inquadrato con la sua solita genialità lessicale scritta (perchè Elia è uno che ha il dono di spiegarsi molto meglio scrivendo che raccontandotela): “culture/pathos/napalm/cool britannia quella dei sì lo voglio”.

Il numero #19(14) (che non si capisce che numero è) titolato “the war issue” è una raccolta di immagini. Sarà che avevo detto a Elia di togliere alcuni barocchismi intellettuali al linguaggio usato. Sarà. Sta di fatto che lui ne ha tratto un suggerimento radicale ed ha messo in fila una serie di immagini.

Splatter. L’ha definito uno a cui l’ho fatto sfogliare. Ma non sono sicuro che sapesse il significato del termine. E forse ha confuso il rosso fragola di un’immagine (l’ultima) con il rosso sangue.

Sta di fatto che i ragazzi di Luzer hanno dato un altro saggio di vitamina mentale a tutti noi che frequentiamo i posti giusti (e che abbiamo la fortuna che i posti giusti a volte si divertono frequentando noi) con la loro consueta semplice complessità.

#guerra alla #Libia fuorilegge? no, solo l’ennesimo atto contro la #costituzione

Ieri i Tornado italiani armati di missili sono decollati da Trapani e il ministro della Difesa, alla faccia della trasparenza e della democrazia, oggi si rifiuta di far sapere ai cittadini italiani quello che i cittadini italiani avrebbero tutto il diritto di sapere: cioè se hanno bombardato o no, quindi se siamo in guerra o no, quindi se il governo ha violato l’articolo 78 della Costituzione, entrando in un conflitto armato senza una precedente delibera delle Camere.
La Carta straccia, da D’Alema a B. » Piovono rane – Blog – L’espresso.

#Disboscamento in #Maddalena. Questo è il modo giusto? #reportage #Brescia)

Decidete voi leggendo il bel lavoro di Lina Malaspina che – da cittadina e camminatrice della Maddalena -, ha imbracciato pedule, macchina fotografica e scomputerato un servizio mica male per offrire in esclusiva ai lettori di MdC un interessante punto di vista in merito alle operazioni di disboscamento in atto sul Monte Maddalena.
Muro di Cani

Volentieri condivido questo reportage di Muro di Cani, il blog politicamente scorretto di Brescia. Lo faccio anche perchè finalmente il mio amico Jebediah sembra aver svoltato pagina convertendosi ad un blogging più documentato e approfondito.

E soprattutto perchè apprezzo questa forma di giornalismo partecipato alla cui base sta la civile e gratuita generosità di chi va sul campo e si sporca le mani.

Bravo JW: più ululati, meno latrati

Camunia lovers

TerraUomoCielo, il blog di Giovanni Arcari, racconta una bella storia made in Vallecamonica

una linea di abbigliamento per un target giovane, dove al posto delle tavole da surf e delle onde di Tarifa appaiono snowbord e “pagher” del Parco dell’Adamello. Disegnato il logo, scelto il nome, registrato il marchio. E si fa sul serio. L’ispirazione diventa un’idea, che si tramuta in disegno che viene poi riportato a pc; si crea il telaio, si stampano i capi, si piegano e s’imbustano, tutto in Valle Camonica.
TerraUomoCielo.

I negozi Prestorik sono a Breno e a Boario Terme, ma c’è anche l’e-commerce al sito http://www.prestorik.com E vi consiglio di tenere d’occhio anche il profilo fb , con tutte le immagini e le novità https://www.facebook.com/prestorik

Habemus papam (da Tarantula)

Volevo fare una recensione di Habemus Papam. Poi ho trovato questa di Max Giuliani (che presto inizierà una rubrica su Bresciaoggi per parlare di Linguaggi della Rete). Ed allora per una volta prendo in prestito le sue parole.

 per come l’ho visto io, il film parla di quella linea che separa chi è dentro e chi è fuori. Quella linea con la quale creiamo le istituzioni, le chiese, le teorie, i partiti, le visioni istituzionalizzate. Di come l’ideologia sia esattamente la fede nell’esistenza concreta di quelle linee.

Habemus papam (2): come l’ho visto io | Tarantula

soprattutto, aggiungo io: ciò che separa l’uomo in quanto essere dalle ideologie in quanto costruzioni sociali di uomini.

[DSB] Cacciamali di Mairano, una piccola Fiat al contrario…

Cosa sarebbe successo se il referendum Fiat fosse stato bocciato? A Brescia in questi giorni abbiamo avuto (in piccolo) la risposta.

Alla Cacciamali di Mairano i lavoratori si sono rifiutati di votare un piano di salvataggio (l’azienda è fallita e i loro 145 posti di fatto non esistono più) che avrebbe riattivato 35 posti subito e 90 su 145 entro 24 mesi. La differenza non è da poco. Non c’è stato un no, ma un voto mancato. Perchè? La Fim Cisl la spiega così:

«A Brescia c’è una modalità di confrontarsi e discutere a livello sindacale che fa paura ai lavoratori e alle imprese».

e ancora:

«Gli industriali considerano Brescia una provincia in cui è impossibile investire in progetti importanti e una parte del sindacato sta contribuendo ad allontanare le risorse per il rilancio del territorio».

Ieri la
presa di posizione dell’azienda
che avrebbe dovuto riattivare la Cacciamali dopo il fallimento affidato ad un comunicato, che tra le altre cose sottolinea:

La situazione che si è determinata renderebbe imprudente ogni tipo di investimento (preventivato in circa 9 milioni di euro) in quel plesso produttivo e ciò con enorme rammarico per chi, come noi, ha lavorato da mesi al progetto ed ha creduto alla possibilità di ripresa di uno storico marchio del settore bus ed un importante sito produttivo della realtà bresciana.

Chiamatela Nerd Economy

Bresciaoggi dedica una pagina al mondo aziendale web bresciano. Ecco il pezzo d’apertura.

Non chiamatela «new economy». La «nerd economy» è un modo di fare impresa che si sta diffondendo nel mondo ma nella cui sostanza c’è molto di bresciano. Parte da iniziative di alcuni giovani informatici (il termine «nerd» identifica il secchione made in Usa tutto libri e computer, quello che solo alla fine dei film conquista la più bella della classe) e punta a fare impresa. Facebook iniziò così. Twitter e Youtube anche. Google pure. La bresciana Zabibu (si veda il pezzo a fianco) è nata così e spera di ripercorrere quel cammino. I grandi del web sono stati giovani scrittori di codice informatico partiti da zero. Senza grandi mezzi (in giro ce ne sono pochi, e se un ventenne si presenta in banca a chiedere sostegno tutt’al più gli viene chiesto quante case ha suo padre), ma con grande competenza.
DI NUOVO ci sono le idee: internet per i ventenni di oggi una tecnologia che è sempre esistita. Passata la grande paura che una decina d’anni fa anche a Brescia fece vittime illustri e lasciò sul campo solo le parti migliori delle aziende, il tessuto imprenditoriale locale sembra aver acquistato una nuova consapevolezza preparandosi a nuove sfide affascinanti. Dalle piccole startup tecnologiche che scommettono su una piattaforma basata sul web alle grandi aziende di consulenza che puntano a supportare le tante possibili inizative imprenditoriali locali (e non solo) su Internet, lo scenario bresciano si è arricchito nell’ultimo anno di alcune imprese innovative estremamente interessanti.
Manca ancora, al momento, un supporto istituzionale (Università? Organizzazioni imprenditoriali? Camera di commercio?) che lanci una operazione di sistema in grado di supportare economicamente le idee. Forse perchè manca ancora la capacità di capirle e scegliere le migliori. Ma la strada è stata avviata. I «nerd» bresciani hanno già un loro evento annuale («Pane web e salame», si veda il pezzo a fianco) e sono pronti a confrontarsi per crescere. Con un altro gap da sottolineare, ben evidenziato da Giancarlo Gervasoni (Zerouno informatica) in un recente forum di Symantec (colosso della sicurezza informatica): «A livello di banda, tolte le grandi città, la situazione di copertura e affidabilità risulta ancora del tutto inadeguata». Il salto di qualità (ed il successo imprenditoriale) passerà anche da questi limiti attuali. Sperando che nel frattempo qualcuno ripensi alle già manifestate intenzioni di andarsene negli Usa dove l’habitat è migliore.

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