Futsal Continental Cup. Italia-Kuwait 4-2 (1-2). Gli azzurri soffrono ma iniziano con una vittoria – #futsal #calcioa5 #italia #azzurri

KUWAIT-ITALIA 2-4 (2-1 p.t.)


KUWAITHani, Ahmad, Abdulrahman Alw., Shaker, Mohammad M., Mohammad Alh., Khaled, Abdulrahman Alt., Meshari, Mohammad A., Bader, Saleh. Ct. Fonseca Cilleros
ITALIAMammarella, Calderolli, Leggiero, Honorio, Giasson, Ercolessi, Romano, De Luca, Cavinato, Canal, Murilo, De Oliveira, Molitierno, Putano. Ct. Menichelli
MARCATORI: 15’28” p.t. De Luca (I) su rig., 15’40” Abdulrahman Alt. (K), 16’15” Ahmad Alfarsi (K); 11’17” s.t. e 17’37” De Luca (I), 20’00” Canal
AMMONITI: Giasson (I), Abdulrahman Alt. (K), Ercolessi (I), Ahmad Alfarsi (K), Leggiero (I)
ESPULSI: Ahmad (K) al 15’28” del p.t. per aver fermato con la mano un tiro diretto in porta
ARBITRI: Sohrabi Ali (Iran), Mohammad Chami (Libano), Jorge Hernandez (Slovenia) CRONO: Jorge Gomez Moncada (Colombia)

L’Italia soffre più del previsto, ma ottiene una vittoria comunque importante nel suo esordio alla Futsal Continental Cup. Al palazzetto dello sport Qadsia, di fronte al Kuwait padrone di casa, i campioni d’Europa vanno all’intervallo sotto di un gol, ma riescono a imporsi 4-2 e ad agganciare in vetta al Gruppo A l’Argentina, che in mattinata aveva superato con un perentorio 6-1 l’Egitto. A trascinare gli Azzurri di Roberto Menichelli ci pensa Massimo De Luca, autore di un’entusiasmante tripletta; il poker porta la firma di Mauro Canal (nella foto qui sotto), a segno sulla sirena. Domani (ore 11.30 italiane) la seconda sfida, contro gli egiziani, affrontati negli ottavi di finale dell’ultimo Mondiale in Thailandia.

Canal


Menichelli parte con Mammarella, Calderolli, Leggiero, Honorio, Giasson in quintetto, Fonseca – tecnico spagnolo del Kuwait – risponde
 con Ahmad, Abdulrahman Alw., Shaker e Mohammad M. davanti al portiere Hani. La manovra dell’Italia non è avvolgente come al solito ma libera al tiro prima Leggiero e poi Giasson, senza che tuttavia il gol arrivi. L’estremo difensore della nazionale di casa sventa il tiro di Canal, ma è bravo anche Mammarella dalla parte opposta sulla conclusione di Ahmad Alfarsi, probabilmente deviata da un azzurro.

Il Kuwait quando attacca mette però in apprensione i campioni d’Europa, specie sulle palle inattive:
 Abdulrahman Alt. è tutto solo in area e calcia a botta sicura al 12’, ma il numero 1 dell’Italia ci mette ancora una volta una pezza. Al 15’28’’ la squadra di Menichelli passa: Murilo prova il sinistro da fuori area e Hamad Hayat devia con la mano, per l’arbitro è rigore ed espulsione del capitano del Kuwait. Dal dischetto, la trasformazione di De Luca (nella foto qui sotto) è perfetta e vale il vantaggio degli Azzurri.

De Luca 2


Sembra l’episodio in grado di accendere i campioni d’Europa, che subiscono invece il micidiale uno-due del Kuwait. Dopo un altro miracolo, Mammarella deve inchinarsi al destro all’angolino di 
Abdulrahman Alt. e dopo pochi secondi al sinistro sotto la traversa di Ahmad Alfarsi. Ercolessi e De Luca hanno la chance del pareggio, ma si va al riposo con i padroni di casa avanti 2-1.

Nella ripresa è tutta un’altra musica, l’Italia mette subito alle corde gli avversari che finiscono a terra con un po’ troppo facilità indispettendo gli Azzurri. Che comunque fanno il loro gioco. Calderolli e Murilo hanno due ottime chance in avvio, ma trovano sulla loro strada un Hani che sembra in serata di grazia. Il portiere di casa sventa anche le conclusioni di Canal e Murilo, ma al minuto 11’17’’ deve inchinarsi.


Honorio regala un assist al bacio a
De Luca che deve solo spingere il pallone in rete, festeggiando la doppietta personale. Ma le emozioni per il ragazzo di Napoli non sono ancora finita, perché tocca ancora a lui – dopo altre due parate fenomenali di Hani – mettere dentro su un altro assist perfetto, questa volta di Murilo.

Fonseca tenta il tutto per tutto, giocandosi la carta del portiere di movimento, ma Mammarella si esalta due volte su Meshari Alzebaibi. Sulla sirena, arriva il 4-2 di
Canal, a segno con una puntata chirurgica. L’Italia parte con una vittoria, ma anche con la consapevolezza che il livello del suo gioco dovrà essere sempre quello della ripresa e non del primo tempo.

Queste le dichiarazioni del c.t. azzurro, Roberto Menichelli:
“Primo tempo sotto tono, ripresa ben giocata ad alta intensità e con ritmo. La gara si era messa male, i giocatori hanno dovuto lavorare sodo per rimettere in piedi il risultato. E’ la dimostrazione che in campo internazionali le partite non sono semplici, tutte, e se prendono una piega negativa dall’inizio si fatica a raddrizzarle”.

Le gare della Futsal Continental Cup saranno trasmesse in diretta streaming sul portale ufficiale del torneo 

Futsal Continental cup. Prima giornata e programma completo – #futsal #calcioa5 #azzurri

Si è aperta oggi in Kuwait la Futsal Continental Cup.  Questi i risultati

FASE A GIRONI
PRIMA GIORNATA 

Egitto-Argentina 1-6

Rep.Ceca-Guatemala 2-6

Kuwait-
ITALIA 2-4
Brasile-Giappone 5-0

De Luca 1


SECONDA GIORNATA – VENERDI’ 24 OTTOBRE
ore 11.30           ITALIA-Egitto
ore 13.30          Giappone-Rep.Ceca
ore 16               Argentina-Kuwait
ore 18.30          Guatemala-Brasile

TERZA GIORNATA – SABATO 25 OTTOBRE
ore 11               ITALIA-Argentina
ore 13.30          Giappone-Guatemala
ore 16               Kuwait-Egitto
ore 18.30          Brasile-Rep.Ceca

SEMIFINALI – LUNEDI’ 27 OTTOBRE
ore 15.30          Vincente girone A-Seconda girone B (1)
ore 18               Vincente girone B-Seconda girone A (2)

FINALE – MARTEDI’ 28 OTTOBRE
ore 17.30          Vincente 1-Vincente 2

Incubo Europa? No, la Juve ha un problema tecnico e tattico da risolvere al più presto – #finoallafine #juventus #champions #chl

allegri

Quando Allegri afferma che la Juventus si qualificherà al prossimo turno di Champions League esprime la stessa debolezza di Garcia che dice che sicuramente vincerà lo scudetto.

E’ la dimostrazione lampante del fatto che quando si va in difficoltà ci si fa forza ostentando sicurezza con queste frasi fuoriluogo. Ora però tocca a lui. Perché è evidente che Conte se ne è andato perché aveva intravisto i limiti di questo gruppo che in un determinato contesto non era adatto a imporsi.

Quindi bisogna dare una sterzata soprattutto tattica (che ne determini a cascata una tecnica e una caratteriale), esattamente come quella che Conte diede alla fine del primo tempo di Napoli-Juventus 3-3 del 29 novembre 2011 quando per la prima volta si vide il 3-5-2 che ci ha accompagnato fino a questa sera.

Il problema secondo me non è di condizione e nemmeno di psiche. E’ un problema di atteggiamento: vai a Atene e fai un primo tempo totalmente incolore, a quel punto sì subentra la paura. Bisogna imparare a giocare con più ritmo, verticalizzazioni, con più collettivo e meno individualità, come giustamente ha detto anche Arrigo Sacchi ieri sera in sede di commento post partita.

In un certo senso questa Juve ha fatto un passo indietro rispetto all’anno scorso in Europa. L’eliminazione di Conte è maturata in maniera molto diversa rispetto a questa. Conte non ottenne risultati ma il suo gioco era molto più intenso. La sua Juve sbandò ma fece sempre gol tranne nella notte di Istanbul: segnò al Bernabeu (3 reti in totale in 2 gare contro il Real Madrid) e fece due reti al Galatasaray. Veniva – Antonio Conte – da un quarto di finale conquistato l’anno prima con un primo posto nel girone, un facile ottavo sul Celtic ed una eliminazione contro un Bayern (poi campione) nettamente superiore.

Il possesso palla a bassa intensità di Allegri ha invece mostrato tutti i suoi limiti a livello europeo. Non dà maggiore sicurezza difensiva e non fa segnare. Allegri dopo il passo indietro evidente avrà tre partite ora per farne tre avanti: dentro o fuori.

Prendete Lichtsteiner: in Italia con il suo individualismo si risolvono le partite, in Europa no, perché in Europa il livello medio è più alto e la sua posizione diventa facilmente prevedibile da avversari che poi hanno tempo di chiduere, raddoppiare, non concedere l’uno contro uno finendo sempre per affrontarlo in situazione di superiorità numerica.

Faccio mia anche la riflessione che Fabio Raffaglio ha postato ieri su questo blog commentando il mio pezzo sulla presunta crisi delle italiane in Europa.

Giochiamo un calcio lento e a bassa intensità, attacchiamo con pochi giocatori e non corriamo abbastanza senza palla. Spesso le nostre squadre vengono messe sotto sul piano del ritmo che anche avversari mediocri sanno imprimere alla gara vedi Costarica e A.Bilbao, ad esempio. Se non miglioreremo sotto questo aspetto, temo che andremo incontro a nuove delusioni.

Aggiungo a questi dettami tattici il mio auspicio: le novità dovranno partire giocoforza dal modulo. Non tanto perché con una nuova dislocazione numerica degli undici in campo si risolveranno magicamente tutti i problemi europei della Juve, ma perché il problema è numerico principalmente perché quando i singoli che hai a disposizione non riescono ad incidere individualmente l’unico modo che hai per vincere è attaccare con più uomini.

E perché il 3-5-2 in realtà è la fotografia della fase offensiva di un assetto tattico, ma se dovessimo utilizzare gli stessi parametri ad esempio con il 4-2-3-1 o con il 4-3-3 finiremmo per parlare di 2-4-3-1 o di 2-5-3 sottolineando con questo la partecipazione attiva degli esterni alla fase offensiva in posizione avanzata.

Questo è il momento di cambiare: già contro il Palermo. La rosa ha tutte le prerogative per farlo. Da qui in avanti possiamo iniziare a giudicare Allegri, che si presentò cosciente del fatto che il suo operato sarà giudicato in base ai risultati europei. E che su quelli verrà valutato.

 

Verso El Clasico. Real batte Barcelona 637 milioni a 611 – #clasicofox #foxsports #laliga

Week end da non perdere quello che sta per arrivare. Real Madrid-Barcellona (diretta sabato 25 alle 18, in tv su Fox Sports con la coppia Borghi-Capello a commentare) e Manchester United-Chelsea (diretta domenica 26 alle 17, su Fox Sports Ciarravano-Di Canio) sono le due partite principali di una giornata di grande pathos.

REAL MADRID – BARCELLONA

barcellona-real-madrid

Il Santiago Bernabeu di Madrid ospita il Clásico, la supersfida della Liga valida per la nona giornata di campionato. In campo i due club più titolati di Spagna: il Real Madrid vanta 32 titoli (l’ultima affermazione dei blancos risale alla stagione 2011-2012), il Barcellona 22 (l’ultimo successo dei blaugrana è datato 2012-2013).

Di fronte il Real Madrid, formazione castigliana da sempre considerata la squadra di governo, e il Barcellona, manifesto dell’orgoglio catalano. Secondo transfermarkt.it il valore della rosa dei padroni di casa ammonta a 673 milioni di euro (Cristiano Ronaldo, Pallone d’Oro nel 2008 e 2013, ne vale da solo 100), mentre quella degli ospiti è di 611 milioni di euro (Leo Messi, Pallone d’Oro in modo consecutivo dal 2009 al 2012, ne vale invece 120 milioni).

Se il Real Madrid, terzo in classifica con 18 punti, vanta il miglior attacco della Liga con 30 gol, la capolista Barcellona, prima a quota 22, risponde con la miglior difesa, non solo del campionato, ma di tutta Europa. In otto uscite la squadra di Luis Enrique non ha ancora subito gol. Tra i blaugrana, torna a disposizione Luis Suarez, dopo la squalifica di quattro mesi rimediata per il morso a Chiellini al Mondiale.

Nella scorsa stagione il Barcellona ha vinto le due sfide di campionato, imponendosi 2-1 in casa e 4-3 al Santiago Bernabeu, mentre il Real Madrid si è aggiudicato per 2-1 l’ultimo scontro diretto, disputato il 16 aprile in occasione della finale di Coppa del Re.

MANCHESTER UNITED – CHELSEA

man_vs._chelsea

L’Old Trafford di Manchester è teatro dell’incontro di cartello della nona giornata di campionato. I Red Devils di Louis van Gaal, che stanno scalando posizioni in classifica dopo un inizio di stagione deludente, ricevono il Chelsea di Josè Mourinho, primo in classifica.

Il Manchester United è la squadra più titolata della Premier League con 20 affermazioni (l’ultima risale alla stagione 2012-2013), due in più del Liverpool. Il Chelsea, invece, ha vinto nella sua storia quattro campionati, l’ultimo nel 2009-2010. Il Manchester United, reduce dal pareggio per 2-2 nel Monday Night sul campo del West Bromwich Albion, è sesto in classica con 12 punti, ben 10 in meno del Chelsea capolista, ancora imbattuto in questa stagione.

L’ultimo successo casalingo del Manchester United contro il Chelsea risale al 18 settembre del 2011, quando i red devils si sono imposti 3-1 in campionato grazie alle reti di Smalling, Nani e Rooney. Di Torres la rete della bandiera dei Blues. Più recente, invece, è l’ultima affermazione esterna del Chelsea all’Old Trafford: il 5 maggio del 2013 i Blues, allora allenati da Rafael Benitez, si sono imposti 1-0 grazie alla rete all’87’ di Juan Mata, oggi in forza proprio al Manchester United.

Ma ecco nel dettaglio tutti gli incontri trasmessi da venerdì 24 a lunedì 27 ottobre, su Fox Sports

Venerdì 24 ottobre

  • Celta Vigo – Levante, in diretta alle ore 21.00 su Fox Sports (telecronaca di Giulia Mizzoni)

Sabato 25 ottobre

  • West Ham – Manchester City, in diretta alle ore 13.45 su Fox Sports (telecronaca di Nicola Roggero)
  • Liverpool – Hull City, in diretta alle ore 16.00 su Fox Sports (telecronaca di Emanuele Corazzi e commento tecnico di Christian Panucci)
  • Sunderland – Arsenal, in diretta alle ore 16.00 su Fox Sports 2 e Fox Sports Plus (telecronaca di Paolo Ciarravano)
  • Real Madrid – Barcellona, in diretta alle ore 18.00 su Fox Sports (telecronaca di Stefano Borghi e commento tecnico di Fabio Capello)
  • Paris Saint-Germain – Bordeaux, in differita alle ore 21.00 (l’incontro è in programma alle ore 17.00) su Fox Sports (telecronaca di Gianluigi Bagnulo)
  • Palmeiras – Corinthians, in diretta alle ore 21.20 su Fox Sports 2 e Fox Sports Plus (telecronaca di Luca Gregorio)

Domenica 26 ottobre

  • Malaga – Rayo Vallecano, in diretta alle ore 12.00 su Fox Sports (telecronaca di Roberto Marchesi)
  • Tottenham – Newcastle, in diretta alle ore 14.30 su Fox Sports (telecronaca di Nicola Roggero)
  • Utrecht – PSV Eindhoven, in diretta alle ore 14.30 su Fox Sports 2 e Fox Sports Plus (telecronaca di Marco Frisoli)
  • Manchester United – Chelsea, in diretta alle ore 17.00 su Fox Sports (telecronaca di Paolo Ciarravano e commento tecnico di Paolo Di Canio)
  • Saint-Etienne – Metz, in diretta alle ore 17.00 su Fox Sports 2 e Fox Sports Plus (telecronaca di Gabriele Giustiniani)
  • Siviglia – Villarreal, in diretta alle ore 19.00 su Fox Sports 2 e Fox Sports Plus (telecronaca di Andrea Calogero)
  • Getafe – Atletico Madrid, in diretta alle ore 21.00 su Fox Sports (telecronaca di Daniele Caiola e commento tecnico di Christian Panucci)
  • Olympique Lione – Olympique Marsiglia, in diretta alle ore 21.00 su Fox Sports 2 e Fox Sports Plus (telecronaca di Riccardo Mancini)

Lunedì 27 ottobre

  • Queens Park Rangers – Aston Villa, in diretta alle ore 21.00 su Fox Sports (telecronaca di Paolo Ciarravano)

Roma-Bayern 1-7 e lo stato del calcio italiano – #championsleague #chl #europaleague #serieA @skyseriea

romabayern

Dopo la disfatta della Roma contro il Bayern si è riaperto sui social il dibattito sullo stato del calcio italiano. Non sono solo i tifosi ad aver ricominciato a lamentare un livello giudicato infimo, ma anche alcune testate che hanno voluto aprire sulle loro pagine dibattiti sul tema.

L’occasione è ghiotta per due riflessioni sulla partita e sul giudizio da dare.

LA PARTITA

Ho apprezzato le parole di Garcia che si è preso le colpe della sconfitta. Spesso gli allenatori lo fanno a prescindere spostando strumentalmente su di loro l’attenzione per alleggerire la squadra. Nel caso di Garcia invece credo fosse un atto doveroso, perché effettivamente il responsabile è lui.

Non c’è dubbio sul fatto che la Roma sia inferiore al Bayern. Lo si sapeva anche alla vigilia al netto dei proclami. Allo stesso modo il risultato non esprime secondo me il reale divario in assoluto tra le due squadre (secondo me inferiore).

La Roma ha perso 7-1 perché ha sbagliato completamente tattica ed al contempo ha avuto un approccio mentale alla gara totalmente sbagliato, fuori luogo. Le analogie con il 7-1 di Manchester sono molte e dicono di un ambiente da sempre soggetto a questi alti e bassi in quanto non abituato alla vittoria. Tattica e aspetto psicologico sono i due aspetti chiave dell’attività di un tecnico.

Giusto quindi dare le colpe a Garcia. Al netto di queste probabilmente la Roma sarebbe uscita battuta con proporzioni più simili – ad esempio – a quelle della Juventus nei quarti di Champions di due anni fa (2-0, 0-2) un 4-0 in 180′.

LO STATO DEL CALCIO ITALIANO

Si continua a commettere l’errore di giudicare il nostro movimento calcistico per le eccellenze che esprime e non per il livello medio.

E’ un dato di fatto che nell’ultimo quadriennio mondiale 2010-2014 le eccellenze nazionali non hanno avuto risultati all’altezza del massimo livello continentale.

A fronte delle due coppe campioni (Milan 2007, Inter 2010) vinte nel quadriennio precedente, il post-Sudafrica ci ha riservato solo sparute comparse (Inter nei quarti 2011, Milan nei quarti 2012, Juve nei quarti 2013).

Tuttavia le primissime del campionato non dicono di quale è il valore medio delle nostre squadre. Per farlo bisogna tenere nella giusta considerazione l’Europa League. Ed in questo senso è quella la competizine a cui guardare per dare una valutazione più seria e completa della competitività delle nostre squadre. E’ in questa competizione e non nella Champions che abbiamo perso il quarto posto nel ranking.

Ricordate cosa è successo alle tedesche nel quadriennio 2006-2010, ovvero quello del sorpasso all’Italia nel ranking? 2006: nessuna squadra nei quarti; 2007: Bayern eliminato nei quarti; 2008: Shalke04 eliminato nei quarti (Werder fuori nei gironi, Bayern – per la cronaca – battuto dallo Zenit in semifinale di Coppa Uefa); 2009: Bayern fuori nei quarti (unica qualificata dai gironi di Champions); 2010: Bayern battuto in finale dall’Inter.

Risultato: nel 2011 ci siamo svegliati con una squadra in meno in Champions. E 9 punti dai tedeschi nel ranking.

Cos’era successo? Che nel 2006 lo Shalke ha fatto i quarti di EL (nessuna italiana), nel 2007 il Werder era in semifinale e il Bayer Leverkusen nei quarti (nessuna italiana, nemmeno negli ottavi), nel 2008 Bayern in semifinale (come la Fiorentina) e Bayer Leverkusen nei quarti, nel 2009 Werder finalista e Amburgo semifinalista (Udinese fuori nei quarti, nessuna italiana agli ottavi), nel 2010 Amburgo semifinalista (Juve fuori agli ottavi, unica italiana agli ottavi).

Prendete la Spagna se preferite: si è sempre detto che la Liga esprimerebbe un movimento mediocre alle spalle delle prime. Eppure se si guarda all’Europa League si scopre che nel 2011 il Villareal è stato semifinalista, nel 2012 Atletico Madrid vincente con Bilbao in finale e Valencia in semifinale, nel 2014 Sivliglia vincitore con Valencia semifinalista. Sono ben 5 squadre di seconda fascia che arrivano alla fase decisiva in 4 anni. In questo lasso di tempo l’Italia ha fatto una semifinale (persa) con la Juventus.

Cosa ci manca?

Sarò banale ma è il nostro modo di giocare a calcio che risulta ormai anacronistico. Nell’approccio, prima ancora che nell’esecuzione.

Viviamo il campionato (che per la metà delle squadre è una tranquilla rincorsa senza patemi di retrocessione né velleità di scudetto) con pathos eccessivo, dividendoci tra squadre al top che vincono sempre contro avversari chiusi a fare le barricate nella loro area, e squadre di seconda e terza fascia abituate più a speculare sul risultato che a imporre una propria filosofia di gioco.

E così la nostra serie A finisce per non essere un banco di prova all’altezza per le prime della classe che recitano monologhi e vanno nel pallone quando devono interpretare partite contro avversarie che non ti concedono il 60% di possesso palla, mentre le altre sono talmente disabituate a fare gioco che quando si trovano a fronte di avversari abbordabili ne subiscono le (poche) buone attitudini.

Non mi stupisce ad esempio che a partire dal dominio Bayern (duopolio con il Dortmund nelle ultime quattro stagioni) siano peggiorate anche le prestazioni delle tedesche in Europa League, visto che nelle ultime 4 edizioni hanno conquistato la miseria di un quarto di finale con l’Hannover nel 2012!

In tutto questo non dimentichiamoci che quest’anno fortunatamente in Europa ci sono Napoli, Inter e Fiorentina che sono partite con i migliori auspici, e che anche il Torino sta ben figurando. Con l’augurio che tutte possano qualificarsi (l’obiettivo è ampiamente alla portata) al turno successivo e la speranza di poter rivedere almeno una delle nostre compagini in semifinale di EL.

Siamo in crisi?

Non lo siamo più di quanto non lo eravamo 12 anni fa, anche se ora il giornalismo miope non può più raccontare di acquisti faraonici e sperpero di denario, come accadeva fino ad alcuni anni fa. Non saremo rinati fino a che i risultati non torneranno. Ma non sarà una Champions a “fare primavera”, ma la capacità di risultati (anche intermedi, come piazzamenti e semifinali conquistate) di prestigio ma senza clamore. Fino ad allora dovremo solo riflettere sullo stato del nostro gioco, più che sui risultati. Quelli saranno consequenziali.

footballweekend/1 Galatasaray, Ajax, Hamilton: le partite chiave del fine settimana – #footballweekend #nonguardatelaneanche

galatasaray-prandelli

Galatasaray – Fenerbahce 2-1
Anche se in Italia Cesare Prandelli ormai fa notizia solo quando perde o quando emergono dettagli sulle difficoltà economiche del suo club, sabato l’ex ct ha vinto per 2-1 lo scontro diretto salendo a -1 dal Besiktas capolista. Prestazione maiuscola di Snejider e crisi che sembra alle spalle, anche se l’impressione è che quest’anno difficilmente il Gala riuscirà a passare il turno in Champions: un problema in più per le italiane in caso di retrocessione in Europa League.
VIDEO:

Twente – Ajax 1-1
Il pareggio esterno dei lancieri permette l’allungo al Psv (3-0 all’Az) che ora conduce a +4 (21-17). Un avvicendamento al vertice è facilmente pronosticabile in questo momento.
SCOUT: Davi Klaassen (185×77, classe 1993) centrocampista centrale (schierato interno destro nel 4-3-3 dell’Ajax) 9 presenze stagionali, rating 743/1000

Hamilton – Aberdeen 3-0
A memoria non ricordo una Premier League scozzese interessante come quella di quest’anno. La vittoria dell’Hamilton, terza consecutiva, mantiene la squadra rivelazione al primo posto in classifica.
TEAM REPORT: 4-5-1 McGovern – Gordon, Hendrie, Devlin, Garcia Tena – Gillespie, Imrie, Crawford, Andreu (Longridge 84), Redmond (MacKinnon 72) – Antoine Curier (Ryan 90+1)

Ecco perché ora Graziano Pellè può essere considerato un giocatore maturo e decisivo – #southampton #bpl #epl #italia #azzurri

ACLeaders

Nelle prime sette giornate di Premier League Graziano Pellè figura nella top ten dei giocatori con il contributo offensivo più importante alla propria squadra. Prendendo come riferimento l'”attacking contribution”, indice che prende in considerazione quante volte un giocatore è autore di uno dei 4 gesti tecnici che precedono un tiro della propria squadra, scopriamo che l’attaccante, atteso questa sera dall’esordio in maglia azzurra, è nono nella classifica stagionale della Premier league.

qui potete trovare l’approfondimento

Il nuovo Messi, più rifinitore meno finalizzatore – #laliga #barcelona

leo-messi-geeksandcleats

Nelle prime sei partite della Liga Spagnola Leo Messi ha ottenuto una media di 4 passaggi smarcanti (ovvero, passaggi che permettono ad un compagno di arrivare al tiro) a partita, nella scorsa stagione era a 2.4. Sembra il segnale di un Leo Messi più rifinitore e meno finalizzatore, anche in relazione con la posizione (più centrale) degli attaccanti blaugrana (soprattutto quando l’argentino giocherà con Neymar e Suarez in contemporanea.

qui un approfonidmento

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