Epifani, una scelta conservatrice #occupypd

Risulta dall’analisi dei dati elettorali che la sola categoria di elettori nella quale il partito di Bersani ha preso più voti degli altri partiti maggiori è quella dei pensionati. Anche la Cgil è la confederazione sindacale che ha più pensionati tra i suoi tesserati. Forse, però, questo sarebbe stato un buon motivo per non scegliere come nuovo segretario del PD proprio l’ex-segretario della Cgil, in pensione lui stesso.

via Pietro Ichino |  IL PD, GUGLIELMO EPIFANI E I PENSIONATI.

Ce lo chiede l’Europa – #imprese #pubblicaamministrazione #economia

Dopo aver sentito per mesi che dobbiamo sacrificarci perché “ce lo chiede l’Europa” è lecito attendersi altrettanta solerzia riguardo alla nuova normativa sui tempi di pagamento della pubblica amministrazione alle imprese.

La direttiva 2011/7/EU dell’Unione Europea infatti è in via di recepimento (esiste già un disegno di legge), e prevede, dal 2013, che i pagamenti della Pubblica Amministrazione debbano essere effettuati entro 30 giorni dal ricevimento della fattura. In casi particolari si potrà arrivare al massimo a 60 giorni.

da banknoise.com

E se ora la #Lega facesse come la Dc? – #politica #amiainsaputa

Umberto Bossi

Leggo troppo entusiasmo intorno alle dimissioni di Bossi. Ammesso e non concesso che ci sia qualcosa che è arrivato al capolinea questo è il bossismo, non ancora il leghismo tout court.

Il rischio maggiore? Che ora gli esperti del marketing politico si mettano alla rincorsa di eventuali voti in fuga provando ad occupare i territori elettorali in cerca d’autore sensibili ai temi intrecciati dalle parole: “ordine, sicurezza, immigrati”. Proponendo magari una versione riveduta e corretta del celodurismo.

Il rischio vero? Quando morì la Dc ci fu la diaspora Dc in tutto l’arco parlamentare, ora la stessa cosa potrebbe succedere con la Lega, che peraltro dalla Fiom all’estremismo di destra, come noto, ha sempre raccolto consensi trasversali.

La #crescita è un bene solo se sostenibile. Io sto con Kim – #crisi #economia

Qualche giorno fa, il Presidente USA Barack Obama ha annunciato il supporto degli USA alla candidatura di Jim Yong Kim alla presidenza della Banca Mondiale.

Nel giro di poche ore però questa candidatura è finita sotto il fuoco incrociato di commentatori economici e di numerosi politici americani. Lo “scheletro nell’armadio” che si rinfaccia a Kim è un libro del 2000 di cui è co-autore, intitolato “Dying for Growth” (Morire per la crescita). La tesi del libro è, si può dire, blasfema per molti politici americani: infatti mette in dubbio il fatto che la crescita a tutti i costi sia un bene.

da Banknoise.

Il punto è che la crescita è un bene solo quando è sostenibile. E sarà bene accorgercene in fretta ed agire di conseguenza.

#Giornali e #socialnetwork. Il futuro che vedo. – #Italia #Usa #giornalismo #sn

Granieri evidenzia due dati che emergono dal rapporto sullo stato dell’informazione americana (che – non c’è bisogno di dirlo – in qualche misura anticipa le tendenze anche sull’Italia):

Un numero crescente di addetti ai lavori predice che entro 5 anni molti giornali offriranno una versione di carta solo la domenica».

Ma a dominare le headline che accompagnano l’uscita del rapporto è -soprattutto- la crescente importanza dei social media nel ciclo delle news.su Bookcafe: La sopravvivenza dei giornali.

Se il primo aspetto mi sembra piuttosto visionario e fondamentalmente immotivato (perché tenere il cartaceo se il business diventa altro?). Il secondo è decisamente più attuale e verificabile.

Il passaggio chiave secondo me sta in una nuova consapevolezza.

Il punto è che i social network hanno ormai attivato una enorme conversazione in cui le testate tradizionali perdono il monopolio precedente in cui erano loro a dettare tempi, trend e agenda delle stesse conversazioni. Spesso in maniera dispotica perché arbitraria rispetto agli indici di ascolto o di gradimento reali (in Italia ancora oggi paghiamo un forte gap tra le scelte dell’emittente e la misurazione reale ed affidabile dell’audience al seguito).

Ma la perdita del monopolio non è ancora perdita di autorevolezza. Questa al contrario può essere confermata ed addirittura aumentata nella misura in cui i media tradizionali (ovvero quelli nati prima della rete) sapranno inserendosi nella conversazione allargata con le proprie peculiarità deontologiche e professionali che in termini di autorevolezza non possono che rappresentare un valore.

La #Svizzera che approva le #adozioni #gay mentre in #Italia si discriminano i #single

Il Consiglio della Federazione Svizzera ha approvato il progetto di legge che permetterà alle coppie omosessuali, unitesi nel paese grazie alle “unioni civili”, di accedere al diritto di adozione.

In Italia nel frattempo si è scatenato un dibattito a suon di banalità ad uso e consumo dei politicanti. Polemica quantomeno fuoriluogo e lontana anni luce dai primi eventuali passi che andrebbero fatti. Basti pensare che il nostro paese discrimina pure i single.

Da Brescia alla Svizzera ci sono circa 3 ore di strada.

Curioso come le distanze geografiche e sociali possano improvvisamente moltiplicarsi.

Ma l’Articolo 18 serve ai lavoratori o ai sindacati? | Banche, Risparmio, Investimenti e Trading

In estrema sintesi:

in caso di licenziamento non per giusta causa, l’impresa non sarebbe più tenuta al reintegro del lavoratore, ma questi potrebbe venire risarcito “solo” economicamente.

viaDa Banche, Risparmio, Investimenti e Trading.

Prove di pace in #Confindustria, l’Aib di #Brescia tra i mediatori

Ci sarebbe anche il presidente dell’Aib di Brescia, Giancarlo Dallera (nella foto), tra i protagonisti della pax politica che Confindustria sta tentando di raggiungere in vista della elezione del nuovo presidente. Dallera è stato indicato nei giorni scorsi da La Stampa come componente del gruppo di sostenitori di Alberto Bombassei composto da Gianfranco Carbonato di Torino, Carlo Mazzoleni di Bergamo, Pietro Ferrari di Modena, Gianni Brugnoli di Varese, Andrea Tomat del Veneto e Gianfelice Rocca.

Questo gruppo chiede che si arrivi, chiunque vinca, a una profonda riforma di Confindustria, basata su una diversa governance più vicina alla base, con pochi autorevoli vicepresidenti e un meccanismo elettorale che eliminando gli attuali bizantinismi accorci la catena fra associati e vertici, con un taglio netto a certi «professionisti dell’associazionismo». A questo punto servirebbe un «pontiere». Potrebbe essere Rocca, stimato e considerato da entrambi gli schieramenti.

da Squinzi-Bombassei, prove di pace per Confindustria- LASTAMPA.it.

Per Brescia – storicamente protagonista delle nomine presidenziali, sin dai tempi in cui in via Cefalonia maturò la candidatura di Luca Cordero di Montezemolo – in gioco c’è una doppia posta in palio. Da una parte la vicenda romana, con ambizioni legate alla vicepresidenza (in questo momento il past president Aldo Bonomi è vice di Emma Marcegaglia con delega al territorio), dall’altra la ricerca di una unità territoriale che guarda anche al rinnovo del vertice bresciano nel 2014, considerando che nessuno dei tre presidenti bresciani di associazioni di settore, ovvero Giuseppe Pasini (Federacciai), Enrico Frigerio (Assofond) e Sandro Bonomi (Anima) ha espresso una posizione allineata alla scelta dell’Aib di schierarsi con Bombassei.

Una novità, questa, che non si è mai verificata nella storia ultracentenaria dell’associazione, a prescindere dal fatto che non è mai esistito alcun vincolo territoriale nel sostegno ad un determinato candidato.

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