Archivi del mese: febbraio 2011

Le profonde radici della crisi a Brescia

Il manifatturiero bresciano somiglia sempre di più a quelle donne che in gioventù erano bellissime ed ambite ma che una volta sfiorite pretendono di avere ancora spasimanti, ma senza rinunciare al privilegio di darla solo a chi vogliono loro.

L’Aib, ad esempio, in uno studio sugli ultimi quindici anni dell’economia bresciana, auspica:

l’apertura delle nostre imprese a capitali, anche esteri, può essere un’ulteriore variabile su cui il sistema manifatturiero bresciano può e deve fare affidamento per i prossimi anni

(continua su Bresciaoggi.it)

Eppur si muove… ecco i test del Metrobus di Brescia

Devo ammettere che è un’emozione vedere i vagoni del metrobus che sarà operativo a Brescia nel 2013 in città muoversi per i test. Qui trovate i due video girati alle stazioni di San Polo e Sant’Eufemia che potete trovare sul canale di Youtube Hemfest.

Come si affronta la ripresa? Cambiando l’organizzazione aziendale

Interessantissima analisi questa mattina sul Giornale di Brescia in cui Gianfranco Tosini (ex direttore del Centro studi e settore economia dell’Associazione industriale bresciana) analizza i benefici portati dalla ripresa tedesca alle aziende bresciane. Tosini si spinge oltre individuando anche un passaggio chiave del successo tedesco sul mercato:

L’intuizione dei tedeschi è stata quella di identificare, in mercati sempre più complessi e articolati, l’organizzazione aziendale come il vero fattore critico di successo. Un modello che fa leva sui punti di forza dei singoli individui che vengono incastonati in processi aziendali molto complessi. Una buona organizzazione aziendale ha consentito la crescita di imprese efficienti, in grado di fabbricare buoni prodotti, apprezzati per qualità in tutto il mondo.

Non si spinge oltre, ma tra le righe si può leggere anche un consiglio-critica alle aziende bresciane ancora ancorate al modello dirigenzial-familiare dell’altro secolo. Soprattutto laddove Tosini “lega” i due modelli:

I rapporti commerciali di Brescia con la Germania datano da lungo tempo e si sono sempre di più intrecciati e rafforzati, tanto che si può dire che l’industria bresciana sia un’appendice di quella tedesca.

In altre parole: le aziende bresciane hanno goduto di un effetto traino, ma ora avrà bisogno di ripensarsi perchè da un certo punto in poi non basta il traino ma serve la capacità di correre al pari dei propri partner. Questa capacità passa da un ripensamento organizzativo delle realtà aziendali.

Auguri Italia! Dalla Leonessa…



Su Youtube: “Gli struzzi“. Una produzione di Angelo Maffioletti e Daniele farina Fotografia di Arnaldo Abba Legnazzi Produzione di Francesca Perego Suono e Montaggio di Angelo Maffioletti e Daniele Farina

Targhe alterne folk

Le targhe alterne a Brescia non hanno risolto il problema, per far abbassare il livello delle Pm10 nell’aria è servita la pioggia. L’unica nota positiva è che in qualcuno la situazione ha stimolato la creatività:

La vita è anche questa

Non ne sapevo niente di ciclismo, ma i miei compagni di classe avevano i loro preferiti: Bugno, Chiappucci. Io scelsi a caso. Avevo scelto il più grande senza saperlo. Il suo poster nella mia camera da adolescente non è mai stato tolto. Ciao campione.

(la canzone Un uomo in fuga è di Riccardo Maffoni, nato a Orzinuovi, dove io andavo a scuola in quegli anni)

Ordinanze un tanto al metro

A Brescia sono scattate le targhe alterne. Ma ci sono ad esempio delle strade in cui si può andare in un senso e non nell’altro. E una serie di altre perle. Ne ho parlato oggi su Bresciaoggi.

«La mia targa finisce con 0. È pari o dispari?». La domanda è solo una delle tante che sono state poste agli operatori delle varie polizie locali dei comuni coinvolti. Ma anche a scorrere i testi delle ordinanze non è che la chiarezza regni sovrana.
IL CASO più curioso è quello che riguarda la statale 235. A Castelmella il divieto di circolazione – stando a quanto si legge nell’ordinanza – non si applica alle strade provinciali, a Roncadelle non si applica ai tratti autostradali ed alla tangenziale sud di Brescia. Da ciò si è portati a dedurre che sulla SP235 (Orceana), che è divisa a metà tra Roncadelle e Castelmella esattamente sulla riga centrale, sul lato di Castelmella si potrà circolare, su quello di Roncadelle no.
Curioso invece il dispositivo di Collebeato, dove si legge: «il Sindaco ordina la circolazione a targhe alterne sul territorio comunale di Brescia». Da cui si deduce che a Collebeato si può circolare tranquillamente. Sempre Collebeato non applica il divieto di circolazione in tutti i tratti di strada esclusi, ma sul territorio di Brescia. Sarà difficile per i vigili dare multe fuori territorio. L’impressione è che si tratti di un copincolla secco dall’ordinanza della Loggia, sarebbe curioso vedere il ricorso di un automobilista multato a Collebeato che impugnando l’ordinanza facesse notare che non vi erano di fatto territori di quel comune menzionati dal divieto. Così anche a Castelmella, dove «il Sinadco ordina la circolazione a targhe alterne» sul territorio comunale di Brescia». Peraltro nell’ordinanza si legge che «é prevista la facoltà di avvalersi di autocertificazioni». Quindi in caso in quel territorio uno si autocertifica e via, in tutti gli altri comuni no. Curioso anche il caso di Botticino, dove non si applica il blocco in alcune vie salvo consentire ai residenti (senza specificare se tutti o quelli che già possono circolare nelle vie indicate prima) di raggiungere per la via più breve le aree di parcheggio più vicine alle fermate dei mezzi di trasporto pubblico.
MA C’È ANCHE «il caso San Faustino»: 15 febbraio. In cui ognuno andrà un po’ per i fatti suoi. Le ordinanze di Brescia, Botticino, Collebeato e Castenedolo ne fanno menzione specifica. Gli altri comuni no. Tuttavia sul sito del comune di Brescia si legge che: «L’ordinanza ha valore, oltre che nel Comune di Brescia, nei comuni che hanno aderito e cioè: Borgosatollo, Botticino, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Rezzato, Roncadelle, S. Zeno, Gussago, Castelmella, Castegnato». Che farebbe pensare che gli altri comuni recepiscano la stessa ordinanza, anche se poi si scoprono – come visto – orientamenti diversi (e non sempre concordanti).
La soluzione migliore? Forse è quella di Cellatica, dove per salvare capra e cavoli si legge che: «eventuali deroghe alla presente ordinanza rilasciate dai Sindaci che hanno emanato la medesima ordinanza sono ritenute valide sul territorio comunale». Ma lo stesso comune si distingue in verità anche per precisione, specificando che «le prescrizioni della presente ordinanza si applicano anche sul tratto di strada provinciale S.P. 10 che insiste sul territorio del comune di Cellatica». Lapalissiano, visto che essendo in territorio comunale l’esclusione dovrebbe essere espressa, ma in una confusione tale forse meglio dirlo una volta di più.
Sul sito del Comune di San Zeno Naviglio invece non si trova nè l’ordinanza nè alcun riferimento al blocco del traffico. Si farà? boh!

Io sto con i vigili del fuoco

Volevo invitare tutti voi a firmare la petizione a sostegno della protesta per la ormai annosa carenza d’organico a Brescia.
Nell’organico mancherebbero 19 ispettori antincendio (in pratica il 100%, non essendocene nemmeno uno), 26 capi reparto (2 soli quelli in servizio, gli altri incarichi che servono sono svolti dai capi squadra), 29 capi squadra (47 quelli in servizio). (domani su Bresciaoggi.it)

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